PESCARA – L’ultimo a cadere nella trappola dei ricatti hard è stato un imprenditore di Pescara di 45 anni, che ha deciso comunque di denunciare quanto gli era accaduto, consapevole delle conseguenze negative che questo avrebbe avuto sulla sua vita privata.
Sono tante le vittime dei ricatti che partono dalle videochat a luci rosse sul web.
Lo sanno bene gli agenti della polizia postale di Pescara, coordinati dal vice questore Elisabetta Narciso, che da tempo cercano di contrastare e monitorare il preoccupante fenomeno.
A parlare sono i dati: il comparto Abruzzo della Polizia postale solo nell’ultimo mese ha raccolto in media una denuncia al giorno da parte di politici, imprenditori, ma anche studenti, pensionati e impiegati.
Tutti accomunati dal terrore di vedere le proprie performance sessuali, fatte in apparente solitudine davanti a una webcam via Skype, diffuse sul web.
Tutto inizia quando si accettano le richieste hard di avvenenti ragazze incontrate su chat per cuori solitari o falsi profili Facebook.
La tecnica è sempre la stessa. La vittima, che frequenta chat di incontro o semplicemente Facebook, viene contattato da ragazze, spesso africane o dell’Est Europa che iniziano a chiedere e a offrire confidenza in maniera sempre più equivoca e provocante.
Quando si è instaurato un rapporto di fiducia, scatta la proposta di esperienze sessuali online. Da qui, le conversazioni e le foto postate su Facebook dalla donna o da chi per lei si spostano su Skype, e dall’altra parte dello schermo compare davvero una ragazza in carne e ossa.
Naturalmente bellissima e avvenente che si cimenta in atti di autoerotismo per convincere l’interlocutore ad accendere a sua volta la webcam e a spogliarsi anche lui per fare sesso virtuale.
E scatta la trappola. Perché a quel punto le immagini o il video dell’uomo vengono registrate e quindi utilizzate per estorcergli denaro. Cifre più o meno grandi, dai 200 ai 600 euro che per le vittime non sono niente rispetto al terrore di essere scoperte da figli, mogli o colleghi se, come minaccia l’avvenente ragazza, quel materiale sarà diffuso su Youtube o tra gli amici di Facebook.
Cancellare quei filmati non si può.
“Purtroppo non è possibile – riferisce la dirigente – nel senso che una volta messi in rete, possiamo cancellare quei video solo dalle chat. Per questo non bisogna assolutamente acconsentire alle richieste ricevute via web. Chi lo fa deve essere consapevole che può venire registrato e ricattato, perché non si sa chi c’è davvero dall’altra parte”.





