PESCARA – “Il futuro  è roseo per la Regione Abruzzo”, afferma convinto il  presidente della Regione, Gianni Chiodi, affrontando la problematica questione della sanità regionale.

“Non è stato facile – continua Chiodi – ma oggi possiamo dire con orgoglio che  il sistema sanitario abruzzese ha raggiunto una situazione di pareggio di  bilancio e, per la prima volta, una situazione di equilibrio economico”.

Lo  scenario da cui si partiva, a detta del presidente, era “veramente disastroso”. La  Regione Abruzzo è stato, insieme al Lazio, uno dei primi esempi  nel panorama nazionale di un sistema  sanitario commissariato, per cui lo Stato e le altre Regioni sono dovuti  intervenire a causa della cattiva gestione della sanità che ha messo a  repentaglio sia il livello e il prestigio delle strutture sanitarie sia,  soprattutto, i conti regionali e quelli delle altre regioni, utilizzando parte  dei fondi previsti dal Piano di Rientro per coprire le spese di bilancio  regionale. 

“Avevamo debiti altissimi, di circa due miliardi e mezzo di euro –  afferma Chiodi – e soprattutto stavamo sottraendo quote di futuro e speranza  alle generazioni future”. Va detto, naturalmente, che la situazione negativa in  cui si è venuta  a trovare la Regione Abruzzo deriva sì dal sistema di  malasanità innescato dalla precedente amministrazione, ma è anche frutto di  anni e anni di cattiva gestione del sistema sanitario regionale in generale”.

Per anni la sanità abruzzese è stata contraddistinta da un sistma fuori controllo, sia nel pubblico che nel privato, con una classe  politica che si è dimostrata arrendevole, favorendo la nascita di un sistema  clientelare sulle assunzioni. L’effetto di tutto ciò si è riversato sugli  abruzzesi che si sono trovati a pagare 200 milioni all’anno per ammortizzare il  debito contratto dalla sanità.

“Come siamo riusciti a raggiungere una situazione di equilibrio coprendo l’intero debito del Piano di Rientro? Principalmente attraverso tre strade –   afferma il Governatore – affrontando, non lo nascondo, anche delle scelte  dolorosissime”.

Il riferimento del Presidente della Regione va all’utilizzo di  parte dei Fondi Fas stanziati dal Governo, che si aggiungono ad un’ anticipazione di circa 200 milioni “strappato” allo Stato e ad azioni proprie  della Regione quali una Finanziaria durissima del Consiglio regionale.

Il Presidente Chiodi ha poi toccato un tema scottante, quello dei tagli, e ha  risposto alle accuse giunte alla sua amministrazione riportando un paragone tra  i  costi di primo livello, relativi alla normale gestione del sistema sanitario  come l’acquisto di macchinari, del consuntivo 2008 e del consuntivo  2010.

“Nel  2008 i costi per la sanità di primo livello erano pari a 2.181.816 Euro, nel  2010 i costi per la sanità di primo livello erano pari a 2. 181.981 Euro. Come  vedete non è stata tagliata nessuna spesa”. I costi che sono stati abbattuti, a  detta del Presidente, sono altri e sono quelli relativi al Secondo Livello,  ovvero quello degli “oneri straordinari” e delle “altre componenti di spesa”.

“Sono molto orgoglioso del lavoro fatto ma io ho solo la responsabilità  politica, i veri artefici del successo ottenuto sono loro”, continua Chiodi  indicando i Direttori regionali delle Asl di Pescara, Chieti, L’Aquila e  Teramo, Giovanna Baraldi, sub – commissario che si è occupata  della programmazione sanitaria e Maria Crocco, direttore della  Sanità regionale. “Senza la loro competenza non avremmo raggiunto questo  traguardo” afferma Chiodi concludendo elencando gli obiettivi che la Regione si  è prefissata per il futuro. “La Regione Abruzzo non è scadente dal punto di  vista sanitario, anzi ha delle punte di diamante che devono essere valorizzate”.

“Il nostro obiettivo è quello di arrivare ad un Abruzzo versione 2.0, ovvero di  portare nel giro di qualche anno la Regione a livelli di eccellenza nel  panorama sanitario nazionale”.

Naturalmente la pre – condizione per cui tutto  questo avvenga devono essere l’equilibrio e la competenza, legati alla caduta  di un sistema sanitario gestito in base ad interessi politici.

“Bisogna mettere  le persone valide al posto giusto – afferma Chiodi – indipendentemente dalla  loro appartenenza politica e soprattutto bisogna investire in tecnologia,  perché sono la professionalità dei dipendenti e l’utilizzo di macchinari  efficaci gli strumenti che permetteranno al sistema sanitario abruzzese di  riacquisire una buona reputazione”.

PAOLUCCI, PD: “PIANO 2007 CORRETTO, MOBILITA’ PASSIVA A 100 MILIONI”

L’AQUILA – “Il pareggio di bilancio è la dimostrazione che l’impostazione del piano di rientro 2007-2009 era corretta. Piuttosto rimangono irrisolti alcuni fondamentali nodi: le cifre sventolate oggi non riducono di un millimetro la gravità della destrutturazione della sanita’ pubblica abruzzese, da Chiodi volutamente malgovernata nel segreto delle stanze”.

Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci. “Da tre anni manca un’idea sulla rete dell’emergenza-urgenza e sulla farmaceutica, non v’e’ traccia dei nuovi ospedali. E’ letteralmente esplosa la mobilita’ passiva con un tendenziale di quasi 100 milioni di euro annui e i cittadini sono costretti a file interminabili e disservizi continui. Tutto questo avviene con spregio della trasparenza, sul filo dell’illegittimita’, senza un solo passaggio in Consiglio regionale, snobbando cittadini, amministratori locali, operatori”.

“Noi abbiamo dimostrato di essere pronti a fare la nostra parte” dice Paolucci, “ma rileviamo che Chiodi non è in grado di fare una profonda riforma della sanità perché la sua maggioranza è spaccata e non è capace di riformare l’Abruzzo. Gli chiediamo ancora una volta portare gli atti in Consiglio regionale”.

“Le liste di attesa per una vista o un esame diventano sempre più lunghe – conclude il apogruppo regionale del Pd – la gente va a curarsi fuori, gli abruzzesi sono sempre più
soli, la lettura dei giornali ogni giorno sembra un bollettino di guerra che racconta una sanità a rotoli. Insomma il piano di rientro non lo ha fatto lui, le riforme che dovrebbe fare e non le fa, penso che dopo oltre la metà del mandato non ci sia nulla da festeggiare”.

D’ALESSANDRO (PD): “CHIODI HA SMARRITO IL SENSO DELLA REALTA'”

“Il Presidente Chiodi dà sfoggio del peggiore modo di interpretare il proprio ruolo istituzionale, fa propaganda e non dice la verità e ha Chiodi ha smarrito il senso della realtà”, secondo il capogruppo regionale del Pd, Camillo D’Alessandro, il quale interviene sulla conferenza stampa del presidente della regione sul pareggio del bilancio sanitario.

“Chiodi – sostiene D’Alessandro – non ha mai presentato un proprio piano di rientro dai debiti, tanto è vero che è stato nominato dal Governo commissario per applicare il piano di rientro pensato e approvato dal centro-sinistra che ora ha raggiunto il pareggio. A riprova sono le numerose, ben otto, sentenze del TAR Abruzzo, che dicono che Chiodi ha solo il potere di applicare o fare un nuovo piano di rientro. Non ne ha mai fatto uno di nuovo, ha applicato quanto fatto dagli altri”.

“Riguardo ai tagli – prosegue D’Alessandro – Chiodi dice di non averne fatti. Intanto sono stati chiusi e non riconvertiti i piccoli presidi ospedalieri, cioé territori abbandonati che hanno dato vita a un contenzioso non risolto, chiusi reparti, smantellato il sistema territoriale sanitario”.

“Le liste di attesa per una vista o un esame diventano sempre più lunghe – conclude il apogruppo regionale del Pd – la gente va a curarsi fuori, gli abruzzesi sono sempre più
soli, la lettura dei giornali ogni giorno sembra un bollettino di guerra che racconta una sanità a rotoli. Insomma il piano di rientro non lo ha fatto lui, le riforme che dovrebbe fare e non le fa, penso che dopo oltre la metà del mandato non ci sia nulla da festeggiare”.

LA REPLICA DEL PDL

“Quando sei martello batti (in questo caso, quando sei Chiodi batti!), quando sei incudine statti”.

È la citazione iniziale del portavoce del Gruppo Pdl (Partito delle Libertà) d’Abruzzo, Riccardo Chiavaroli, in una nota rivolta agli esponenti del Pd e del centrosinistra dell’Abruzzo.

“Dunque ricapitoliamo – afferma Riccardo Chiavaroli – il presidente Chiodi con il sostegno del Pdl e di una maggioranza compatta, con due anni di intenso lavoro, rischiando l’impopolarità momentanea, però senza ridurre gli investimenti, tagliando costi ingiustificabili, ristrutturando reparti, aumentando la professionalità delle strutture, vincendo ricorsi al Consiglio di Stato, raggiunge il risultato storico del pareggio di bilancio nella sanità regionale (come certificato autorevolmente anche dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio)”.

“Tutto ciò – prosegue il portavoce del gruppo Pdl – apre finalmente una prospettiva nuova e positiva per il risanamento del mondo sanitario abruzzese che andrà a beneficio, pertanto, dell’intera società dell’Abruzzo di oggi e del futuro; e il Pd (Partito Democratico) dinanzi a tutto questo cosa fa? Tenta maldestramente e, un po’ pateticamente, di sostenere che non è vero o che se lo è, il merito è delle loro precedenti scelte”.

“Agli esponenti del Pd, premesso che gli abruzzesi non hanno già da tempo l’anello al naso e che sapranno giudicare come sinora hanno dimostrato, possiamo soltanto dire sommessamente – conclude Chiavaroli – che se avessero scelto questa volta di essere incudine e quindi di stare, avremmo compreso; hanno invece scelto la via del ridicolo : li comprendiamo un po’ meno, ma li giustifichiamo perché immaginiamo il senso di sconforto che li travolge visto che non ne indovinano una”.