PESCARA – L’Abruzzo sta crescendo. Addirittura è tra le “prime quattro o cinque regioni italiane”. E’ questo, in sintesi, il messaggio lanciato da Gianni Chiodi nella presentazione delle iniziative della Giunta regionale per lo sviluppo economico. “Ma il merito non è mio – afferma il Governatore – così come non è mio il demerito nei momenti di recessione. L’economia è globalizzata”.
 
Cosa è stato fatto per il sostegno allo sviluppo e cosa c’è ancora da fare.  Chiodi spiega che la Regione lavora su cinque aree di intervento: L’Aquila, occupazione ed aree di crisi, ricerca ed innovazione, investimenti e nuova industrializzazione, credito. Due sono i binari su cui l’azione è improntata, da un lato la risposta alle emergenze, dall’altro la programmazione pianificata di riforma del tessuto economico. “Non è stato facile muoverci in equilibrio tra ciò che è urgente e ciò che sapevamo essere importante –  afferma il Governatore – soprattutto di fronte alla necessità di contenimento della spesa e di riduzione dell’indebitamento”.

La chiave di volta è stato il Patto di Sviluppo. “Per la prima volta a livello nazionale – spiega Chiodi – la Regione e il Governo si sono incontrati a Roma ed insieme hanno tracciato le direttrici per rafforzare il sistema economico regionale”. Patto di Sviluppo che, per Chiodi, non vuol dire concertazione, né tantomeno vertenza. “Abbandoniamo l’idea della rivendicazione sindacale, il nostro obiettivo è delineare strategie – afferma – e in futuro il Patto dovrà parlare anche di istruzione e giustizia”.

OCCUPAZIONE ED AREE DI CRISI

200 milioni  di cassa integrazione in deroga per 30.000 lavoratori, 28 milioni per finanziare 2.767 nuovi posti di lavoro grazie al progetto Lavorare in Abruzzo e definizione delle quattro aree di crisi. Questo è stato fatto. “Per il futuro – spiega Chiodi –è già pronto il bando Lavorare in Abruzzo 2 e , tra i Fas, 17 milioni sono  per la Val Vibrata, l’area con il reddito medio più basso”.

RICERCA ED INNOVAZIONE

“L’obiettivo non è pagare uno stipendio ai ricercatori ma pagarlo ai ricercatori bravi. Chi viene a chiedere un finanziamento deve dimostrarci risultati concreti”. Tradotto vuol dire concretizzazione economica e, per la ricerca di base, citazioni sulle riviste scientifiche. In totale sono stati investiti  50 milioni per la ricerca e l’innovazione, con il Patto di Sviluppo sono previsti diversi progetti per 60 milioni, tra cui la realizzazione di diversi Poli d’Innovazione e Reti di Impresa.

INVESTIMENTI E NUOVA INDUSTRIALIZZAZIONE

“Abbiamo sostenuto i Contratti di Programma presso il Ministero dello Sviluppo Economico  e riformato i Consorzi Industriali – spiega Chiodi – con il Patto sono in cantiere il Programma Fabbrica Abruzzo, in omaggio alla Fiat, e 17 milioni dei Fas per nuovi progetti di industrializzazione”.

CREDITO
 
“Con il Patto abbiamo destinato al credito 26 milioni, di cui 11 per agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese”, definite dal Presidente l’elemento portante dell’economia regionale.

“Una regione non in grado di mantenere i conti in ordine è destinata a rarefazione – conclude Chiodi – ma ora non è più così. Ci sono ancora delle emergenze ma a tutti gli effetti siamo entrati nella seconda fase, quella dello sviluppo. L’Abruzzo non è più la Grecia dell’Italia”.  Una Regione che, per il Governatore, vedrà finire presto anche la fase di commissariamento. Quando e per quali settori di preciso non si sa, “ma diciamo che se il commissariamento fino ad ora è stato l’antibiotico, il Patto per lo Sviluppo lo farà trasformare in vitamina” afferma Chiodi.