L’AQUILA – Non è il miliardo l’anno chiesto dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, per la ricostruzione della città e del “cratere” ma almeno qualcosa dalle parti del governo si muove dopo settimane di silenzio.
La notizia è che è stato predisposto un emendamento al disegno di legge di conversione del decreto sulle emergenze da 1,2 miliardi di euro, soldi disponibili dal 2014 con una copertura spalmata in sei anni derivante dal ritocco del costo delle marche da bollo, che andrà all’esame delle commissioni competenti del Senato lunedì prossimo.
Un provvedimento “tampone”, naturalmente, visto che non si può pensare di destinare al capoluogo e agli altri paesi colpiti dal terremoto del 2009, tra i fondi della delibera Cipe di dicembre 2012 e questi nuovi, circa un quinto delle reali necessità emersi dai piani di ricostruzione: la vera battaglia si combatterà nel corso della legge di stabilità, quella che un tempo si chiamava finanziaria, per cercare di spuntare risorse certe e ripetute nel tempo.
Nel frattempo, però, consente a cittadini e imprese di respirare, in attesa di tempi migliori.
Il potenziale stanziamento del miliardo e due, ma in realtà saranno di meno perché una quota servirà a pagare gli interessi alle banche, è una novità salutata con favore da Cialente, che in una nota ha affermato che “se questo emendamento sarà approvato la ricostruzione potrà ripartire e potrà essere rispettato il cronoprogramma predisposto dall’amministrazione comunale e approvato dal Consiglio, poiché sarà, di fatto, superata la difficoltà legata alla mancanza della liquidità necessaria”.
A Cialente ha fatto eco la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane: “finalmente uno spiraglio positivo”.
Valutazioni positive ma caute, insomma, come conferma l’ex deputato Giovanni Lolli, sentito da AbruzzoWeb. “La cosa buona è che si è creato un fronte istituzionale trasversale che ha a cuore le sorti dell’Aquila e del ‘cratere’ – ha detto Lolli – ma le difficoltà non mancano: a partire dalle forti resistenze della Tesoreria dello Stato e dall’incognita del voto dell’aula, che potrebbe vanificare gli sforzi”.
“Per adesso siamo fiduciosi – ha aggiunto – la vera partita, però, si giocherà durante la discussione della legge di stabilità, lì si decideranno i destini della ricostruzione”.
Sulla questione è intervenuto pure il coordinatore dei sindaci delle aree omogenee, Emilio Nusca: “il meccanismo è quello giusto, cioè l’individuazione di una sorta di ‘tassa di scopo’ per consentire un flusso costante di cassa, ma per adesso è applicato male, bisogna ripristinare il modello Cassa depositi e prestiti, e di certo questi soldi non bastano per mettere mano in maniera decisa alla ricostruzione dei centri storici”.
“Nei prossimi mesi – ha proseguito – dovremo discutere con il governo per uscire da questa situazione di continua precarietà, cominceremo a farlo già da martedì prossimo, in occasione della visita del ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, che si confronterà con i primi cittadini del ‘cratere’ in un incontro a Fossa che forse sarà accompagnata da un sopralluogo veloce in uno dei comuni più danneggiati dal sisma”.
I CONTENUTI DELL’EMENDAMENTO
Si tratta di uno previsione che destina 1,2 miliardi alla ricostruzione, che saranno utilizzabili dal 2014. La copertura sarà assicurata da un aumento delle imposte di bollo, si parla di due euro a marca, che dovrebbe garantire i 200 milioni l’anno necessari.
IL MECCANISMO DI UTILIZZO
Il meccanismo di spesa dei fondi dovrebbe avvenire attraverso un accordo tra Stato, comuni e istituti di credito. Il cittadino potrà recarsi agli sportelli con il buono contributo ma, a differenza di quanto accadeva con la Cassa depositi e prestiti, gli interessi saranno a valere sugli stessi fondi. Per cui, in realtà, le risorse materialmenti utilizzabili saranno al netto della cifra richiesta dalle banche. Importante, quindi, sarà strappare condizioni il più possibili favorevoli per evitare che una quota sostanziosa vada in fumo per gli interessi.
