SAN SALVO – “Sull’automotive in Abruzzo siamo all’anno della svolta: grazie all’Italia si è creata in Europa una maggioranza nel
Consiglio e nel Parlamento europeo, che ci ha consentito di iniziare e la retromarcia sulla normativa del Green Deal che ha di fatto distrutto ad oggi l’industria europea”.
Deleghe davvero poco invidiabili, quella a Sviluppo economico, Ricerca industriale e Lavoro, detenute da Tiziana Magnacca, 54enne assessore regionale di Fratelli d’Italia, avvocato ed ex sindaco di San Salvo, in provincia di Chieti, dove è ora presidente del consiglio comunale ed ex presiedente il Civeta.
Deleghe che impongono di stare sul fronte caldo delle crisi industriali, a cominciare da quelle che investono il polo dall’automotive, che in Abruzzo impiega 22mila addetti, soprattutto in provincia di Chieti, con un fatturato nel 2024 di 7 miliardi di euro pari al 13% dell’intero pil regionale. Accade però ora che la punta di diamante della filiera, la Stellantis, ha registrato il crollo delle vendite e dell’export con la conseguente esplosione della cassa integrazione che interessa 350 lavoratori, con ripercussioni anche sull’enorme indotto, e infatti è crisi, per fare solo due esempi caldi e recenti, alla Marelli di Sulmona, con 440 posti a rischio, della Sodecia della vicina Raiano, 39 addetti, che vuole trasferirsi in Piemonte. Anche se alla Stellantis segnali di ripresa si vedono, visto che circa 800 dipendenti da qualche giorno sono impegnati sul terzo turno, almeno fino all’estate prossima.
Il discorso però per Magnacca va affrontato globalmente, perché riguarda le politiche europee.
“Dobbiamo al più presto abbandonare l’ideologia folle del passaggio a tappe forzate verso l‘elettrico. Va rivisto il meccanismo diabolico delle multe per tutte quelle case automobilistiche che non producono una certa percentuale di auto elettriche rispetto a quelle a motore endotermico, che ha di fatto bloccato sia la produzione delle auto elettriche, che non sono richieste dai consumatori almeno con questa tecnologia che non è ancora considerata, e anche la produzione delle auto tradizionali. Vanno riviste le politiche di riduzione delle emissioni di CO2 nella considerazione che l’Europa inquina nel mondo solo il 7%, e senza valutare gli effetti negativi e le ricadute sul tessuto economico e sociale”.
Una retromarcia già in atto, “presupposto indefettibile per poter immaginare investimenti ulteriori”, sottolinea Magnacca, tanto che appunto, cambiato il vento, “la Stellantis ha ora l’obiettivo di più duecento furgoni al giorno, che non recuperano quelli che si facevano una volta, ma è sicuramente una ripresa, una importante inversione di tendenza, come pure l’aver ripristinato il terzo turno che ci avvicina all’obiettivo della cassa integrazione zero”.
Inoltre ricorda Magnacca “da Stellantis abbiamo ricevuto anche nei colloqui assieme al presidente Marsilio, la rassicurazione sul fatto che si stia lavorando su un veicolo leggero ‘large’ da produrre nel sito di Atessa. Noi continuiamo a chiedere poi di installare un centro di assemblaggio proprio di in Val di Sangro dei veicoli commerciali, e di portare una divisione di ricerca e sviluppo”.
Spostiamoci nell’entroterra, nella valle Peligna, che vive una crisi molto severa.
“In questo momento siamo tutti concentrati sulla Marelli, e non c’è incontro che facciamo con Stellantis in cui non ricordiamo di farsi carico anche di un fornitore di componenti che è stato serio, affidabile di lunga durata”.
Per quello che riguarda la Sodecia di Raiano, “stanno cercando di convincerci che ad oggi è un sito in perdita perché il costo per tenere aperto supera di gran lunga ehm i ricavi che ne verrebbero e in Piemonte sarebbe diverso. Stiamo con loro ancora in trattativa, abbiamo chiesto di prendere tempo, per sfruttare tutte le ipotesi di cassa integrazione che possono essere messe sul campo, alla luce del fatto che stiamo lavorando al piano di riqualificazione e riconversione industriale che garantirebbe per per continui per trasformazione tecnologica che che consentirebbe a tutte le imprese dell’automotive di poter utilizzare opportunità sia dal lato delle politiche passive che degli investimenti”
Una ultima considerazione sulla cassa integrazione che nel 2025 in Abruzzo è arrivata ad oltre 17,8 milioni di ore, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente e anche rispetto alla media nazionale del più 10,4%. Dati che per la Uil certificano “una difficoltà strutturale del tessuto produttivo regionale”.
Per Magnacca però, “il grosso di questo dato riguarda proprio l’automotive, e mi meraviglio che sia stato urlato dal sindacato, visto che era ampiamente noto. Vorrei ricordare che sono stati chiusi stabilimenti in Europa di case automobilistiche storiche, come la Volkswagen. E di fronte a questa debacle dell’industria automobilistica dovuta, ripeto, essenzialmente a politiche europee che hanno avvantaggiato la Cina e svantaggiato la nostra produzione, va evidenziato che l’Italia ha retto”.
Proprio grazie alla cassa integrazione, sottolinea Magnacca, con la quale “abbiamo potuto preservare i livelli occupazionali, tenere botta nel momento di difficoltà, di disorientamento, di stagnazione per poter poi immaginare una ripartenza su basi diverse”. f.t.





