L’AQUILA – “Non siamo completamente soddisfatti, anzi, e parlo per L’Aquila, si sarebbe potuto fare qualcosa in più e invece si è fatto molto poco”.

Così ai microfoni di AbruzzoWeb l’avvocato aquilano Antonio Valentini, presidente dell’associazione culturale e d’impegno sociopolitico “Insieme”, che ha unito (di qui il nome) numerosi pezzi della città desiderosi di cambiare marcia a oltre 6 anni dalla tragedia del 6 aprile 2009.

L’associazione ha promosso alle elezioni regionali del 25 maggio 2014 la candidatura come consigliere di Lucia Pandolfi, che non è entrata a palazzo dell’Emiciclo, ma è stata scelta come vice presidente del movimento civico di Luciano D’Alfonso “Regione Facile – Valore Abruzzo” e di recente è stata nominata segretario commissione che, dopo vent’anni, dovrà riscrivere i rapporti della Regione e le sue Asl con le due Università che hanno una facoltà di Medicina, L’Aquila e Chieti-Pescara.

“Lucia sta lavorando credo con molta fatica ma con risultati già ottenuti – afferma – Vedo che si sta dando molto da fare, ma c’è difficoltà di relazione con i vertici regionali”.

Quanto alla proposta di legge sull’Aquila capoluogo, per Valentini “non significa niente, tutto è già previsto nello Statuto regionale. Non ne ho visto alcun beneficio e non c’è scritto nulla di positivo per L’Aquila, si parla solo di turismo”.

Contestazioni anche per il Comune, “l’ho sempre attaccato, mi sembra che sappiano solo piangere e non hanno fatto nulla. Giudico quello che si fa – prosegue – è sotto gli occhi di tutti che a distanza di 6 anni dal sisma L’Aquila ancora non rinasce”.

Valentini che, in vista delle Amministrative 2017, assicura di non voler tornare nell’agone politico come già fatto nel 2002 come candidato sindaco della Lega Italica, con cui raccolse il 3,7%.

“Direi di no, ci ho provato in un certo momento storico quasi per uno scherzo del destino prendendo un risultato non brutissimo – conclude – Sono troppo anziano, ci vogliono giovani dotati di buona volontà e che vogliano bene a questa città. Oltre che l’intelligenza, per far bene le cose occorre il cuore”. (alb.or.)