L’AQUILA – “Avevo detto che sarebbe stato un obiettivo strategico riconoscere la condizione differenziata dell’Aquila città capoluogo in ragione del di più di funzioni che svolge e non del di più d’affetto. Ecco la proposta”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha tenuto a battesimo la proposta di legge “speciale” sull’Aquila capoluogo.

Una proposta “portata avanti dal genio produttore di Pierpaolo Pietrucci“, consigliere del Partito democratico, il solo aquilano, che la presenterà assieme al governatore, “dalla vigilanza del sindaco e dal mio apprezzato conflitto di interessi. C’era un vuoto sulle funzioni dell’Aquila – ha detto il presidente – La legge riconosce un quid in più in ragione del quid in più che svolge questa città. Una spalmatura di risorse e un rango speciale per il procedimento programmatorio”.

Secondo D’Alfonso, “se ci fosse stata una quantificazione numerica dei fondi da stanziare sarebbe stato un provvedimento amministrativo, non una legge. Questo è uno strumento – ha sottolineato – e quando la Regione assegnerà le risorse dovrà tenere conto che qui c’è un di più di funzionamento e di erogazione dei servizi”.

“Sono sindaco emerito della città di Pescara e già da consigliere regionale di opposizione presentai una proposta simile nel 2000. L’ho rilanciata da sindaco in carica e lo ridico qui, avendo nel cuore l’impegno importante realizzato a Pescara – ha precisato ancora – Questa legge non è solo una civetta culturale, verrà calendarizzata subito e mi aspetto anche un atteggiamento pozzangherista ma da porzioni minimali: non ci mettano troppa energia perché questa legge verrà votata molto presto”.

Una legge che, comunque, per il governatore “non sacralizza un asse di ferro Pescara-L’Aquila. Doteremo di strumenti anche Chieti, 3 milioni per la biblioteca De Meis che non funziona da 9 anni e ha volumi preziosissimi, e avremo attenzioni infrastrutturanti anche verso le altre città capoluogo: a Teramo ci sarà una scelta di campo per lo Zooprofilattico”, ha promesso.

Infine, “terremo conto anche dell’esito referendario sulla ‘Grande Pescara’ con appositi strumenti”, ha promesso D’Alfonso parlando in questo caso al “suo” popolo.

Secondo Pietrucci “solo il miglior sindaco di Pescara poteva varare una legge sull’Aquila capoluogo. Mi sono messo immediatamente in moto, anche con l’aiuto dell’Università del capoluogo”.

“Non parliamo di risorse effimere – ha detto il giovane democrat – ma di 1 milione di euro, è una base normativa importante che dovremo tramutare al meglio ascoltando le proposte della nostra città. Per questo avvierò presto una fase di dibattito pubblico”.

All’evento ha preso parte anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ma non, come annunciato alla vigilia, quello di Pescara, Marco Alessandrini, anche se D’Alfonso ha parlato comunque di vicinanza della municipalità adriatica.

Per il sindaco aquilano era “difficile dare l’esatta dimensione politica e collazionare il testo, ringrazio Pierpaolo per il lavoro che ha svolto. Chiaro è – ha aggiunto – che la legge cade in un momento decisivo per questa città. Il ruolo di capoluogo e città storica andava riconfermato e ridelineato dopo la tragedia del terremoto che ci ha colpito. È un altro puntello alla ricostruzione”.

Importante, per il primo cittadino, anche il “riconoscimento al Comitatus, perché il capoluogo non sono solo i 473 chilometri quadrati di territorio che amministro, ma anche quell’insieme di Comuni con i quali non riusciamo a riconoscere più i confini politici ma anche economici e sociali”.