L’AQUILA – Ieri il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha minacciato, in caso di mancata approvazione dello strumento finanziario, le dimissioni: un modo per esercitare una sorta di pressione e mettere di fronte alle proprie responsabilità tutte le componenti del centrodestra al quale ha replicato, senza nemmeno troppi giri di parole, il finiano Emilio Nasuti, presidente proprio della commissione Bilancio che ha chiesto un confronto prima con il Pdl per non votare in maniera contraria.

Barricate invece dall’opposizione, che ieri ha apertamente criticato il presidente e il suo operato, preconizzando quello che sarà il clima che si respirerà in aula per i prossimi tre, quattro, giorni.

Scatta quest’oggi la maratona in Consiglio regionale per l’approvazione della legge di bilancio e della manovra finanziaria: una corsa contro il tempo, che la maggioranza guidata dal presidente Chiodi deve concludere improrogabilmente entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio e, soprattutto, scongiurare l’aumento delle aliquote Irpef e Irap e l’aumento di due centesimi al litro dei carburanti per tamponare il buco da 360 milioni nella sanità.

“Prima di votare il bilancio – spiega Nasuti – vogliamo un confronto. Il Pdl non ha risposto alle richieste contenute nella piattaforma politica avanzata nelle scorse settimane: se è così forse significa che  non serviamo. Se non arriverà un chiarimento, ci comporteremo di conseguenza”.

Il gruppo consiliare di Fli è attualmente composto da tre consiglieri, Nasuti, il capogruppo Berardo Rabbuffo e Daniela Stati, e, se anche in Abruzzo dovesse delinearsi lo scenario che ha già fatto irruzione sul panorama politico nazionale, ovvero la nascita del “Partito della nazione”, composto oltre che da Fli anche da Udc, Api ed Mpa, i numeri per la maggioranza sarebbero risicatissimi.

Il Pdl avrebbe un solo consigliere di vantaggio (23 a 22), garantito tra l’altro sul filo di lana esclusivamente dalla revoca dell’obbligo di dimora all’ex assessore Lanfranco Venturoni concessa ieri dal Gip del tribunale di Pescara, Guido Campli; la misura restrittiva era scattata a seguito dell’inchiesta “rifiutopoli”.

“Oggi – aggiunge Nasuti – inizia la discussione sul bilancio, sperando che il Pdl risponda alle richieste di Fli. Non vogliamo poltrone, ma togliere qualche castagna dal fuoco; l’assessorato alla Sanità è un banco di prova e significa assumersi responsabilità verso i cittadini. Ho portato avanti con lealtà l’attività in commissione arrivando all’approvazione. Adesso il confronto si sposta sul piano politico”.

Tra le richieste dei finiani, oltre la delega alla Sanità per un suo esponente, c’è anche quella relativa all’azzeramento dei manager Asl, lo stop ai commissariamenti degli enti strumentali e fondi nel bilancio per le piccole e piccolissime imprese.

Una richiesta, quella di Fli che invoca la delega alla Sanità, che oggi il presidente, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero bolla come “ingenua e provocatoria, esempio della vecchia politica” affermando, al contempo, di essere convinto che i finiani voteranno il bilancio considerato “il senso di responsabilità” di Nasuti, Rabbuffo e Stati.

Fondi per il rilancio dell’economia regionale sono stati invocati anche dal Partito democratico che ieri, attraverso il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro, ha richiesto lo stanziamento di dieci milioni di euro per affrontare la ‘Vertenza Abruzzo’: il Pd insieme all’Idv e alle altre componenti dell’opposizione non ha esitato a criticare il presidente Chiodi, elevando ulteriormente il clima di tensione all’interno dell’Emiciclo.

Si annuncia una vera e propria battaglia tra le parti che, secondo i rumors, potrebbe chiudersi solo il prossimo 30 dicembre ma i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo, come accadde nel 2009, quando il bilancio fu approvato alle 6 di mattina del 31 dicembre.

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