L’AQUILA – C’è attesa per il disegno di legge per la ricostruzione post-sisma annunciato dal sottosegretario all’Economia con delega specifica Giovanni Legnini.

Tra gli obiettivi principali della nuova norma c’è una modifica delle regole per quanto riguarda gli aggregati edilizi privati, finanziati con soldi pubblici, ma dove troppa è la discrezionalità della scelta della ditta a cui affidare i lavori da parte dei consorzi di cittadini privati.

E per le ditte che si sentono penalizzate non c’è nemmeno la possibilità far valere le proprie istanze davanti al Tribunale amministrativo regionale (Tar) che ha stabilito di essere incompetente nelle controversie tra imprese che riguardano i lavori che non rientrano nella categoria degli appalti pubblici, come evidenziato da AbruzzoWeb.

Infine si auspica il superamento del fenomeno del “passamano dei lavori” tra aziende, non sempre con i conti a posto per dare garanzie di affidabilità.

L’assessore comunale dell’Aquila alla Ricostruzione Pietro Di Stefano è, da questo punto di vista, ottimista: nella legge ci saranno nuove regole finalmente efficaci.

“Quello che abbiamo spiegato al governo – afferma a questo giornale – è che non bastano le cinque offerte da parte di altrettante ditte previste dalla legge Barca, tra cui le assemblee dei condomini possono sceglierne una senza criteri oggettivi. E i criteri oggettivi che abbiamo proposto sono appunto il maggior grado di sicurezza sismica che un’azienda può garantire allo stesso costo, comunque non suscettibile di ribasso”.

“Analogamente deve essere scelta la ditta che garantisce il maggior risparmio energetico dell’abitazione ricostruita, o anche l’utilizzo di materiali qualitativamente migliori, e tempi minori di realizzazione”, sottolinea.

Altra novità auspicata dall’assessore è obbligare le aziende a iscriversi alla white list, all’elenco monitorato dalle Prefetture delle aziende pulite e con i conti a posto.

“Fissati questi principi – spiega Di Stefano – una ditta potrà più facilmente contestare un affidamento a una concorrente che non rispetta i requisiti, anche davanti al Tar”.

Infine va vietate senza se e senza ma “ la cessione dei contratti, anche attraverso la cessione di rami di azienda, fenomeno purtroppo diffuso che secondo me rappresenta un’indecenza”.

Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda Gianni Frattale, il presidente provinciale aquilano dell’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, che per giovedi 4 settembre ha convocato un consiglio direttivo proprio per entrare nel merito della nuova normativa.

“Le regole della ricostruzione privata hanno senz’altro bisogno di un aggiornamento e di un affinamento”, dice Frattale e tiene anche a sottolineare che “il sistema delle imprese ha attivato i suoi anticorpi, ha già creato di fatto una barriera contro le ditte poco affidabili” e che “le aziende impegnate nella ricostruzione privata non fanno speculazioni, perché per esempio di fatto già applicano ribassi del 20-30 per cento in meno, in quanto i prezzari sono più bassi rispetto a quelli della ricostruzione privata”.

Anche Paolo Aielli, titolare dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, nemesi storica di Di Stefano che ha provato a limitarne i compiti con una delibera di Giunta, auspica uno snellimento burocratico, per dare ancor più snellezza a una macchina della ricostruzione che “procede oramai a ritmo ottimale – dice – tanto è vero che in poco più di un anno i miei uffici hanno festeggiato il miliardo di euro di istruttorie completate”.