PESCARA – Non subiranno gli effetti restrittivi della nuova legislazione nazionale gli investimenti per l’installazione di impianti di energia rinnovabile in Abruzzo, già in fase avanzata.

Infatti, con un provvedimento “atteso e fondamentale per gli operatori del settore” la giunta regionale ha puntualizzato, chiarito e snellito le procedure autorizzative, alla luce del decreto legislativo del 3 marzo 2011, che recepisce le direttive comunitarie, stabilendo che i titoli autorizzativi acquisiti già con deposito degli atti al servizio regionale competente prima del 29 marzo 2011 non sono oggetto degli effetti del nuovo decreto”.

“Questo – ha sottolineato l’assessore all’Energia, Mauro Di Dalmazio, che ha illustrato in una conferenza stampa l’atto deliberativo – ha una valenza di sostanza, considerato che gli investimenti per gli impianti di energia rinnovabile in Abruzzo si aggirano sull’ordine di qualche centinaia di milioni di euro. Operatori, imprenditori e banche erano già esposti con procedure in avanzato stato di lavori quando il decreto legislativo del 3 marzo scorso ha profondamente modificato le linee di indirizzo, soprattutto per il fotovoltaico a terra, generando confusione ed un comprensibile timore per l’entità degli investimenti”.

“Aver quindi stabilito una data – prosegue – quella del 29 marzo per l’efficacia dei titoli autorizzativi, significa aver generato effetti pratici decisamente positivi per la messa in sicurezza sia dell’attività imprenditoriale e sia dello sviluppo delle energie rinnovabili”.

Altra novità introdotta con la delibera approvata stamattina dalla giunta regionale riguarda lo snellimento delle procedure.

Infatti, è stato deciso che la Dia è il titolo autorizzativo alla installazione di impianti di energia rinnovabile, per una potenza nominale fino ad 1 MW elettrico.

“In concreto – come hanno spiegato Di Dalmazio e il direttore degli Affari della presidenza e del settore Energia Antonio Sorgi – vuol dire coinvolgere fortemente il territorio, segnatamente i comuni, stimolare la libera iniziativa e promuovere la diffusione delle fonti rinnovabili”.

Dopo il 29 Marzo 2011, così come introduce il decreto legislativo 3/03/2011, per le installazione a terra del fotovoltaico, gli impianti non potranno superare il 10 per cento dell’azienda agricola, mentre potranno arrivare al 100 per cento in caso di terreni incolti da almeno cinque anni.