L’AQUILA – È al primo posto nella classifica dei redditi dei consiglieri e assessori regionali, anche se non è più ricco rispetto all’anno precedente, ma sono gli altri a essere un po’ più “poveri”.
Il consigliere Antonio Saia dei Comunisti italiani è in prima posizione nell’elenco pubblicato sul bollettino della Regione, così come prevede la normativa.
Un primato che era in mano al governatore, Gianni Chiodi, che con un reddito di 187.495 euro, rispetto ai 245.649 del 2009, è scivolato in quarta posizione.
Nella lista ci sono i redditi di tutti, tranne che di Luca Ricciuti (Pdl) che ha scelto di usufruire della proroga della presentazione degli adempimenti fiscali concessa ai terremotati, contrariamente ai suoi colleghi aquilani Gianfranco Giuliante e Giorgio De Matteis.
Sul podio ci sono Antonio Prospero (197.955 euro) e l’ex assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni (193.376 euro), entrambi più “poveri” rispetto al 2009, quando avevano dichiarato un reddito superiore ai 200 mila euro.
Il più ricco degli assessori del centrodestra è Mauro Febbo, che da 175.112 euro passa a 177.486. Seguono Carlo Masci (141.178 euro), Mauro Di Dalmazio (132.573 euro), Paolo Gatti (112.804 euro), Federica Carpineta (111.358 euro), Gianfranco Giuliante (105.472), Giandonato Morra (101.134) e Alfredo Castiglione (101.058).
Il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano (Pdl), avvocato, è fra coloro che hanno avuto un taglio più corposo: dai 150 mila euro del 2009 è passato a 110.359 nel 2010.
Passando nell’area del centrosinistra, tra i primi troviamo il capogruppo dell’Idv Carlo Costantini, al sesto posto della classifica complessiva con 158.029 euro, circa 6 mila in meno rispetto ai redditi del 2009.
Seguono più in basso nella classifica Giovanni D’Amico (111.379 euro) e il capogruppo Camillo D’Alessandro con 104.623 euro.
In coda all’elenco c’è il più “povero” fra tutti, Giuseppe Tagliente (Pdl), ex sindaco di Vasto (Chieti). Il suo imponibile nel 2010 è stato di 64.652 euro, rispetto ai 94.512 del 2009.
Una posizione che Tagliente scippa a Emilio Iampieri (Pdl) passato dai 6 mila euro del 2009 a 67.243 euro.





