L’AQUILA – Il centrodestra non presenterà esposti sulla vicenda del concorso per i 12 co.co.co. da impiegare nel Settore gestione rifiuti.
Lo annuncia ad Abruzzoweb il presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo, che ha rilevato alcune perplessità sulla selezione: “Gli incarichi sono stati assegnati dalla Regione a 11 dei 12 che avevano già prestato servizio all’interno dell’amministrazione, mentre il dodicesimo non ha partecipato, a fronte di 140 domande arrivate”, denuncia.
“La cosa grave – aggiunge – è stata la risposta dell’assessore Mario Mazzocca quando avevo fatto notare le mie perplessità. Mi disse che tutto era regolare. Ma come si fa a dire questo se poi a vincere sono persone che già avevano lavorato per l’ente?”.
Gli undici vincitori che risultano aver già prestato servizio alla Regione Abruzzo sono: Raffaella Evangelista, Dino D’Agostino, Emanuela Fattori, Tiziana Colangelo, Daniele Vigato, Massimo Ranieri, Massimo Fraticelli, Giustina Campo, Laura D’Antonio, Antonella Azzariti e Pierfrancesco Rotellini. L’unica tra i vincitori a non aver già collaborato con l’ente è Rossana Ruzzi.
“Avremmo voluto procedere alla stabilizzazione del personale che per anni ha prestato la propria opera professionale nell’ambito del Settore gestione rifiuti della Regione – aveva dichiarato a febbraio Mazzocca dopo le prime perplessità denunciate da Febbo – ma non è stato possibile. Di qui la scelta di ricorrere a percorsi concorsuali, come quello delle collaborazioni coordinate e continuative”.
Febbo ha precisato che “nessuno vuole opporsi alla stabilizzazione dei lavoratori, ma portarla a termine seguendo le procedure adottate da questo governo regionale di centrosinistra significa fare un concorso ‘farsa’ (eufemismo!), dove si sa già a chi è diretto e per quali finalità: ci sembra un po’ troppo”.
“Nonostante le mie segnalazioni su questa ‘sveltina’ – ha concluso Febbo – e nonostante la mia diffida inviata a presidente della Regione e direttore generale per chiedere la sospensione delle procedure, tutto è andato avanti come se niente fosse e in un’indifferenza generale che lascia di stucco”.





