L’AQUILA – “Una pagina di grande civiltà che testimonia l’attenzione dello Stato nei confronti di persone sfortunate”.

Così il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso ha commentato la firma del protocollo d’intesa sottoscritto stamattina tra Regione e Ministero di Grazia e Giustizia. Il documento disciplina l’utilizzo della Rems (Residenza Esecuzione Misure di Sicurezza) di Barete (L’Aquila), inaugurata il 4 aprile scorso, quale luogo idoneo per detenuti con problemi psichiatrici.

Il documento è stato sottoscritto, oltre che dal presidente della Regione, dal giudice di sorveglianza, Alfonso Grimaldi, dal direttore dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna, Mariantonietta Cerbo e da Franco Pettinelli, in rappresentanza del Provveditore Regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Lazio, Abruzzo e Molise. Presente anche il direttore del Dipartimento di salute mentale della Asl n. 1, Vittorio Sconci.

Tuona il presidente della Commissione di Vigilanza e consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo: “continua a infittirsi il mistero (eufemismo – sic !!!) intorno Residenza delle misure di sicurezza (Rems) inaugurata ben 9 giorni fa a Barete sulla cui attivazione avevo sollevato numerosi dubbi e criticità: siamo di fronte a un autentico pasticcio ricco di tante inadempienze e un enorme ritardo da parte della Regione Abruzzo. Il 4 aprile  solo per ‘volontà’  del commissario Franco Corleone, nominato a febbraio scorso dal sottosegretario alla Giustizia Garante dei detenuti, nonostante l’assessore Paolucci tentasse di smentire la nomina, è stata aperta la struttura in provincia dell’Aquila nonostante non fossero attivate le utenze, non ci fossero i malati (sic !!!) e soprattutto con c’era la sottoscrizione arrivata solo oggi”