L’AQUILA – Cambio della guardia all’Agenzia sanitaria regionale, tra Pierluigi Cosenza, andato in pensione e Maurizio Brucchi, subentrato il 20 marzo. Ma nessun cambio della linea, imposta dalle leggi vigenti, nella scottante partita dell’approvazione degli atti aziendali delle Asl abruzzesi che devono mettere a terra la nuova rete ospedaliera approvata oltre due anni fa e ancora sulla carta.

Da quel che si apprende, dopo che sono state apportate le modifiche richieste, non sostanziali, hanno finalmente avuto disco verde gli atti delle Asl dell’Aquila, di Chieti e di Pescara, inizialmente rimandate al mittente in particolare da Antonio Forese, dirigente del servizio Governance del dipartimento Sanità, diretto da Camillo Odio.

Il nodo ancora da sciogliere resta invece quello, divenuto anche un caso politico, dell’atto aziendale della Asl di Teramo, guidata dal dg Maurizio Di Giosia, e dove Brucchi, ex sindaco di Teramo, è stato fino al 20 marzo direttore sanitario. Atto aziendale bocciato da Cosenza, in accordo con il dipartimento Sanità, che dopo la cancellazione della Unità operativa complessa (Uoc) di Malattie infettive all’ospedale Mazzini, conserva ancora quella di Chirurgia generale dell’ospedale della Val Vibrata di Sant’Omero.

Per ragioni di opportunità però, da quel che si apprende, Brucchi non si occuperà della vicenda, di fatto esautorato, per una sorta di “confitto di interessi”, essendo stato fino a qualche settimana fa al fianco di Di Giosia, che ha aizzato a difesa del suo atto aziendale la politica teramana, di destra e di sinistra. Arrivando ai ferri corti con Cosenza nella commissione di Vigilanza del 12 febbraio rivendicando la necessità di promuovere i due reparti, affermando tra le altre cose che “non abbiamo avuto nessuna bocciatura dall’organo politico, la bocciatura è venuta dall’Agenzia sanitaria, che è quella che ha fatto la rete ospedaliera”.

E così si era ipotizzato che il presidente Marco Marsilio, di Fdi, e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, avrebbero atteso il pensionamento dell’inflessibile Cosenza, e un cambio della guardia all’Asr con un direttore più accondiscendente per risolvere una questione considerata molto scottante e pericolosa per gli equilibri della maggioranza di centrodestra.

Così però non sarà: a decidere sull’atto aziendale della Asl di Teramo sarà il Dipartimento Sanità, e non potrà che farlo in base alle stesse norme che hanno portato Cosenza alle ripetute bocciature.

Intanto il Movimento 5 stelle in consiglio regionale, con Francesco Taglieri, ha annunciato la richiesta di accesso agli atti sui criteri e requisiti di scelta che hanno portato alla nomina di Brucchi.

Altro fronte caldo è anche la valutazione della performance del dg della Asl di Pescara Vero Michitelli, da cui dipende l’attribuzione del premio di produzione.

E accaduto infatti che il responsabile unico assistenza sanitaria (Ruas), Marco Scorrano e dell’Agenzia sanitaria regionale, l’Asr sono giunti a conclusioni opposte. Per il Ruas oltre il 90% delle prestazioni rispetterebbe i tempi massimi, con 10 punti attribuiti al dg, per l’Asr solo  il 61%, con la conseguente attribuzione di 0 punti.

La commissione di Vigilanza del 26 febbraio scorso  ha chiarito che la competenza della valutazione di Michitelli spetta all’Agenzia sanitaria regionale, ha vinto insomma la linea Cosenza, ma ora la pratica è in mano a Brucchi.

Tornando agli atti aziendali: la Uoc di Malattie infettive, in base al decreto 70, la famigerata legge Lorenzin del 2015, che ha fissato i  bacini di utenza, e a caduta nella legge regionale del riordino della rete ospedaliera, non era infatti ammissibile perché ci sono già quelle dell’Aquila, di Pescara e di Chieti, con  quest’ultima che dovrà a regime essere dismessa. Ma come detto di Giosia suo malgrado su questa Uoc ha già fatto un passo indietro.

Stesso discorso per la Uoc  di chirurgia generale di Sant’Omero: di questa tipologia in Abruzzo ce ne sono già  13, si è cioè al completo, e dunque la Asl di Teramo potrebbe al limite declassare quella di Atri per poter promuovere quella di Sant’Omero, ma non aggiungere, in base alla stessa normativa vigente, una quattordicesima Uoc.

Resta da questo punto di vista il fattore tempo: l’approvazione della rete ospedaliera, con una riorganizzazione in hub e spoke dei nosocomi abruzzesi, e una razionalizzazione del chi fa cosa è sollecitata anche dal tavolo interministeriale della Sanità, che ha già imposto un draconiano piano operativo alla regione Abruzzo per abbattere entro il 2028 il pesante deficit, che ha già imposto l’aumento delle tasse e pesanti tagli al bilancio regionale. I conti più aggiornati, ha reso noto la Verì a seguito della riunione del 24 marzo parlano di un  passivo di 84 milioni riferiti al 2025, con conti dunque in miglioramento rispetto alla precedente stima che si aggirava intorno ai 100 milioni di euro.