L’AQUILA – Il Consiglio regionale, dopo quasi 14 ore di discussione, nella notte ha approvato, a maggioranza, la Legge di stabilità regionale 2017 e la legge del Bilancio di previsione finanziario 2017-2019.
Voto contrario dei gruppi consiliari del Movimento cinque stelle, Forza Italia, gruppo misto, Abruzzo Futuro e Nuovo centro destra.
La maggioranza ha fatto scattare la “tagliola”, ovvero si è avvalsa della norma che riduce a cinque per ciascuno consigliere gli emendamenti possibili. Mossa che ha fatto cadere buona parte dei 400 emendamenti del Movimento 5 stelle.
Approvati però alcuni emendamenti di Forza Italia alla legge di stabilità, sulla tutela del lavoro femminile, e sull’accesso al credito per le imprese. Non passano invece gli emendamenti M5S su edilizia scolastica, per le case popolari fatiscenti, e per sperimentare il reddito minimo garantito a favore di disoccupati e inoccupati.
La lunga seduta è stata segnata a continui scontri tra il Movimento cinque stelle, che ha denunciato la cancellazione degli emendamenti e l’impossibilità di confronto, e la maggioranza: in particolare, un duro scontro si è verificato tra il pentastellato Domenico Pettinari e il dem Alberto Balducci, che ha apostrofato il collega con l’affermazione “camerata”, in riferimento al suo passato politico.
“Prendiamo atto che il governo regionale non ascolta le nostre proposte, anzi se la ride in aula – ha tuonato Pettinari -, questo vuol dire che al centrosinistra non interessano le esigenze degli abruzzesi, soprattutto i più fragili”.
In questo quadro nella notte la maggioranza è apparsa ricompattata, dopo le turbolenze di ieri mattina, soprattutto con il consigliere regionale Mario Olivieri, arrivato in aula ieri pomeriggio che ha scherzato a lungo con il presidente della regione, Luciano D’Alfonso, e l’assessore regionale Donato Di Matteo, consigliere regionale del Pd.
Nei due documenti, caratterizzati ristrettezze economiche, le macrovoci sono rappresentate dall’appostamento di 45 milioni di euro per i trasporti, 22 milioni di euro per il sociale, 18 per il cofinanziamento di progetti comunitari.
Risorse importanti sono stati destinati alla copertura del disavanzo per il quale è stata accantonata la somma 51 milioni di euro, altri accantonamenti per 10 milioni sono riferiti a varie voci,tra cui riserve e partecipate.
Il commento dell’assessore regionale al Bilancio Silvio Paolucci: “Sono soddisfatto perché per la prima volta nell’ambito della sessione di bilancio e’ stato approvato il piano di rientro e contestualmente mantenuti gli impegni con il finanziamento di servizi fondamentali per i cittadini nei trasporti e nel sociale. L’aver previsto una ingente risorsa per coprire il disavanzo e aver previsto il finanziamento di servizi e’ un ulteriore segno di solidità,sia pure nelle difficoltà abbiamo portato a casa il risultato evitando l’esercizio provvisorio”.
Paolucci ha sottolineato che “in otto giorni di lavoro c’è stato un confronto positivo che ha visto la maggioranza mostrare senso di responsabilità, in quanto alle opposizioni che hanno persone diverse tra di loro per esempio tra i cinque stelle c’è chi è meno demagogico, il centrodestra ha mostrato un atteggiamento costruttivo”.
Una fetta molto importante del Bilancio regionale è quella della Sanità, che ha “imposto alla Giunta regionale di lavorare ed operare su risorse aggiuntive” come ha dichiarato il presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio che ha rimarcato inoltre come “la pericolosità del debito accumulato necessiti di una rilettura delle opportunità per la ricerca di nuovi obiettivi strategici come il Masterplan”.
La maggioranza è stata in bilico fino al pomeriggio, vista l’assenza strategica dei dissidenti Donato Di Matteo, assessore del Pd, e Mario Olivieri di Abruzzo civico.
Tenuto conto che l’altro ribelle, l’assessore Ac Andrea Gerosolimo è a casa con seri problemi di salute come anche l’assessore Marinella Sclocco del Pd.
Poi i tre dissidenti hanno sottoscritto con il presidente Luciano D’Alfonso, un patto che ha fatto rientrare la mini crisi.
Via libera, intorno alle 3,30, anche al Milleproroghe, una legge contenitore che prevede proroghe di norme su numerosi settori, con cui, tra le altre cose, si estende di un’altro anno il cosiddetto Piano casa, che consente di effettuare ristrutturazioni edilizie con premi di cubatura. Nonchè la possibilità di fare la domanda per recuperare a fini abitativi i sottotetti.
Prorogati poi i termini per il rilascio di concessioni demaniali marittime a carattere stagionale o temporaneo per attività turistiche e ricreative in quei comuni che non hanno ancora assegnato in concessione nuove aree.
Nel Milleproroghe si conferma la decorrenza del 1 gennaio 2017 per il trasferimento ai Comuni delle funzioni precedentemente esercitate dalle Province in materia di turismo e sport.
E ancora, il rinnovo delle concessioni ai balneatori, misure per intervento nella Pineta D’Avalos di Pescara, ambiiti sociali, Comunità montane, Via, montagna e sisma.
