L’AQUILA – Dovranno regolarizzare al più presto la loro situazione i proprietari aquilani di un’abitazione inagibile che è stata costruita su terreni gravati su civico. A rischio, altrimenti, il contributo per la riparazione dell’edificio per i danni post terremoto del 6 aprile 2009.
Lo conferma ad AbruzzoWeb l’assessore comunale al Bilancio Lelio De Santis che pochi giorni fa ha annunciato l’approvazione, con una delibera di Giunta, dei nuovi canoni di legittimazione e contestuale affrancazione per regolarizzare la situazione di chi possiede questi fondi.
“Tutti devono regolarizzare la propria posizione, a maggior ragione chi deve accedere al contributo per la ricostruzione ha bisogno di regolamentazione”, ribadisce.
Il punto, come dichiara l’assessore, è che il proprietario, rispetto al terreno, “ha diritto di superficie ma non di proprietà”. In sostanza, risulta proprietario della casa, ma non del terreno sul quale questa è costruita.
Un aspetto che conferma quanto dichiarato dal presidente dell’amministrazione separata degli usi civici di Tempera, Sergio Iovenitti, che a questo giornale non ha escluso un eventuale blocco delle pratiche per i contributi finalizzati alla ricostruzione perché “giuridicamente quella persona non risulta proprietaria in quanto il bene ricade su demanio pubblico”.
Questo tipo di problema riguarda molte frazioni della città, come Preturo, Tempera, Paganica e San Gregorio, solo per citarne alcune.
Migliaia di ettari da mettere “a posto”, pagando una quota che l’assessore assicura sarà “molto più bassa del reale valore commerciale del terreno e molto più alta di ciò che si pagava prima, ovvero nulla”.
“Abbiamo fissato i nuovi canoni – spiega De Santis – che tengono conto della zona in cui l’area è ubicata e sono stabiliti sulla base dei valori delle compravendite dell’ultimo decennio e dei dati utilizzati per gli espropri di terreni di natura agricola”.
Una situazione che va sanata per “uscire dalle incertezze. Qualcuno ha legittimato ma non ha affrancato il bene, quindi se volesse fare atti di compravendita non può farlo”.



