L’AQUILA – Un mandato nel segno del “pragmatismo, della concretezza e dell’armonia”, sul solco tracciato dal predecessore Gianni Frattale. La priorità attribuita al completamento della ricostruzione post sismica, accelerando quella pubblica rimasta indietro. La riapertura del dossier infrastrutture, perché “L’Aquila in base all’edificato ha un potenziale doppio rispetto agli attuali abitanti”, ed occorre avere innanzitutto un collegamento ferroviario veloce con la capitale Roma. L’orgoglio rappresentato da fatto che “quella dell’Aquila è stata la ricostruzione migliore della storia, per qualità, tempistica e utilizzo delle risorse”.
Questi i punti chiave nell’intervista in esclusiva ad Abruzzoweb, illustrati dal 45enne Pierluigi Frezza, eletto giovedì scorso, come candidato unico, a nuovo presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della Provincia dell’Aquila, con 127 voti su 128 e una residuale scheda bianca.
Raccogliendo il testimone di Gianni Frattale, 76enne costruttore aquilano patron di Edilfrair, impresa protagonista della ricostruzione post sisma, che ha concluso il suo terzo mandato, dopo i due triennali dal 2011 al 2017, ed attuale vice presidente della Camera di commercio Gran Sasso.
Frezza non è certo un novizio nell’associazione costruttori: figlio di Armido Frezza è alla guida della Ingg. Armido e Pierluigi Frezza Spa, tra le più importanti imprese edili abruzzesi, è tesoriere uscente dell’Ance, con la delega, molto pesante, al Sisma 2009 nonché ex presidente dell’associazione giovanile dei costruttori.
A poche ore dalla sua nomina l’approvazione dell’emendamento in Senato, con cui la fine del superbonus sisma, che scade a fine anno, sarà compensato da un incremento integrativo al contributo per la ricostruzione, sia per il cratere 2009 che per quello del 2016, con una copertura nel primo caso di 215 milioni di euro, che consentiranno in ogni caso di dare copertura ai lavori aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal progetto di ricostruzione in termini di ulteriore sicurezza sismica e migliorie energetiche. Una partita incandescente durata mesi, nell’incertezza sulla possibilità di prorogare il superbonus in quanto tale, resa più difficoltosa dalla mancata completa rendicontazione, necessaria a stabilire la copertura economica, da parte del degli uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) e dei Comuni del Cratere (Usrc), come evidenziato dagli stessi senatori di Fdi, Guido Liris, capogruppo in commissione Bilancio, ed Etel Sigismondi, promotori degli emendamenti che hanno alla fine, dopo una dura battaglia, portato a casa il risultato.
“L’Ance resterà un’associazione aperta a tutte le imprese della provincia a difesa delle quali la nostra azione si rivolge”, ha detto Frezza nel suo discorso di insediamento, e nell’intervista indica come uno dei più importanti lasciti di Frattale, la ritrovata compattezza dell’associazione, dopo anni di conflitti interni, con l’Ance spesso al centro delle polemiche, sia esterne sia interne, anche per l’accresciuto ruolo pubblico, sociale ed economico che la ricostruzione seguita alla tragedia del terremoto del 6 aprile 2009 ha assegnato alla categoria in quello che è diventato il cantiere più grande d’Europa.
Pierluigi Frezza, partiamo dalla notizia di ieri, l’approvazione delle compensazioni anche per il cratere sismico 2009. Era scontato ottenere questa misura?
Un’ottima notizia, per cominciare questo mandato non poteva andarmi meglio. Una misura che va nella direzione che speravamo, dopo che si è parlato per quasi un anno della proroga del superbonus e che ora invece, fortunatamente, è stato sostituito da un incremento di contributo. Chiaramente attenderemo di avere la norma definitiva pubblicata in Gazzetta ufficiale, per muovere i passi successivi, occorre infatti capire bene come andranno attribuiti i contributi aggiuntivi a quello base, da parte degli Uffici speciali. Certamente le pratiche che più avranno bisogno di questi importi saranno quelle che oggi soffrono maggiormente, vale a dire quelle che prevedono le demolizioni e le ricostruzioni, impossibili da eseguire con gli attuali importi di contributo al metro quadrato. Ringraziamo il governo per questo provvedimento che, confermo, non era assolutamente scontato.
Quali saranno dunque le priorità del suo mandato?
Senz’altro il completamento del processo di ricostruzione post sismica, in particolare quella pubblica, che arranca, ci sono poi i lavori della coda del Pnrr. Finora tutti questi ambiti lavorativi hanno permesso dei livelli occupazionali pari a 93 milioni di massa salari e produzioni aziendali importantissime e senza precedenti. Come Ance dobbiamo garantire che le gare d’appalto siano presentate con importi congrui, quindi con lavori eseguibili, ma su questo abbiamo avuto sempre la massima disponibilità delle amministrazioni e siamo sicuri di poterlo continuare a fare in maniera coordinata e serena.
Ci sono tanti palazzi pubblici e chiese non ancora ricostruiti, dopo ben 16 anni. E’ realistico affermare che la ricostruzione posti sismica aquilana potrà essere sostanzialmente considerata conclusa tra un anno e mezzo o due anni?
Ritengo che ci vorrà più tempo, in una ricostruzione, anche quella degli edifici privati, la coda è sempre molto complessa da gestire. E quindi un anno e mezzo per le pratiche ordinarie, quelle che non hanno problemi è presumibile non sia sufficiente. Abbiamo stimato con gli uffici speciali una coda di circa due miliardi di euro, che sono moltissimi, quindi complessivamente io mi attendo una tempistica più lunga.