A votare a favore la maggioranza di centrosinistra, contro si sono espresse le opposizioni del centrodestra e del Movimento cinque stelle. Soddisfatti i consiglieri di centrosinistra coordinati dal presidente D’Alfonso, che ha seguito i lavori fino alla fine.
“Il bilancio che ci apprestiamo ad approvare – aveva detto l’assessore Silvio Paolucci prima del voto – rappresenta un ulteriore piccolo passo verso il risanamento e l’armonizzazione dei sistemi contabili. È stato costruito con una impostazione ancor più severa di quella dello scorso anno anche se sfruttando tutti i margini operativi che il legislatore ci assegna e coprendo le principali esigenze nei programmi dei trasporti e del sociale”.
“Le criticità emerse – ha aggiunto Paolucci – non imputabili a questa Amministrazione, non permettono ancora oggi di avere certezza sul disavanzo da ammortizzare. Con grande senso di responsabilità abbiamo, da un lato, accantonato oltre 60 mln di euro e, dall’altro, garantito gli stanziamenti per sociale, trasporti e fondi europei per tutte le attività produttive. Una cosa è certa: ci troviamo di fronte ad un bilancio che lascia scarsi margini di manovra e che dovrà necessariamente subire una rivisitazione in occasione dell’approvazione dei rendiconti arretrati. Nel corso dell’anno 2016, tuttavia, sono state poste le basi per un percorso di velocizzazione delle attività di rendicontazione arretrate che, si spera, possa essere conclusa in tempi brevi”.
Vediamo nel dettaglio il bilancio in numeri: il totale generale entrate/spese previsto è di 6 miliardi e 268 milioni. Solo il perimetro sanitario e altre spese relative al comparto sanità sono pari ad un importo di 2 miliardi 546 milioni. Le spese vincolate ammontano a 765 milioni fino ad arrivare ad un valore complessivo di voci obbligatorie di 5 miliardi e 874 milioni.
Escludendo questo importo il bilancio regionale diminuisce a 394 milioni. Questa voce residua è destinata prioritariamente alle spese di personale pari a 84,2 milioni, al rimborso prestiti (127,4 milioni), ai contributi ai Comuni per mutui e prestiti per euro 18 milioni, al finanziamento della spesa del consiglio (24,6 milioni) e solo per Arit, Arta, comunità montane ed altri enti si spendono 6,2 milioni di euro. La spesa per l’Adsu è pari a 15,3 milioni.
Restano 92 milioni utilizzati in parte per integrazione del fondo nazionale trasporti per 45,2 milioni di euro, fondo politiche sociali per un importo pari a 7,3 milioni e spese per funzionamento parchi sport e cultura etc. Con l’avvio a regime della nuova programmazione comunitaria l’Ente ha dovuto prevedere la quota di finanziamento regionale che non ha interessato la passata programmazione. Si tratta di una somma di 18,2 milioni di euro che certamente costituisce un maggior onere per il bilancio regionale. È importante segnalare anche le spese per trasferimenti riguardanti il Masterplan per un importo di 138 milioni di euro.
Strana idea di dibattito e confronto quella della maggioranza – dice il Movimento cinque stelle in una nota – . Se il presidente D’Alfonso propina, all’aula disattenta, una filippica di oltre un’ora per dar tempo, probabilmente, alla sua maggioranza di venire in soccorso con i voti necessari all’approvazione bilancio, siamo davanti a quello definito dai fedelissimi un “normale confronto”.
Ma quando poi tocca alle opposizioni discutere gli emendamenti presentati al bilancio, attuando una modifica del regolamento da loro stessi proposta, si tagliano le gambe al dibattito ghigliottinando tutti gli emendamenti. La due giorni di bilancio si conclude con un atto forzoso verso le opposizioni e con il taglia e cuci di un governo di regione spaccato.
Tutto questo – si legge ancora nella nota dei grillini – mentre l’Abruzzo non va avanti e rimane ostaggio di una maggioranza che per due giorni si è resa protagonista di infiniti dibattiti politici, lezioni di morale e attacchi alle opposizioni. Senza nessuna risoluzione ai reali problemi dei cittadini.
“Stiamo votando un bilancio acefalo frutto di tasse, ticket e di un accordicchio per spiegare a due assessori le proprie deleghe. Credo che l’Abruzzo meritasse altro”, questo il commento del consigliere di Fi, Mauro Febbo.
“Va registrato un dato politico rilevante: ieri il numero legale è stato garantito da un consigliere della minoranza ed oggi, per ore ed ore, i lavori sono proseguiti senza il numero legale. Ma la cosa grave è accaduta alle ore 16 quando due dei tre ‘ribelli’ entrano in aula e danno la possibilità di avere la maggioranza sottoscrivendo un accordicchio col quale viene spiegato a due assessori quali siano le loro deleghe”.
“Persino il presidente della commissione Sanità, settore particolarmente attenzionato tenendo conto del fatto che, dopo l’uscita dal commissariamento, la maggior parte delle voci del bilancio sono ad esso rivolte, chiede di essere lui stesso coinvolto”.
“Siamo molto preoccupati – conclude Mauro Febbo – visto che questo bilancio non ci soddisfa tanto per l’assenza di programmazione e risorse per comparti cruciali per l’economia abruzzese quanto per i modi in cui viene gestito dalla stessa maggioranza”.




