L’AQUILA – Ancora tegole per la Regione Abruzzo. È infatti in arrivo un maxi contenzioso da 12 milioni di euro di 800 dipendenti che rivendicano il pagamento della retribuzione individuale di anzianità (Ria).

Si tratta di un’indennità che spetta al singolo dipendente, introdotta in Regione negli anni Novanta dopo un’infornata di dirigenti provenienti da Comuni e altri Enti, che hanno portato con sé questa prassi.

Nel 2008, durante l’amministrazione di centrodestra, il Consiglio regionale votò una legge incauta che estende il privilegio a tutti i dipendenti, e con la soglia più alta.

Un autogol cui la Giunta cercò di porre rimedio con un secondo provvedimento, che però è rimasto insabbiato a palazzo dell’Emiciclo e non è mai divenuto esecutivo.

Adesso il centrodestra alla guida dell’Ente deve trovare al più presto  una soluzione. L’assessore al Personale Federica Carpineta vorrebbe cancellare con una nuova legge quello che è considerato da molti un lusso e ha rivolto un appello alle opposizioni per sostenere questa sua mossa.

In una nota, l’assessore ha precisato di non voler abrograre completamente la Ria, ma solo di voler correggere il “meccanismo perverso” della soglia che si eleva automaticamente al massimo.

Appello rimandato al mittente. “Il rimedio sta nella mediazione sindacale e nella conciliazione, i ricorsi andranno avanti inevitabilmente”, ha replicato il consigliere regionale del Partito democratico Claudio Ruffini.

È solo l’ultimo caso di una serie di contenziosi che, qualora andassero a finire tutti a sfavore della Regione, la metterebbero in ginocchio, come se non bastassero i guai della sanità e la crisi economica.

Basti pensare ai precari, i co.co.co. che hanno svolto mansioni superiori a quelle per cui erano stati assunti e ora ricorrono al giudice per vedere i loro diritti riconosciuti.

In tutto ciò, il peso grave sulle esili spalle dell’assessore Carpineta, uscita fin qui indenne dal rimpasto di Giunta e alle prese con una barca che fa acqua da tutte le parti.

CARPINETA: ”ABOLIRE NON TUTTA LA RIA, SOLO AUTOMATISMI PERVERSI”

L’AQUILA – La Giunta regionale non vuole abrogare completamente la retribuzione individuale di anzianità (Ria), “che resta nella busta paga dei nostri dipendenti”, ma solo porre rimedio all’automatismo “che comporta per tutti la semplice elevazione della retribuzione di anzianità al livello più alto previsto per i dipendenti regionali”.

Lo afferma in una nota l’assessore regionale al Personale, Federica Carpineta, per la quale l’automatismo è “un meccanismo un po’ perverso, creato dalle passate classi dirigenti, per i motivi che allora sostenevano certe decisioni, un meccanismo che non ha nulla a che fare con il merito, con l’impegno, coi risultati e con le capacità dei singoli dipendenti della Regione”.

“Abrogare questo automatismo della Ria – afferma – è certamente impopolare, se si tiene conto delle aspettative dei singoli dipendenti. Ma noi dobbiamo guardare principalmente alle esigenze di bilancio; non possiamo rubare altro futuro alle nuove generazioni lasciando loro altri debiti da pagare”.

“Credo che tutti i consiglieri e tutte le forze politiche, interessate non alla demagogia ma al futuro della nostra Regione – avverte l’assessore Carpineta – dovranno appoggiare la nostra decisione di abrogare la parte distorsiva della Ria, provvedimento che, ovviamente, farà salvi i diritti acquisiti con sentenza passata in giudicato”.

Per l’assessore, “chi preferisce cavalcare la facile demagogia del momento, dovrà anche spiegare che, per tutelare il privilegio di pochi, espone tutta la Regione a gravissimi problemi finanziari che peseranno su tutti i Cittadini abruzzesi. Noi – aggiunge – preferiamo invece affrontare l’impopolarità di questa decisione e puntiamo a risparmiare, come stiamo già facendo, sui costi della macchina burocratica regionale, tagliando i dirigenti e razionalizzando, cioè tagliando altre spese”.

“Questi e altri risparmi li investiremo sul personale: non concederemo loro privilegi tipici di quelle stagioni ormai passate, ma investiremo sulla formazione e sul merito, cioè riserveremo al nostro personale percorsi di vera qualificazione che consentiranno di premiare il loro merito e le loro singole capacità che sono notevoli ma ancora oggi non sempre riconosciuti”.