L’AQUILA – La nascita della lista “Civica Popolare” del ministro della Salute uscente Beatrice Lorenzin scuote gli scenari anche della politica abruzzese in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo ma non solo.
Domani, venerdì 12, alle 18.30 a Pescara in piazza della Rinascita 41 la Lorenzin incontrerà la stampa per presentare il suo nuovo soggetto politico, che correrà assieme al Partito democratico nella coalizione di centrosinistra.
Con lei ci sarà la principale esponente abruzzese del nuovo movimento, il sottosegretario alla Giustizia e senatrice uscente Federica Chiavaroli.
E spuntano anche i papabili per il voto nazionale. Secondo quanto appreso, in quota Italia dei valori, dentro Cp sarà per esempio candidato l’attuale vice presidente vicario del Consiglio regionale, Lucrezio Paolini.
L’aver rotto gli indugi, passando con il centrosinistra, avrà ripercussioni visibili in aula “Spagnoli”: si preannuncia, infatti, un possibile rimpasto di Giunta con l’ingresso del consigliere teramano Giorgio D’Ignazio, eletto con il Nuovo centro destra e ormai da anni tirato per la giacchetta dalla maggioranza.
Questo complice la politica fin qui dei “due forni” di Ncd e della sua filiazione, Alternativa popolare, con il centrosinistra in campo nazionale, con il centrodestra all’Emiciclo e in importanti Consigli comunali, dall’Aquila a Pescara.
D’Ignazio aveva sempre detto di non voler fare da stampella al peraltro traballante schieramento di consiglieri di maggioranza, ma la posizione personale poteva valere finché c’era questa ambiguità di comportamenti.
Ora la Lorenzin è senza più equivoci con il centrosinistra, e così la Chiavaroli, e così, avendo aderito a Civica popolare, dovrà fare anche D’Ignazio.
Il quale, tra l’altro, è anche consigliere segretario e siede nell’ufficio di presidenza in quota all’opposizione, ruolo che gli è già stato richiesto di mollare dai più inferociti del centrodestra perfino nella situazione attuale e dovrà quindi rassegnarsi a perdere, guadagnando comunque, nel cambio, una bella poltrona da assessore. Alberto Orsini





