L’AQUILA – Si allunga la lista degli ex consiglieri “paperoni” della Regione Abruzzo che percepiscono uno dei privilegi più odiati dai cittadini, il vitalizio, il sostanzioso “gruzzolo” che si prende ogni mese e a vita per l’attività politica svolta.
Altri quattro ex inquilini dell’Emiciclo hanno maturato i requisiti e possono accedere al ricco benefit aggiungendosi alla lista degli altri fortunati, in totale 143 persone (tra ex consiglieri o rispettivi coniugi che godono della reversibilità).
Un bel tesoretto che ogni anno costa parecchi quattrini al Consiglio, che per il 2014 ha sborsato ben 4,3 milioni di euro compresa l’Irap.
Quello dei benefit della politica è un tema che da sempre scatena l’indignazione dei cittadini che stentano ad arrivare a fine mese.
Negli ultimi tempi feroce è stata la polemica relativa alla norma votata dal Consiglio per l’anticipo dell’indennità di fine mandato, sui 6 mila euro per ogni anno di carica, poi stoppata dal governatore Luciano D’Alfonso, che guida una coalizione di centrosinistra.
I quattro neo ‘pensionati’ sono tutti ex non riconfermati nell’ultima legislatura: Gianfranco Giuliante, ex assessore alla Protezione civile (in quota Forza Italia e già Popolo della libertà) della Giunta di Gianni Chiodi, Alessandra Petri ex consigliere regionale del Pdl, poi in Fratelli d’Italia, Camillo Sulpizio dell’Italia dei valori, in carica dal gennaio 2009 fino a giugno di quest’anno e Giuseppe Tagliente, presidente del Consiglio regionale dal 2000 al 2005 e poi consigliere prima del Pdl e poi di Fi.
Quest’ultimo ha maturato un vitalizio d’oro da 3.397 netti mensili per 29 anni e 10 mesi d’aula accumulati, per il periodo dal giugno 1980 giugno 1993 e dall’aprile 2000 fino al giugno di quest’anno.
Rispetto a questa, impallidiscono le pensioni che toccano agli altri tre ex consiglieri, che prenderanno comunque ciò che un giovane precario riesce a vedere solo in almeno tre/quattro mesi di duro lavoro (se tutto va bene).
Sulpizio prende netti 1.783 euro al mese, mentre i due eletti nel listino bloccato di Chiodi, Petri e Giuliante, prendono rispettivamente 1.371 euro e 1.263 euro netti al mese.
Da sottolineare che questi tre hanno ricevuto, anche dopo la mancata riconferma all’Emiciclo, dei buoni ‘ingressi’ mensili senza soluzione di continuità: dall’indennità da consiglieri, al trattamento di fine mandato da 35.835 euro netti presi a luglio, fino all’attivazione del vitalizio.
L’ELENCO DEGLI EX CONSIGLIERI PERCETTORI DI VITALIZIO (aggiornato al 2 dicembre)
Per questi nuovi pensionati, sono tre quelli che hanno invece deciso di rinunciare al benefit (dati aggiornati al 2 dicembre – fonte Consiglio Regione Abruzzo).
Si tratta delle due ex consigliere del Pd sotto la Giunta Del Turco Stefania Misticoni e Maria Rosaria La Morgia, e Berardo Rabbuffo, eletto nel listino bloccato di Chiodi, inizialmente nel Pdl e poi transitato tra i finiani di Futuro e libertà.
Con questi ultimi sale a 24 il numero degli ex inquilini dell’Emiciclo che non lo percepiranno una volta raggiunta l’età dei 65 anni, o i 60 dietro un versamento di una sorte di penalità, una pensione che spetta anche ai coniugi anche dopo, attraverso la reversibilità.
L’elenco è ovviamente in continua evoluzione dato che altri, fra quelli in attesa di maturare i requisiti anagrafici, potrebbero rinunciare in qualsiasi momento presentando domanda.
Va detto che chi opta per la “grande rinuncia” prende comunque un cospicuo “premio”, recuperando i contributi versati più gli interessi.
Di contro, va detto che in questo la Regione Abruzzo può tenere in cassa molti soldi in più rispetto all’erogazione mensile dell’assegno vita natural durante.
La Misticoni, per esempio, ha incassato 77.176 euro nel momento in cui ha detto no al vitalizio, a fronte di 50.907 euro di contributi versati dal 20 aprile 2005 al 31 dicembre 2008, versando presso la Tesoreria dell’Ente contributi volontari per il completamento del quinquennio contributivo per 17.144 euro.
La Morgia, giornalista professionista del Tg3 regionale, ne ha presi 77.393, per i contributi versati dal 26 aprile 2005 al 31 dicembre 2008 integrando con un versamento di 18.025 euro.
Queste informazioni non sono ancora disponibili invece per Rabbuffo, che è stato anche vicesindaco di Teramo quando primo cittadino era Chiodi, che ad Abruzzoweb ha spiegato che nonostante la sua rinuncia sia stata comunicata da tempo, ancora non è stato effettuati il conteggio dei contributi versati da avere indietro.
Sono 38 quelli invece ‘parcheggiati’ in attesa della pensione. Questi hanno maturato il diritto ma ancora non ne godono per un mero dato anagrafico: non hanno ancora 60 anni, soglia minima per cominciare a incassare pagando una penale che consente l’anticipo dal vero limite di 65.
Tra coloro che attendono c‘è l’attuale governatore Luciano D’Alfonso del centrosinistra e l’ex candidato alla presidenza Maurizio Acerbo (Rifondazione comunista) e l’ex presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano (Fi).
Ci sono poi gli attuali parlamentari che – se tutto procede bene per loro – potranno sommare al vitalizio della Regione anche quello di Camera o Senato. Si tratta di due deputati, Tommaso Ginoble (Pd) e Filippo Piccone (Ncd), e della senatrice democrat Stefania Pezzopane.
Tra quelli in attesa anche il giornalista e direttore di una tv locale aquilana Luca Bergamotto (tra il 1995 e il 2000 consigliere della “prima” Forza Italia) e Giorgio De Matteis, attuale consigliere di opposizione al Comune dell’Aquila ed ex vice presidente vicario del Consiglio regionale nonché ex assessore ai Lavori pubblici tra il 2000 e il 2005 in quota centrista (per lui varie esperienze tra il Centro cristiano democratico, l’Unione di centro, l’Italia di mezzo di Marco Follini, il Movimento per le autonomie e poi, di nuovo, l’Udc).
L’ELENCO DEI FUTURI PERCETTORI DEL VITALIZIO (dati aggiornati al 2 dicembre)






