L’AQUILA – Il Consiglio regionale ha dato il via libera alla riforma del ciclo idrico integrato e al nuovo piano sociale.

La straordinarietà della seduta di venerdì, in genere riservata solo alle sessioni fiume sul bilancio, si è resa necessaria per licenziare la legge di riforma dell’acqua entro il 31 marzo e scongiurare il rischio di dover ricorrere, nell’affidamento del servizio, alla gara, con la possibilità di aprire le porte ai privati.

Il dibattito di oggi è stato preceduto da frenetiche consultazioni politiche, con il Pdl che si è a lungo confrontato alla presenza dei leader regionali, non senza qualche frizione, in particolare per la posizione del vice coordinatore Fabrizio Di Stefano che ha espresso più di una perplessità in ordine alla riforma nel corso di un vertice cui hanno partecipato il senatore Filippo Piccone, l’assessore Angelo Di Paolo e il capogruppo Lanfranco Venturoni.

Il tema della gestione dell’acqua è molto delicato: è infatti un settore che muove oltre 100 milioni l’anno di fatturato e impiega circa mille addetti e a cui, quindi, i privati guardano con estrema attenzione.

La frenesia di giungere a una conclusione in tempi rapidi poteva essere rallentata dalla decisione del Governo, annunciata ma non confermata, di rinviare a fine anno la scadenza del 31 marzo. In tal senso il servizio legislativo di Palazzo dell’Emiciclo si è affannato alla ricerca di novità da Roma, dopodiché si è ritenuto più prudente andare avanti a tappe forzare e portare a casa il risultato.

Così è stato, con la legge di riordino della gestione dell’acqua approvata intorno alle 18, con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario delle opposizioni, nonostante i tentativi di Di Paolo di convincere il Pd a convergere su un testo condiviso. La discussione degli emendamenti, molti dei quali decaduti per l’assenza del proponente Maurizio Acerbo (Prc), ha riacceso gli animi e fatto saltare l’ipotesi di un accordo bipartisan. 

Se da un lato Di Paolo ha definito il provvedimento “atteso da tempo”, dall’altro Carlo Costantini (Idv) si è detto certo che il referendum di giugno “riscriverà tutta la normativa”, quindi tanto valeva non contingentare i tempi dell’approvazione. Costantini ha anche accusato Pdl e Pd di “inciuciare” sulla salvaguardia delle poltrone dei consigli di amministrazione.

Il Pd, dal canto suo, ha indetto per domani alle 12, nella sala riunioni di piazza Unione a Pescara, una conferenza “per importanti comunicazioni sulla riforma del servizio idrico integrato della Regione Abruzzo”.

Prima della pausa pranzo, intanto, il Consiglio ha approvato all’unanimità una risoluzione urgente proposta dal consigliere del Pd Giuseppe Di Pangrazio con la quale si impegna il presidente della Giunta regionale a reperire fondi per il sostegno alle attività sociali del Comune dell’Aquila e dei paesi del “cratere”.

LA RIFORMA DEL CICLO IDRICO INTEGRATO

L’AQUILA –  La normativa prevede l’istituzione di un Ato unico presieduto dall’assessore regionale competente e un consiglio composto dai quattro presidenti delle Province. Sono costituite, poi, quattro assemblee provinciali dei sindaci, presieduta ognuna dal presidente della Provincia, che avranno il compito di programmazione e affidamento del servizio.

All’Ersi, Ente regionale servizio idrico, competerà la omologazione delle decisioni assunte dalle assemblee provinciali e il controllo sulle società di gestione.

Oltre alla riduzione dei costi e all’ottimizzazione del servizio e dei controlli, essenziali per garantire l’economicità, uno degli effetti della riforma sarà l’avvio di una tariffa unica in tutta la regione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione.

Al termine della votazione il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano si è complimentato con l’assessore Angelo Di Paolo per aver portato avanti il disegno di legge con perseveranza e determinazione.

RIFORMA ACQUA: DI PAOLO (PDL), ”UN PROVVEDIMENTO ATTESO DA TEMPO”

“Una provvedimento importante e complesso che si attendeva da tempo”, così l’assessore ai Lavori pubblici, Angelo Di Paolo.

Di Paolo ha annunciato che contenuti e prospettive della legge di riforma saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma la settimana prossima.

RIFORMA ACQUA: COSTANTINI (IDV), ”SUL MANTENIMENTO DELLE POLTRONE PDL E PD A BRACCETTO”

L’AQUILA – “Un grave e doppio errore non rinviare la legge di riforma del servizio idrico integrato. Non solo per l’annunciata proroga dei termini, ma soprattutto perché sarebbe stato doveroso attendere l’esito del referendum sull’acqua pubblica, che sono certo riscriverà tutta la normativa”.

Lo dichiara Carlo Costantini, capogruppo Idv alla Regione Abruzzo, subito dopo che il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la legge di riforma del ciclo idrico integrato.

