L’AQUILA – Una bella e una cattiva notizia per l’avvio del grosso della ricostruzione del Forte spagnolo cinquecentesco dell’Aquila, maxi commessa pubblica da 33 milioni di euro, portati a 24 con il ribasso di gara, che dovrebbe essere ricostruito in via definitiva entro 6 anni, una volta che saranno partiti i lavori.
Se da un lato, infatti, si può ipotizzare la fine del mese come data orientativa di approvazione del progetto esecutivo degli stralci secondo e terzo dell’opera, dall’altro la prima tranche di opere, svolte in questi anni, è ancora bloccata, circostanza che preclude la fine del cantiere e l’inizio del successivo, previsto inizialmente a ottobre. Fino a quando? Non si sa.
Il primo stralcio comprendeva la zona Sud-Est della struttura fortificata. I lavori per 3 milioni sulla parte sono stati svolti dall’Associazione temporanea (Ati) tra le imprese romane Solaspe Srl e Baglioni Srl, che si è aggiudicata una prima selezione nel 2013.
Il resto dell’opera verrà invece portato avanti dall’Ati che comprende la romana Sac dell’imprenditore Emiliano Cerasi, la torinese Secap, la chietina De Cesare e l’aquilana Costruzioni Iannini.
Partendo dalle novità positive, di qui a qualche giorno sarà pronto il progetto esecutivo e verrà consegnato alla soprintendenza speciale per il “cratere” guidata da Alessandra Vittorini, che fin qui sul “Castello” ha mantenuto asssoluto riserbo proseguendo nella sua linea del silenzio alle istanze degli organi di informazione.
L’approvazione dovrebbe avvenire entro gennaio e questo sarebbe l’ultimo ostacolo prima di poter procedere a cantierizzare l’area, che ancora oggi è visitatissima da turisti e soprattutto da aquilani di ogni età, con bici o animali, per passeggiare o correre.
Ma qui arrivano i problemi delle imprese attualmente a lavoro. Secondo quanto si è appreso, infatti, come già avvenuto in altri appalti pubblici della ricostruzione 2009, per esempio alla chiesa delle Anime Sante, i fondi sono terminati ma le opere da portare a termine ancora no, e servirebbe un nuovo finanziamento.
Il problema è che quella quota ha avuto canali di finanziamento diversi: la programmazione ministeriale 2011, i fondi del gioco del lotto e quelli del programma Arcus, società partecipata del ministero.
Proprio la peculiarità di quest’ultimo canale, il tempo trascorso e il fatto che Arcus nel frattempo sia stata incorporata dalla nuova società in house del ministero Ales, renderebbero particolarmente lunghi, e soprattutto a oggi non stimabili, i tempi per la “staffetta” tra ditte.
Una vera e propria gatta da pelare per le imprese coinvolte e soprattutto per la soprintendente Vittorini.
La seconda Ati subentrerà alla prima occupandosi nella stessa zona Sud-Est di impianti e finiture. Le “nuove”imprese svolgeranno anche il restauro del ponte di ingresso, dell’intero paramento murario e del bastione Sud.
Inoltre, sempre nei primi 2 anni di lavoro si metterà mano alla zona Sud-Ovest, quella verso il chiosco del bar la Fenice, interessata da consolidamento strutturale, sia orizzontale che verticale, con miglioramento sismico, iniezioni di resine, rifacimento delle coperture, cioè tutti i tetti, restauro lapideo di tutto il fronte dalla sommità al fossato e gli impianti.
Lavorazioni simili a quelle del secondo e terzo lotto che riguarderanno, rispettivamente, le zone Nord-Est e Nord-Ovest.
Oltre ai lavori veri e propri, nell’ultima tranche di lavori sono previste anche la sistemazione esterna e la riqualificazione del parco.
La pavimentazione dell’“anello”, con la scelta di fondo adatto anche per chi fa jogging intorno alla costruzione fortificata, installazione di nuove panchine, cestini, percorsi, marciapiedini, una ripulita generale a tutto l’amplio parco.
Prevista anche la recinzione metallica tra le finiture, dello stesso aspetto di quella già realizzata nel parco giochi. Sarà molto lunga, 1,8 chilometri, e delimiterà un’area molto vasta, che arriva fino alla questura sull’imbocco di via Strinella ma anche a pochi metri dallo stadio “Fattori” nella parte di viale Gran Sasso.
Sarà comunque un recinto di protezione più che per vietare l’accesso: l’ingresso al Parco dovrebbe restare libero per tutti, anche se deciderà il Comune.
Del terzo lotto fa parte anche la ricostruzione dell’auditorium che era in uso alla società dei concerti “Barattelli” e il bar nelle vicinanze.
Non sarà oggetto di questi lavori il fossato che, è stato più volte evidenziato, potrebbe costituire un’area verde ulteriore da sfruttare per manifestazioni culturali, sportive e sociali.



