L’AQUILA – “La notte dell’Aquila è la notte dell’Europa”.
Questo il nome del progetto non-profit ideato dal giornalista Paolo Barnard, un video da realizzare in collaborazioni con istituzioni e associazioni locali, in 28 luoghi simbolo della città terremotata, con protagoniste 28 persone aquilane munite di altrettante bandiere dei 28 Paesi d’Europa, da inviare alle più alte cariche istituzionali italiane e dell’Unione Europea all’indomani delle polemiche per i ‘no’ tecnici di Bruxelles allo stanziamento dei fondi per la ricostruzione del capoluogo abruzzese distrutto dal sisma del 6 aprile 2009.
“I cittadini aquilani e il sindaco dell’Aquila hanno l’occasione di lanciare un messaggio fortissimo – spiega il giornalista, nei giorni scorsi all’Aquila per definire i primi ‘passi’ del progetto – esprimendo nel video il concetto del perché l’abbandono europeo dell’Aquila è uno scandalo dell’Unione. Il sindaco Massimo Cialente può dichiarare polemicamente che L’Aquila non più una città europea, rimuovendo la bandiera dell’Unione. Insomma, se l’Unione Europea dimentica una sua ‘sorella’, sconfessa i princìpi di coesione sui quali è stata fondata”.
“Il messaggio di fondo del video – specifica Barnard – è che L’Aquila è come Dresda, come Rotterdam, come Lugano, Marsiglia, Kaunas. Dobbiamo dire agli europei ‘tu sei aquilano, la tua città è L’Aquila, perché poteva succedere anche a te. Noi siamo voi e voi siete noi, la tragedia di una città europea ti riguarda’, altrimenti l’intero principio fondante della Unione viene meno. L’Unione Europea non può essere solo dare a Bruxelles e doveri verso Bruxelles, deve anche essere ricevere e avere diritti. Il no europeo all’Aquila è un oltraggio all’Unione”.
Il giornalista bolognese ha preso a cuore la questione aquilana tanto da partecipare a un tavolo tecnico lo scorso giugno al dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia e delle Finanze insieme a Cialente, all’ex deputato Giovanni Lolli e all’economista statunitense Warren Mosler, per discutere con lo staff del vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Stefano Fassina, una proposta di Mosler per reperire subito i fondi necessari alla ricostruzione dell’Aquila.
“La proposta è stata bocciata sul piano politico e non tecnico, perché l’Italia ha paura di prendere decisioni che non fanno piacere a chi comanda a Bruxelles – ha dichiarato Barnard – per questo i cittadini e le istituzioni aquilane devono far valere le proprie ragioni in Europa”.
In occasione di un recente convegno del Partito democratico con Fassina, il capogruppo Pd al Parlamento europeo David Sassoli, Cialente e Lolli, Barnard si è scagliato contro la politica italiana, “che non ha il coraggio di dire di no all’Europa”, accusando il vice ministro di essere “terrorizzato” in questo senso.



