L’AQUILA – Numerosi i neo consiglieri regionali presenti alla ‘prima’ di Luciano D’Alfonso come governatore dell’Abruzzo.
Oltre al più votato del centrosinistra, Silvio Paolucci, c’erano anche Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Luciano Monticelli, Alberto Balducci, Sandro Mariani, Lucrezio Paolini, Mario Mazzocca e Maurizio Di Nicola. Assenti, invece, i ‘ribelli’ di Abruzzo civico.
Vicino a D’Alfonso anche Claudio Ruffini, consigliere democrat uscente che non si è voluto ricandidare ma ora, da quanto si apprende, avrà un incarico a strettissimo contatto con D’Alfonso, nella dirigenza della presidenza.
C’era anche Vincenzo Rivera, possibile ritorno nel ruolo di capo della segreteria del presidente, dopo averlo già svolto con Ottaviano Del Turco, mentre si è visto anche il suo successore con Chiodi, Antonio Morgante, che ha mancato l’elezione a consigliere.
Erano presenti anche numerosi dirigenti regionali, tirati in ballo dai discorsi sulla ‘revolution’ dalfonsiana.
Molti hanno aspettato l’arrivo di Chiodi prima di entrare all’Auditorium per la cerimonia, tranne Antonio Sorgi, uno dei più stretti collaboratori a capo della direzione Affari della presidenza.
“Non faccio l’usciere” ha risposto a chi gli chiedeva come mai.
Presente Alfredo Moroni, assessore comunale aquilano, candidato sconfitto alle primarie da Pietrucci, per il quale si profila all’orizzonte un incarico da direttore regionale, oltretutto con un settore importante.
Non c’era Giovanni Lolli, vice presidente in pectore. “Per me il 70° della liberazione dell’Aquila era prioritario ma D’Alfonso ne era informato”, ha spiegato a questo giornale. (alb.or.)




