L’AQUILA – “Le ‘sentinelle’ aquilane a Roma evidentemente dormivano”.
È caustico ai microfoni di AbruzzoWeb il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, che è anche componente dell’assise civica del capoluogo, sulla vicenda della restituzione tasse al 100% contenuta nella legge Comunitaria, che espone l’economia del territorio a una mazzata senza precedenti.
Il riferimento è ai rappresentanti istituzionali eletti in Parlamento alle politiche di febbraio, che “dovrebbero parlare di meno e lavorare di più”.
A rischio ci sono circa 7 mila tra imprese e professionisti, che potrebbero ritrovarsi dall’oggi al domani a ripagare i contributi previdenziali sospesi a seguito del sisma.
De Matteis ne ha per tutti, per il precedente governo (“Fabrizio Barca ci è venuto a dire tante belle parole ma alla prova dei fatti si è comportato diversamente”) e per l’attuale, in particolar modo per il nuovo “inviato speciale per la ricostruzione”, il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, successore dello stesso Barca: “una brava persona, ma che da un lato rivendicava l’elemosina dell’anticipazione dei 150 milioni e dall’altro ci toglieva tre volte tanto”.
Per questo la proposta è l’istituzione di una “unità di crisi”, composta dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e da tutti gli altri competitori sconfitti alle amministrative dell’anno scorso, che vigili sul post-terremoto e “delinei una strategia che vada al di là delle manifestazioni folkloristiche fatte di fasce riconsegnate, tricolori tolti dagli uffici e carriole che nulla hanno portato alla città”.
Al governo, invece, chiede che “si presenti a Bruxelles con la schiena dritta e spieghi ai burocrati europei, tedeschi in primis, che L’Aquila rischia di morire e tantissime imprese di chiudere i battenti”. (pi.bi.)






