L’AQUILA – Sono oltre 100 le imprese escluse dalla “white list” di quelle affidabili che si possono impiegare nella ricostruzione post-terremoto 2009, lista emessa nei giorni scorsi dai due uffici speciali e che ha generato fior di polemiche, ditte rimaste fuori ma che hanno l’iter di inserimento in corso con effetti imprevedibili.

Lo apprende AbruzzoWeb da addetti ai lavori che hanno studiato l’elenco di 102 pagine congiunto degli uffici speciali per L’Aquila (Usra) e il cratere (Usrc), evidenziando alcune anomalie.

Da una prima analisi sull’elenco, si rileva che molti importanti player della ricostruzione aquilana non sono presenti.

Tra questi, la Acmar di Ravenna, che realizza anche i nuovi sottoservizi, Italiana Costruzioni, la Cpc di Roma, la Sac Spa o la Cmb di Carpi, quest’ultimo caso clamoroso visto che è la decima impresa edile in Italia ed è leader nelle costruzioni civili.

Ma sono centinaia le aziende che si stanno lamentando per il mancato inserimento nell’elenco e il cui fatturato complessivo, sempre da quanto appreso dagli addetti ai lavori, ammonterebbe a quasi 1 miliardo di euro.

Inoltre, per paradosso risultano invece iscritte imprese fallite e non più operative, che hanno perso ogni requisito per partecipare alle gare della ricostruzione.

Ulteriore criticità, le imprese che volevano protestare o chiedere chiarimenti perché non incluse si sono ritrovate anche impossibilitate a dialogare con l’Usra, dal momento che l’indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) è risultato non funzionante.

Sul caso si è già espressa l’associazione costruttori Ance, con il presidente provinciale, Ettore Barattelli, che ha promesso “l’invio di diffide per far ritirare la delibera agli uffici speciali” e non esclude che singole ditte abbiano già messo mano alle carte bollate, mentre Massimiliano Mari Fiamma di Apindustria ravvisa “nuove possibilità di ricorso per aziende escluse con inevitabili ritardi”.

Tra le casistiche segnalate ce ne sono di curiose che fanno capire il tenore della protesta.

L’imprenditore Stefano Cipriani si è presentato di persona negli uffici speciali sia come responsabile ricostruzione dell’Ance che come patron di Gaia: la sua azienda risulta iscritta alla white list 2016 ma non a questa del 2009, differenza incomprensibile.

Una imprenditrice ha minacciato di incatenarsi davanti alla sede dell’Usra se non sarà iscritta la sua ditta.

Intanto i due responsabili, Raniero Fabrizi (Usra) e Paolo Esposito (Usrc) non hanno voluto rilasciare commenti su questo tema spinoso.

Un silenzio che alimenta anche i dubbi dei costruttori: non sono pochi, tra i titolari delle imprese locali, a pensare a un diktat da Roma per creare favoritismi ancora da chiarire. (alb.or. – b.s.)