L’AQUILA – È “assurdo e immorale che all’Aquila siano arrivati i primi fondi per la ricostruzione delle abitazioni, degli edifici pubblici, degli alloggi popolari e dei sottoservizi, ma che non siamo in grado di poterli spendere, mentre, nel frattempo, le imprese che stanno ultimando i lavori di riparazione sugli edifici classificati ‘B’ e ‘C’, quelli meno danneggiati, sono costretti a licenziare gli operai per mancanza di committenze”.

L’accusa arriva dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che l’ha esternata in un vertice con il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il vice commissario Antonio Cicchetti.

“Nel corso della riunione – ha dichiarato ancora Cialente – ho inoltre elencato tutte le criticità che tuttora si registrano e che impediscono ai tecnici incaricati, e quindi ai cittadini, di presentare i progetti per la cosiddetta ricostruzione pesante, quella cioè relativa agli edifici classificati ‘E’”.

“Mi riferisco, in particolare – ha spiegato il sindaco – al prezzario per la ricostruzione che, dal giorno della sua tardiva pubblicazione, il 24 settembre, è subito apparso uno strumento incompleto e insufficiente, nonché al fatto che ancora non vengono fissate le regole a tutela dei cittadini e delle imprese, per poter applicare in maniera legale, trasparente, efficace ed efficiente il meccanismo degli indennizzi per la ricostruzione delle abitazioni private”.