AVEZZANO – “Si tratta di una cosa pienamente legittima, di cui tra l’altro non  sapevo nulla. Le cose serie, comunque, sono ben altre”.

È il commento di Giovanni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano (L’Aquila) ed ex direttore generale della Provincia dell’Aquila, in relazione alle polemiche per l’assunzione a chiamata diretta nello staff del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, di Donatella Ciaccia, 58 anni, moglie del vice sindaco del comune marsicano, Ferdinando Fiore Boccia.

A sollevare il polverone, il Movimento 5 stelle che ha definito la vicenda “dal carattere clientelare”, sebbene formalmente lecita.

Il fratello del presidente del Consiglio regionale sottolinea proprio l’aspetto legale dell’assunzione, che anzi ha fatto risparmiare soldi pubblici.

La Ciaccia è infatti dipendente del ministero poiché insegnante: “In questo modo si sono risparmiati dei costi, prendere dipendenti statali è una delle facoltà che prevede la normativa per lo staff”, dice il primo cittadino.

Per il sindaco marsicano si tratta di polemiche sterili: “continuare a giocare con il pettegolezzo danneggia la crescita e la ricostruzione delle nostre zone. Politici, istituzioni e mass media dovrebbero iniziare a pensare a cose più serie”.

“Noi promuoviamo il lavoro e l’occupazione – conclude, in replica alle polemiche – come Comune stiamo prendendo 30 persone con i voucher lavorativi”. (e.m.)