L’AQUILA – La commissione Bilancio del Consiglio regionale, nella riunione di ieri sera, ha licenziato l’emendamento che sarà collegato alla legge sui centri di ricerca, che riguarda l’assegnazione a pioggia e direttamente di contributi a enti, associazioni e centri culturali, per un totale di circa 2,5 milioni di euro complessivi.

Il discusso provvedimento, chiamato “legge marchetta” senza troppi complimenti dai consiglieri rivoltosi del Movimento 5 stelle fin dallo scorso consiglio, è stato votato a maggioranza con i soli sì del centrosinistra, mentre si è astenuta l’opposizione di centrodestra, seppure l’origine della norma sia bipartisan.

Hanno abbandonato la riunione i grillini, per i quali si è di fronte a “un megamarchettone con contributi assegnati senza criteri oggettivi e meritori, come invece sarebbe successo finanziando le leggi esistenti”.

Il presidente della commissione Bilancio, Maurizio Di Nicola (Centro democratico), ha spiegato che “abbiamo riposto a esigenze di importanti rappresentanze della cultura che non potevano essere affrontate solo attraverso le leggi a bando, e sono state gestite situazioni emergenziali in favore di Comuni dal territorio fragile”.

“Tutto è migliorabile e sappiamo che tante questioni rimangono ancora sul tavolo, verranno affrontate martedì in Consiglio, se il lavoro di puntuale riscontro delle coperture, che si sta chiudendo, consentirà un piccolo ma ulteriore margine di manovra”.

Nella seduta del Consiglio di martedì prossimo il Cinque stelle ha annunciato la presentazione di centinaia di emendamenti ostruzionistici.

Ai grillini era arrivato il parziale riconoscimento dell’esigenza di cambiare sistema da parte del Pd con le parole del consigliere Pierpaolo Pietrucci che, però, ad AbruzzoWeb ha rifiutato l’etichetta di “marchetta” facendo notare che si finanziano istituzioni e manifestazioni serie che hanno bisogno di fondi con urgenza anche per rimanere aggrappati ai canali di cofinanziamento nazionale.