L’AQUILA – Il tribunale dell’Aquila ha ordinato la restituzione ai proprietari del condominio Cisternola di via Moscardelli, dopo che la ditta Sertech ha rallentato fino a fermarli i lavori di riparazione post terremoto.
Accogliendo il ricorso presentato per conto del condominio dall’avvocato Claudio Verini, il giudice Carla Ciofani ha ordinato “alla società Sertech Spa di lasciare nella disponibilità del condominio libera e sgombera da persone e cose l’area di cantiere”, disponendo che in caso di mancato adempimento spontaneo entro 15 giorni, “si proceda all’attuazione coattiva ed a tal fine delega l’ufficiale giudiziario a reimmettere il ricorrente nel possesso del cantiere”.
Quello del condominio Cisternola non è un caso isolato, tra quelli della ditta Sertech, che a causa della crisi di liquidità ha bloccato i lavori in 12 dei 30 cantieri aperti all’Aquila.
La società veneta era finita nell’occhio del ciclone per aver ereditato, prima che subentrasse il divieto di cessione di appalti della ricostruzione e di rami di azienda, alcuni cantieri dalla Palomar, altra ditta veneta in crisi già impegnata nel Mose. A sua volta la Palomar era subentrata alla Consta Spa di Padova, che aveva rilevato gli appalti da Consta consorzio stabile.
Il condominio di via Moscardelli, il 23 febbraio 2011, aveva stipulato il contratto con un’altra ditta ancora, la So.l.e.s. Spa, “attualmente facente capo alla Sertech Spa per effetto – scrive il giudice nell’ordinanza – della trasformazione di So.l.e.s. Spa in Costa Spa, del successivo contratto di affitto di ramo di azienda intercorso tra questa a Palomar Srl, dell’ulteriore trasferimento di azienda intercorso tra Palomar Srl e Sertech Spa”.
La decisione del giudice prende atto della “accertata protrazione per alcuni mesi della sospensione dei lavori da parte dell’appaltatrice in epoca successiva all’estate dello scorso anno, quindi in epoca successiva alla proproga concessa dal Comune in data 29 luglio 2015 per fatti anche non addebitabili all’appaltatrice”.
Si osserva inoltre che l’azienda può “considerarsi già gravemente inadempiente, atteso che il fermo prolungato dei lavori e la mancanza di manifestazione di disponibilità ad una sollecita ripresa degli stessi, rende ragionevolmente certo che il termine concesso per l’ultimazione dei lavori scadrà senza che l’appaltatrice abbia portato a termine i lavori commissionati dal condominio”.
“Abbiamo introdotto un giudizio di urgenza chiedendo la risoluzione del contratto per inadempimento e la restituzione del cantiere, visto che i lavori si sono rallentati fino a fermarsi a fine estate 2015”, spiega Verini ad AbruzzoWeb.
“Con questo atto la proprietà rientra in possesso del bene e deve ora riassegnare i lavori”, aggiunge, spiegando che “solamente all’esito del giudizio di merito” si capirà se i proprietari ci avranno rimesso qualcosa anche in termini economici, visto che alcuni Sal (stati di avanzamento lavori) erano già stati liquidati.
La ditta Sertech è difesa dall’avvocato Lodovico Fabris.