“Tra l’altro – continua Costantini – anche l’unica nota positiva della proposta, costituita dal comma 26 che prevedeva, in caso di inadempimento grave delle convenzioni di affidamento del servizio, la decadenza immediata dei componenti del consiglio di amministrazione, è stata cancellata da un emendamento presentato dal Partito democratico ed accolto prontamente dalla maggioranza del Pdl, accorsa subito in soccorso dei tanti consiglieri di amministrazione che avrebbero rischiato le loro poltrone”.

“Sui ‘grandi temi’ – ha detto ancora il capogruppo Idv – Pd e Pdl riescono sempre a trovare un’intesa; il problema è che quelli che loro ritengono ‘grandi temi’, sono in realtà quasi sempre per i cittadini grandi problemi”.

“Ora – conclude Costantini – non resta che raddoppiare l’impegno per il buon esito del referendum sull’acqua pubblica che, insieme a quelli sul nucleare ed il legittimo impedimento, costituiscono per i cittadini la più importante occasione degli ultimi anni per far sentire la loro voce”.

APPROVATO IL PIANO SOCIALE

L’AQUILA – Il primo punto all’ordine del giorno, relativo alla legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, è stato approvato a maggioranza con i voti favorevoli di Pdl, Rialzati Abruzzo, Mpa e Fli. Astenuti Udc e Api; hanno votato contro Pd e Italia dei Valori.

Al momento della votazione, dopo circa due ore di discussione, erano assenti i consiglieri di Rifondazione comunista e Comunisti italiani.

PIANO SOCIALE: GATTI (PDL), ”CON LE RISORSE A DISPOSIZIONE FATTO IL POSSIBILE”

L’AQUILA – Soddisfatto l’assessore alla Promozione sociale, Paolo Gatti, il quale ha sottolineato che “c’è stato un grande lavoro di confronto, il Piano è il migliore possibile in questo momento. Ho apprezzato l’atteggiamento non ostruzionistico delle opposizioni, visto che sono stati presentati solo tre emendamenti”.

“Considerato che si tratta dell’unico piano sociale possibile, non avevamo scelta sulle priorità che riguardano assistenza ad anziani, disabili e bambini”, ha aggiunto Gatti.

PIANO SOCIALE: VERI’ (PDL), ”POSITIVA LA COLLABORAZIONE TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE”

L’AQUILA – “L’approvazione di questo strumento di programmazione – ha puntualizzato Nicoletta Verì, presidente della Commissione ‘Affari sociali’ – rappresenta la dimostrazione del fatto che quando le diverse forze politiche si confrontano serenamente, si possono raggiungere importanti risultati per l’Abruzzo. Il lungo lavoro portato avanti in questi mesi in Commissione, che ha visto collaborare attivamente le forze di maggioranza e di opposizione nella stesura del piano, a mio parere ci ha permesso di elaborare una legge in grado di rispondere adeguatamente alle legittime istanze dei cittadini, che sono state illustrate in più occasioni dalle parti sociali”.

“E questo nonostante le difficoltà legate alla carenza di risorse finanziarie, che ci ha obbligato necessariamente ad una razionalizzazione degli interventi. L’auspicio – conclude la Verì – è che questa esperienza di condivisione di obiettivi tra maggioranza e opposizione non rimanga però solo un episodio, ma diventi la regola”.

PIANO SOCIALE: SCLOCCO (PD), ”SUFFICIENTE NEI CONTENUTI, INSUFFICIENTE NEI FONDI”

L’AQUILA – Dal fronte opposto Marinella Sclocco (Pd), attraverso il sociale network di Facebook, ha commentato i lavori dell’Aula. Durante la discussione ha scritto sulla sua bacheca: “Piano Sociale Regionale. Sufficiente nei contenuti (grazie ai nostri emendamenti) insufficiente nei fondi”, all’avvenuta approvazione si è lasciata andare a una sottolineatura amara: “Ci sono intrusioni ed intrusioni: la norma intrusa su Sviluppo Italia l’hanno fatta passare, la norma intrusa (concordata) sugli ONCOLOGICI ed I DISABILI l’hanno rimandata”.

PIANO SOCIALE: MILANO (API), ”SI RISCHIANO LOGICHE ASSISTENZIALISTICHE”

L’AQUILA – “Dentro una crisi economica e sociale sempre più acuta, che fa passare per necessità ogni taglio del welfare, si dovrà sopportare in Abruzzo una drastica riduzione di risorse proprio in quel settore di intervento pubblico relativo al Piano sociale, che dovrebbe garantire interventi in favore dei soggetti più più fragili, al fine di agevolare il loro inserimento nella società, come previsto dall’art 3 della Costituzione”. Lo afferma il capogruppo dell’Api, Gino Milano.

“Le categorie dei più deboli – prosegue Milano – sono interpretate dal Piano non tanto come risorse da valorizzare ed aiutare, e quindi persone su cui investire socialmente, ma come un insieme di soggetti da incasellare in previsioni che, sebbene tendenti formalmente all’inclusione, rischiano, proprio in virtù dei tagli apportati, di essere destinatari di fatto di prestazioni dettate da una logica assistenziale e paternalistica”.