IL RUOLO DEL CIPE
Sarà il Comitato interministeriale per la programmazione economica a disporre e ripartire i finanziamenti, esattamente come accaduto con la delibera 135/2012 che ha “liberato” i 2,245 miliardi residui per la ricostruzione.Pierluigi Biondi
CIALENTE: “RICOSTRUZIONE PUO’ RIPARTIRE”
Un emendamento in sede conversione in legge del decreto 43/2013, relativo alle emergenze, per 1 miliardo e 200 milioni di euro, a copertura delle annualità 2014-2019, verrà presentato dal governo e relazionato in aula dal senatore Giuseppe Esposito, membro del “Comitato speciale per l’esame dei disegni di legge di conversione di decreti legge”.
Lo rende noto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
“Fin da stamani – ha dichiarato il primo cittadino – ho preso parte, insieme con l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, ai lavori di preparazione delle commissioni Quinta (Bilancio), Ottava (Lavori pubblici) e Tredicesima (Ambiente e Territorio) del Senato, per la decisiva votazione sulla conversione in legge del decreto 43 del governo Monti”.
“All’incontro erano presenti il presidente dell’Ottava commissione, Altero Matteoli, il relatore dell’emendamento Esposito, i sottosegretari Claudio De Vincenti (Sviluppo economico) e Giovanni Legnini (Attuazione programma di governo), Stefania Pezzopane, il capo ufficio di gabinetto del ministero per la Coesione territoriale Alfonso Celotto, il coordinatore degli Uffici speciali per la ricostruzione, Paolo Aielli, e l’ex parlamentare Giovanni Lolli – riferisce Cialente – L’emendamento che è stato predisposto all’esito dell’incontro stanzia 1 miliardo e 200 milioni di euro per le annualità 2014-2019 e prevede un meccanismo di anticipazione bancaria, in base al quale gli oneri vengono comunque coperti dal contributo per la riparazione dell’abitazione”.
“Se questo emendamento sarà approvato – sottolinea Cialente – la ricostruzione potrà ripartire e potrà essere rispettato il cronoprogramma predisposto dall’amministrazione comunale e approvato dal Consiglio, poiché sarà, di fatto, superata la difficoltà legata alla mancanza della liquidità necessaria, grazie al predetto meccanismo di anticipazione bancaria che, peraltro, comporterà costi molto contenuti. La versione originaria dell’emendamento – ha spiegato ancora il sindaco – è stata modificata, su pressione mia e di Stefania Pezzopane, affinché lo stanziamento, inizialmente previsto per il solo Comune dell’Aquila, venisse esteso a tutto il cratere, poiché so bene che la ricostruzione dell’Aquila passa attraverso quella dell’intera città territorio”.
“Ho personalmente ringraziato il ministro Carlo Trigilia per il suo impegno e per il suo lavoro – ha proseguito Cialente – Durante il colloquio abbiamo anche avuto modo di mettere a punto le modalità organizzative e lo svolgimento della sua visita all’Aquila, nella giornata di martedì 4 giugno. Restiamo in vigile attesa anche se, indubbiamente, è stato compiuto un importante passo in avanti”.
“Stiamo ora seguendo – ha concluso Cialente – l’esito anche degli altri emendamenti presentati, in particolare quelli sulla proroga dei contratti a tempo determinato, sulla gestione delle macerie, sull’uscita dei Comuni colpiti dal sisma dai vincoli del patto di stabilità e sulle modalità di pagamento degli stati di avanzamento dei lavori. Quest’ultimo, inspiegabilmente osteggiato dalla senatrice Enza Blundo, prevede che, per il pagamento dei sal successivi al primo, gli amministratori di condominio e i direttori dei lavori attestino che siano stati pagati fornitori e subappaltatori. Si tratta di un provvedimento importante, anche alla luce dei fatti recenti che vedono persone senza scrupoli approfittare della difficoltà di piccole imprese soffocate dal mancato pagamento dei lavori effettuati. Circostanze emerse grazie al lavoro di magistratura e Guardia di finanza, cui va il mio plauso e il mio ringraziamento”.
