L’AQUILA – Porte aperte in Regione Abruzzo. Aggiungi un posto nel dipartimento, che c’è un vice direttore in più!

Una figura non prevista dalla legge vigente, ma solo da un disegno di legge omnibus ancora da approvare, e molto contestato.

Vice direttori, si prevede, senza compensi aggiuntivi, scelti tra i dirigenti, nominati dalla Giunta regionale. Ancora da istituire, eppure già citati esplicitamente nelle delibere di Giunta approvate in blocco il 5 maggio scorso su proposta dell’assessore Silvio Paolucci, che definiscono competenze e dei programmi da realizzare dei nuovi sette dipartimenti, della direzione generale e dei tre servizi autonomi ovvero della macrostruttura della Regione Abruzzo, scaturita dalla riforma approvata ad agosto 2014.

Il rischio paventato, assicurano ad AbruzzoWeb fonti interne agli uffici della Giunta regionale, è che venga vanificata quella cura dimagrante della riforma della tecnostruttura regionale che ha ridotto le 12 direzioni alle sette attuali, con un risparmio annuo di quasi 200 mila euro.

Con sette vicedirettori nuovi di zecca, infatti, le posizioni apicali sono destinati nuovamente a moltiplicarsi. Vero è che non è previsto nel disegno di legge ancora da approvare un compenso aggiuntivo, ma va anche considerato, si osserva negli uffici, che a maggiore responsabilità non può non corrispondere uno stipendio più sostanzioso, perché lo dice la Costituzione italiana.

Un vice, si legge negli schemi allegati alle delibere avrà il direttore generale Cristina Gerardis. E anche Giovanni Savini, dipartimento della Presidenza e rapporti con l’Europa. Giancarlo Zappacosta, dipartimento Trasporti, Mobilità, Turismo e Cultura. Angelo Muraglia, dipartimento per la Salute e welfare, Emidio Primavera, dipartimento delle Opere pubbliche, Governo e Territorio, Politiche ambientali. Antonio Di Paolo, dipartimento dello Sviluppo economico e Politiche Agricole. Tommaso Di Rino, dipartimento delle Politiche del Lavoro, dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università. E anche Stefania Valeri all’Avvocatura regionale.

Non c’è tra le delibere approvate quella relativa al dipartimento del Personale, dove è ancora vacante il posto da capo dipartimento, dopo l’addio di Carmine Cipollone che ha gestito l’interim per mesi.

La legge 77 del 1999 prevedeva, in caso di impedimento del direttore, modalità di sostituzione temporanee. “In caso di assenza – dice la legge – o impedimento di un direttore, di un dirigente, le relative funzioni possono essere temporaneamente conferite dalla Giunta regionale, su proposta del componente la Giunta competente in materia, ad altro dirigente. Ove l’assenza o l’impedimento di un dirigente di servizio non superino 45 giorni lavorativi e continuativi, alla sostituzione provvede con proprio atto il direttore conferendo l’incarico ad uno tra i dirigenti assegnati alla direzione o al dipartimento”.

Il disegno di legge Omnibus, all’articolo 48, superando la legge 77, prevede invece che “la Giunta regionale, su proposta dell’assessore e del direttore interessati, o l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, per gli ambiti di rispettiva competenza, possono nominare tra i dirigenti di servizio del dipartimento, un vice direttore vicario che coadiuva il direttore regionale medesimo, preposto a un dipartimento della Giunta o a una direzione del Consiglio, nell’espletamento delle funzioni direttoriali”.

Al vice direttore, si specifica, “può essere, altresì, attribuita una delega relativa a specifici servizi o materie” e “non spettano compensi aggiuntivi per lo svolgimento delle funzioni di cui al presente articolo”.

La Giunta regionale, infine su proposta del presidente e del direttore generale, potrà nominare tra i direttori di dipartimento, un vice direttore generale vicario che coadiuva il direttore generale”, anche lui senza retribuzione aggiuntiva.

Tutto questo, naturalmente, quando e se sarà passata la legge Omnibus, sulla quale l’opposizione di centrodestra con Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri esulta affermando che “è tornata in Giunta grazie al nostro ostruzionismo” mentre la maggioranza con Maurizio Di Nicola assicura, “verrà approvata entro un mese”. Filippo Tronca