L’AQUILA – “Noi abbiamo tenuto fede ad un impegno politico preso in campagna elettorale che metteva al primo punto la salvaguardia degli ospedali delle aree interne. Oggi possiamo dire serenamente agli abruzzesi che abbiamo salvato ciò che il precedente governo aveva tentato di smantellare e c’era quasi riuscito. Per fortuna, i cittadini nel 2019 hanno scelto altro, dando la possibilità a questa maggioranza di salvaguardare, ripeto, le aree interne della regione. Il documento, approvato dal consiglio, lo mette in chiaro con il bollino del ministero”.

Lo sottolinea il capogruppo della Lega in Regione Abruzzo, Vincenzo D’Incecco, commentando il via libera del Consiglio regionale al progetto di legge sulla rete ospedaliera.

“Ci vuole coraggio a criticare questa rete, considerandola peggiorativa rispetto a quella del 2015. Ricordo che Penne, ad esempio, era considerato un ospedale di area disagiata. Oggi invece è un ospedale di base. Il nostro – evidenzia D’Incecco – è un progetto nettamente migliorativo, lo dicono le carte, lo dicono le classificazioni degli ospedali, lo dicono i numeri anche quelli dei posti di lungodegenza, che aumenteranno”. Il capogruppo della Lega ringrazia, quindi, tutti coloro che hanno lavorato in questi anni: giunta, agenzia sanitaria regionale e tecnici, “impegnandosi per arrivare a questo punto con una dato chiaro e certo. Sì perché noi non abbiamo approvato oggi un qualcosa che deve essere ancora avallato. Noi abbiamo approvato, ciò che è stato già avallato e che migliora la situazione della sanità abruzzese”.

“Avremo una rete – prosegue il capogruppo della Lega – misurata sulle esigenze del paziente e del territorio, che è quello che da sempre chiedono i cittadini. E ridiamo dignità a strutture che erano in odore di chiusura. Abbiamo raggiunto un traguardo e centrato un obiettivo. Adesso comunque bisogna seguitare a lavorare – sottolinea – per dare certezze agli abruzzesi anche su tempi e servizi. Dobbiamo continuare a migliorare l’abbattimento delle liste d’attesa e la funzionalità dei pronto soccorso dei grandi centri come quello di Pescara”.