PEZZOPANE: “SPIRAGLIO POSITIVO”
“Finalmente uno spiraglio positivo. Stamattina nel corso di incontro importante con il governo, coordinato dal sottosegretario De Vincenti che segue il provvedimento, si è convenuta una soluzione positiva. Non tutto é risolto, ma non si blocca la ricostruzione nei Comuni del cratere. E stata importante la presenza del sindaco Cialente, venuto con Piero Di Stefano e Giovanni Lolli a sostenere le buone ragioni del territorio”.
Lo dice la senatrice del Pd Stefania Pezzopane.
“All’esame delle commissioni – prosegue Stefania Pezzopane – i miei emendamenti per la ricostruzione privata e le ipotesi di riformulazione fatte da parte del governo. La prossima settimana si voterà in commissione ed in aula. Ma oggi si è sbloccata la situazione. In questo decreto c’è un approccio nuovo alla ricostruzione, che viene programmata fino al 2019. Importante l’aiuto del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini, che ha interloquito in modo permanente ed utile con la ragioneria ed il ministro dell’Economia. La riformulazione dell’emendamento Salva-L’Aquila verrà presentata direttamente dal governo, come concordato con i relatori del provvedimento”.
“Dal niente da cui si era partiti, alla fine questo decreto ci permetterà di affrontare varie situazioni. Recuperato 1 miliardo e 200 milioni dal governo, con piccolo aumento delle imposte fisse di bollo. Non è stato facile e va dato atto al governo Letta di aver voluto dare un segnale concreto. Purtroppo non è possibile utilizzare questa cifra di 1 miliardo e 200 con il sistema della Cassa Depositi e Prestiti, causa dinieghi recenti dell’Ue e di Bankitalia, altrimenti avremmo risolto gran parte della ricostruzione, ma é nostra intenzione sollevare la questione presso il Parlamento europeo e le Commissioni Ue. Con il meccanismo individuato stamattina nel tavolo tecnico-politico, il fondo è immediatamente spendibile previa intesa tra ABI e comuni”.
“Si prevede la concessione dei contributo secondo gli stati di avanzamento e la possibilità quindi di far ripartire la ricostruzione. Questi fondi si aggiungono allo vecchio stanziamento Cipe, circa 1 miliardo (tra i fondi già recentemente trasferiti e i circa 400 milioni ancora da trasferire nel 2014)”.
“L’intervento complessivo permette di eliminare le giacenze dei progetti già approvati e i nuovi progetti in via di approvazione. Inoltre, trattandosi del rifinanziamento della 135, si prevede un 5% per le attività produttive. È del tutto evidente che si tratta di un primo passo importante e che dobbiamo continuare con ulteriori proposte ed interventi finanziari nella prossima legge di stabilità. Sia per la ricostruzione privata che per la ricostruzione pubblica bisogna ancora insistere e combattere”.
“Ma va anche riaperto con l’Europa il giusto dialogo, anche alla luce dell’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione europea. La prossima settimana nelle commissioni verrà definitivamente affrontata la proposta sulla proroga dei precari della ricostruzione dei vari enti locali, le nuove regole sull’assistenza alla popolazione, le deroghe al patto di stabilità per gli enti locali, il coinvolgimento dell’Asm nella gestione dei rifiuti: tutte proposte di emendamenti da me presentati che sto cercando di far includere nella proposta finale dei relatori del provvedimento nelle commissioni competenti e in aula”.



