L’AQUILA – Marcello De Angelis, responsabile della comunicazione della Regione Lazio, torna nel mirino dell’opposizione e, dopo la vicenda delle affermazioni sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980, scoppia il caso dell’assunzione, nello staff della Comunicazione, del fratello della sua compagna.

De Angelis, un passato nell’estrema destra, è ex parlamentare Pdl, eletto due volte in Abruzzo.

Infatti,  in  un post su Facebook  in occasione dell’anniversario della strage, ha sostenuto l’innocenza dei tre condannati  ovvero i terroristi  Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. Quest’ultimo, 60 anni, aquilano, è cognato dello stesso De Angelis che fu anche direttore del Secolo. Tutti furono condannati con sentenza passata in giudicato.

Ora nel mirino un altro cognato: come rivelato da un articolo del quotidiano il Domani il fratello della compagna, Edoardo Di Rocco, sarebbe stato assunto nello staff comunicazione, per  occuparsi di “questioni istituzionali”. Il posto è da impiegato legato al mandato del presidente, di conseguenza non è necessario un concorso pubblico. Di Rocco ha studiato ingegneria a La Sapienza ed è un esperto del settore vendita di servizi finanziari.

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, fanno sapere, sarebbe all’oscuro dell’assunzione.

Dopo le dichiarazioni sulla strage di Bologna, in molti, nel mondo politico, hanno chiesto le dimissioni di De Angelis dal suo ruolo. Ma il presidente della regione Rocca gli ha confermato la fiducia. De Angelis si è poi scusato dicendo di essersi espresso di getto.

Ad attaccare sia sulla questione della strage di Bologna, che sull’assunzione, è ora Alessio D’Amato, ex assessore alla Sanità del Lazio, candidato governatore del centrosinistra e oggi consigliere regionale di minoranza di Azione: “De Angelis ha assunto anche il cognato? Una vergogna. Se Rocca sapeva è grave, se non sapeva e non fa niente è peggio”, e aggiunge: “Chiedo di invitare al consiglio straordinario richiesto dalle opposizioni i rappresentanti dei familiari della strage neofascista”.