“Il Piano dedica uno spazio quasi residuale agli immigrati, detenuti ed ex-detenuti – sottolinea l’esponente Api – visti come causa di ‘disagio’ e non come ‘cittadini incompiuti’,privo com’è di una organica previsione di interventi vincolanti, tesi alla loro integrazione sociale e culturale”.

“Non si trova nel Piano uno slancio progettuale volto a promuovere la dignità di tutti e di ciascuno secondo il loro concreto e personale bisogno – dice ancora Milano – in una logica di integrazione funzionale del sociale con il sanitario, ripresentando un annoso limite che ancora non si riesce a superare”.

“Allora – aggiunge – occorrerà lavorare molto per una ricomposizione tra l’urgenza operativa e la necessaria pre-condizione concernente l’integrazione funzionale socio-sanitaria, mediante la coincidenza tra ambiti sociali territoriali e distretti sanitari”.

“Poiché davanti alla redazione di un Piano sociale tutti potremmo chiederci quale cambiamento potrebbe essere reso possibile per un’altra società, per un’altra cittadinanza dei diritti e dei doveri, verso nuovi orizzonti di un ritrovato equilibrio tra politica ed economia, tra solidarietà e principi finanziari, sarebbe stato necessario non ridurre la spesa sociale in modo così pesante, portandola da 42 a 33 milioni”, così ancora il consigliere.

“Si potevano e si dovevano trovare maggiori entrate, ovvero riequilibrare altre voci economiche di bilancio. Questo Piano sociale – conclude Milano – che può essere condiviso nelle sue basi essenziali, nelle sue tendenzialità, nelle sue concrete applicabili articolazioni, non può restare una sorta di enunciazione di principi che porterebbe all’astensione per mancanza di praticabilità”.

CHIAVAROLI (PDL): “APPROVATE IMPORTANTI RIFORME”

L’AQUILA – “Con l’approvazione odierna del piano sociale regionale e, appena dopo, della riforma del sistema delle acque, abbiamo realizzato due dei punti più qualificanti del nostro programma, obiettivi politici straordinari e significativi per tutto l’Abruzzo, rendendo ancora una volta chiara e inequivoca la forza riformatrice del governo regionale”. 

È quanto sostiene Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo Popolo della Libertà (PdL), al termine dei lavori odierni del Consiglio Regionale. “La determinazione dimostrata dalla maggioranza tutta – sottolinea – e in particolare dal gruppo del Pdl, guidato esemplarmente da Lanfranco Venturoni”.

“Con l’importantissima approvazione della riforma del sistema delle acque – spiega Chiavaroli – abbiamo avviato il processo di risanamento di un sistema che negli anni ha prodotto disservizi, sprechi e a volte malaffare, il tutto a danno dei cittadini. Infine stabiliamo senza remore che l’acqua, al di là delle mere dichiarazioni di principio di alcuni, anche in Abruzzo resta un bene pubblico e possiamo dirlo grazie a una legge fortemente voluta  dal Pdl e approvata da questa maggioranza!”.

RISOLUZIONE RICOSTRUZIONE SOCIALE: DI PANGRAZIO (PD), ”UTILE PER RITORNO NORMALITA”’ 

L’AQUILA – Il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio, promotore della risoluzione urgente sulla ricostruzione sociale post sisma dei comuni rientranti nell’area del ‘cratere’, esprime soddisfazione per l’approvazione all’unanimità avvenuta oggi in occasione del consiglio straordinario.

“Nel documento – afferma Di Pangrazio – il governo regionale si è impegnato a sollecitare il commissario delegato, Gianni Chiodi, ad emanare una normativa utile a reperire fondi specifici da destinare alle attività sociali e a diretto sostegno dei Piani di zona nella città dell’Aquila e nei comuni rientranti nell’area del cratere”.

“Il Piano sociale regionale infatti – aggiunge il consigliere – non riporta in maniera compiuta l’analisi dettagliata sull’attuale condizione economico, sociale e demografica delle zone terremotate, elementi essenziali per una reale applicazione del piano in questione ma, soprattutto, per una ricostruzione sociale dei comuni colpiti dal sisma”.

“Il terremoto, nell’attuale Piano sociale, è preso in considerazione in maniera marginale e le scarse risorse vengono ripartite sulla base di indici demografici e sociali penalizzanti per il territorio dell’Aquila a causa della bassa densità della popolazione. Il sisma del 6 aprile – continua Di Pangrazio – ha lasciato un segno profondo nel territorio, provocando dispersione delle famiglie e destrutturazione della società”.

“Si è infatti verificata un’improvvisa emergenza di bisogni fondamentali – conclude Di Pangrazio – che determina l’esigenza di rivedere la strutturazione delle politiche sociali nei comuni del cratere. L’obiettivo prioritario deve essere quello di reintegrare nei territori la popolazione al fine di consentire un ritorno alla normalità”. (red)