L’AQUILA – “La Direr esprime ferma protesta per tutti i provvedimenti adottati che comportano la rimozione di dirigenti, per pura discrezionalità politica a prescindere da una verifica della professionalità, dei risultati conseguiti e del merito”.

Il riferimento del sindacato dei dirigenti e dei quadri direttivi delle Regioni, nella nota di fuoco a firma del segretario Silvana de Paolis, è alla recentissima estromissione da ogni incarico del   capodipartimento Giancarlo Zappacosta.

Con una delibera di giunta del 19 gennaio il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha infatti ha non solo scorporato, come si attendeva da tempo,  il super dipartimento in capo a Zappacosta, assegnando le Infrastrutture, Trasporti, Mobilità, Reti e Logistica  a Maria Antonietta Picardi, ma ha stabilito che “nelle more della definizione della titolarità del dipartimento Turismo, Cultura e Paesaggi” è conferita alla Picardi “la reggenza del medesimo dipartimento”.

Zappacosta si è dunque ritrovato senza deleghe, e si è rivolto ad un legale. I rapporti tra il dirigente  con D’Alfonso, del resto, non sono mai stati idilliaci, in particolare sui criteri con cui elargire i fondi alle associazioni culturali.

La Direr si schiera dunque senza se e senza ma dalla parte di Zappacosta, vedendo in questo episodio solo l’esempio più clamoroso di un andazzo generale .

“Come si può ritenere legittimo – si chiede la Direr – mantenere i Direttori in carica dopo aver segmentato e riarticolato la macchina organizzativa della Regione? Direttori che erano stati scelti  a seguito di un bando, sulla scorta della loro proposta di funzionalizzazione di un Dipartimento con competenze profondamente diverse dopo la nuova articolazione? Risulta realmente oscura la ratio della decisione, ma poi incomprensibile e iniqua è assumere una decisione opposta a quella praticata sino ad  oggi,  nel recente caso della  riorganizzazione del Dipartimento Infrastrutture,Trasporti, Mobilità, Turismo e Cultura: qui il direttore Zappacosta viene lasciato senza incarico, senza motivo, senza demerito e senza neanche un formale provvedimento amministrativo di decadenza”.

“Non era mai successo in precedenza, in Regione, – incalza il sindacato – che le conseguenze di un processo di riorganizzazione avessero ricadute dirette ed immediate sui contratti di lavoro dei dirigenti. In passato la stesso governatore D’Alfonso aveva lasciato inalterati gli incarichi dei direttori, nonostante le ripetute modifiche dei dipartimenti. Non si comprende il motivo per cui alla scissione in due del Dipartimento non sia seguita la conferma per la parte del Turismo, Cultura e Paesaggio dell’incarico già in corso del collega Zappacosta. Tutto il procedimento appare lacunoso e per molti versi viziato.

Per la Direr infatti, “la stessa modifica organizzativa si pone in contrasto con la legge regionale 77  del 1999, come successivamente modificata, innalzando illegittimamente il numero dei Dipartimenti da 6 a 7, Dipartimenti che, secondo la legge, devono essere pari al numero degli Assessori e quindi  solo 6”.

Non è questo il solo caso, denuncia la Direr, ricordando che è ancora aperta la vicenda della sostituzione del direttore dell’Adsu di Teramo.

“Qui, in forza della legge regionale  22 del 2014 “Norme per la rotazione del personale dirigenziale degli Enti regionali”, che a suo tempo la Direr, insieme a Cgil,Cisl e Uil regionali, cercò in ogni modo di contrastare, si sta disponendo il ‘transito coattivo’ dell’attuale direttore, messo a disposizione della Giunta, facendo venir meno, anche in questo caso, ogni garanzia contrattuale con un procedimento di dubbia legittimità”.

La regione si appella dunque alla nuova dirigente ad interim del personale Fabrizio Bernardini, che è anche capo gabinetto del presidente D’Alfonso, che ha preso il posto di Eliana Marcantonio.

“La gestione della politica del personale della Regione Abruzzo negli ultimi tempi ha destato più di qualche preoccupazione. E la nostra organizzazione, nel denunciare questi comportamenti, non intende sottrarsi al proprio ruolo e alle proprie responsabilità. Nel  dare quindi il benvenuto al nuovo dirigente del Personale, di cui giungono notizie del tutto positive speriamo possa ripristinare l’interfaccia giusta per i reciproci comportamenti di leale collaborazione anche se molti interrogativi restano in maniera pesante”.