L’AQUILA – Un ordine del giorno per chiedere un soluzione definitiva alla vicenda del Ciapi, il Centro interaziendale addestramento professionale industria, ente partecipato interamente dalla Regione Abruzzo, dove 28 lavoratori sono senza stipendio da 30 mesi.

A presentarlo oggi in consiglio regionale stato come primo firmatario il presidente della Commissione di vigilanza, Mauro Febbo, di Forza Italia,  che ha chiesto è ottenuto la sottoscrizione di tutti i gruppi in Consiglio regionale.

Si chiede in esso l’impegno del presidente Luciano D’Alfonso, “entro e non oltre il primo Consiglio regionale del mese di giugno, a portare all’approvazione dello stesso, con tutti i relativi atti dovuti, lo stanziamento iniziale dei 700 mila euro come concordato, promesso e deliberato per il Ciapi. Inoltre si chiede un piano di salvaguardia finalizzato alla tutela delle professionalità maturate e quindi dei posti di lavoro prevedendo un piano di assorbimento nell’organico della Regione Abruzzo”.

Il riferimento di Febbo è approvazione all’unanimità di un ordine del giorno a dicembre 2015,  con primo firmatario  il Presidente D’Alfonso, che impegna l’Assessore Silvio Paolucci, anch’egli sottoscrittore dell’odg, a predisporre un’apposita variazione di bilancio con allocazione di una risorsa, non risolutiva ma sicuramente impegnativa e importante, di 700 mila euro. La somma veniva messa a disposizione del vice Presidente Giovanni Lolli per una proposta definitiva sul futuro del Ciapi.

“Con la Delibera 334 del 5 maggio scorso – ricorda inoltre  Febbo – la Giunta regionale aveva individuato la figura di un Amministratore straordinario, nella persona di Giancarlo Liberati, come, presumibilmente, risolutiva per tutte le problematiche passate e future del Ciapi. Lo stesso Liberati però non aveva accettato l’incarico perché non accompagnato da risorse e strategie politiche programmatore; il Ciapi è rimasto senza Amministratore anche alla luce delle dimissioni del professor Giuseppe Mauro“.

“Dopo 5 mesi – protesta Febbo – di infruttuosi e inconcludenti incontri nulla è stato fatto, e della variazione di bilancio sembra si siano perse le tracce. La situazione del Ciapi è rimasta tragicamente invariata nonostante gli impegni assunti e gli annunci, peggiorano le condizioni dei lavoratori, in termini di sussistenza degli stessi creandosi finanche condizioni limite, per alcuni di essi, della civile sopravvivenza. Per questo – conclude Febbo – non si può più attendere ancora e si rende necessario quanto indispensabile un intervento risolutore”.