Occorre rivedere le regole degli appalti pubblici?
Per quanto riguarda nello specifico la ricostruzione pubblica, i ritardi dipendono da una pluralità di fattori, però la disciplina degli appalti consente già ora di procedere con delle tipologie di appalti che prima erano state un po’ accantonate. Si è tornati anche all’utilizzo dell’appalto integrato, c’è una possibilità maggiore, dalla pandemia del covid in poi, nell’utilizzo di alcune procedure semplificate, con le amministrazioni che possono organizzarsi anche per valorizzare il contributo delle imprese più vicine al territorio, in una ottica di filiera corta. Tutti temi che saranno prioritari del mandato del nuovo consiglio direttivo, in un confronto serrato con le amministrazioni.
Nella sua ultima intervista di bilancio del suo mandato, sempre a questa testata, Frattale ha rivendicato in particolare di aver pacificato l’associazione, dopo una fase diciamo così oltremodo burrascosa. Altri meriti del suo predecessore?
L’Ance ha avuto sempre una fase elettorale concitata quando si è trattato di andare ai rinnovi, questa volta però non è accaduto, e determinante è stata l’applicazione del nuovo statuto, con la presentazione delle candidature qualche mese prima della data delle elezioni, come pure c’è stato un confronto serrato con moltissimi colleghi. E continuerò a chiedere la collaborazione, l’aiuto e la condivisione con tutti gli associati e con tutti quelli che si metteranno a disposizione. Gianni Frattale è stato un presidente incredibile, con una storia imprenditoriale che è un punto di riferimento nel nostro settore. I suoi maggiori pregi ritengo siano il pragmatismo e la concretezza, perché del resto sono queste le doti principali di chi fa il nostro mestiere.
Cosa sarà messo in campo per la formazione, da cui dipende anche la sicurezza nei cantieri?
Proprio l’altro ieri ho partecipato ad un incontro al Formedil, l’ex scuola edile e c’è una attenzione particolarissima su questi temi. Abbiamo un problema che riguarda tutto il Paese, quello delle maestranze e dei tecnici che scarseggiano. Fondamentale è dunque formare al meglio innanzitutto i lavoratori comunitari ed extracomunitarie, di lingua straniera, e questo non si fa in un giorno. Quella di San Vittorino è una struttura di livello nazionale, c’è poi un accordo Stato-Regioni recentemente siglato che introduce la formazione anche per i datori di lavoro, obbligatoria dal 2027, e dobbiamo già metterci al lavoro per comprendere quali saranno i tempi, i modi: necessario sarà evitare che questa formazione non diventi un ulteriore orpello per le nostre aziende.
Sempre di attualità c’è poi il tema della legalità, l’evitare infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti, compresi quelli della ricostruzione post sismica…
Bisogna fare una premessa: io credo che quella dell’Aquila sia stata la migliore ricostruzione della storia, per tempistiche, qualità, per l’utilizzo dei fondi in maniera visibile sui fabbricati, e anche per quanto riguarda la ricostruzione sociale. Fenomeni di infiltrazioni mafiose e di illegalità in questi 16 anni sono stati rarissimi, se consideriamo la mole di lavoro eseguita, e temo che debbano essere ritenuti endemici, strutturali. Va anche considerato che negli ultimi anni essendo diminuito il gettito della ricostruzione, ci si sia concentrati molto di più sulle imprese locali, e questo rappresenta un fattore di certezza, anche per i cittadini, di non incappare in circostanze per così dire poco chiare.
L’Aquila ha bisogno di grandi infrastrutture?
In questi anni si è pensato più alla ricostruzione della città rispetto alle grandi infrastrutture. Ora bisogna ricominciare a parlarne, anche in considerazione della bellezza della nostra provincia e soprattutto per la potenzialità urbanistica del capoluogo, quasi del tutto ricostruito, che ha settantamila abitanti ma per l’edificato disponibile potrebbe tranquillamente contenerne quasi il doppio. E allora l’infrastrutturazione che possa accrescere le dimensioni della città credo sia innanzitutto il collegamento con Roma, e quindi il potenziamento della linea ferroviaria. Il come è da valutare, è stato già ipotizzato un interscambio a Carsoli, o anche, più vicino a noi, dalle parti di Torano. Certo, stiamo parlando di cifre enormi, ma è un dossier che va riaperto, credere che ciò sia possibile e fattibile è nella mentalità giusta del mondo delle costruzioni.
Ultima domanda eh rapporto con la politica?
I livelli di rapporto dell’associazione con tutte le istituzioni sono da sempre, e ancor più dall’immediato post sisma, connotati da spirito di grande collaborazione e sinergia. Siamo stati sempre in prima linea su tutti i temi cardine della ricostruzione, abbiamo sempre ricevuto ascolto e coinvolgimento su tematiche importanti per il nostro settore. Dobbiamo proseguire come abbiamo fatto fino ad oggi. Devo ringraziare in particolare a questo proposito per le congratulazioni ricevute il sindaco Pierluigi Biondi e il senatore Guido Liris, che molto si è speso per la vicenda del superbonus. Orgogliosi poi di essere entrati a far parte nei giorni scorsi, nel comitato di Coordinamento di L’Aquila capitale della Cultura, una occasione che dovrà essere vissuta nel segno della coesione e unione di tutti i cittadini, per il bene di una città più bella di prima.






