L’AQUILA – Meglio tardi che mai. L’organigramma completo della macchina burocratica regionale sarà presentato dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso il 26 giugno a Pescara in occasione del resoconto dei primi 365 giorni di governo.

A quasi un anno però dal varo della riforma dell’agosto 2014 che ha istituito i sette nuovi dipartimenti ridefinendone le competenze, ma senza aver ancora assegnato per i servizi, in cui ogni dipartimento è articolato, i rispettivi dirigenti, per un totale di 84 posizioni vacanti da mesi.

E con ex direttori e dirigenti regionali che non hanno un servizio assegnato, come soldati a cui non sono stati impartiti ordini, né consegnati fucili ed elmetti.

Fuor di metafora, regolarmente pagati con i soldi dei cittadini contribuenti, ma loro malgrado costretti a girarsi i pollici dietro le scrivanie.

Resta poi ancora senza guida il dipartimento risorse Umane, dopo l’addio di Carmine Cipollone.

Il bando indetto a maggio era aperto ai 51 dirigenti a tempo indeterminato, che hanno indicato 3 o 4 servizi di loro interesse. I curriculum sono stati già passati al vaglio dalla conferenza dei capidipartimento. A breve le nomine da parte della Giunta regionale.

Le altre posizioni, ha annunciato il direttore generale Cristina Gerardis, saranno coperte a breve con i dirigenti in arrivo dalle Province, di cui la Regione si appresta ad assumere deleghe in vista del loro ridimensionamento e saranno anche coperti con lo scorrimento delle graduatorie di vecchi concorsi per dirigenti nell’elenco dei funzionari idonei.

Quali dunque gli effetti di questa prolungatissima vacatio?
La più clamorosa come detto quella degli ex-direttori e dirigenti e senza servizi assegnati.

Sono Pierluigi Caputi, ex direttore a capo dei Lavori pubblici, Filomena Ibello ex direttore Bilancio, Domenico Longhi ex direttore Informatica, Antonio Sorgi, ex direttore degli Affari della presidenza.

Tra i dirigenti c’è Marco Valeri, controllo gestione, Fausto Fanti, tutela e sicurezza lavoro, Giovanna Andreola, servizio stampa.

Gli altri dirigenti stanno svolgendo le loro mansioni secondo l’articolazione della vecchia organizzazione, in attesa che sia varata finalmente la nuova macchina, e gli sia appunto assegnato un servizio di nuovo conio, in virtù anche dell’obbligo di rotazione delle posizioni dirigenziali imposto dalla legge anticorruzione, che dalla legge 77 del 1999.

E in questo interregno caotico ci sono anche zone d’ombra, e settori strategici rimasti scoperti e senza guida, come ad esempio quello ricoperto da Loretta Zuffada, dirigente del servizio Programmazione, sviluppo e attività comunitarie, andata in pensione.

Un ufficio a dir poco strategico che si occupa dei fondi comunitari, prezioso e raro ossigeno finanziario per un Abruzzo in crisi economica e di bilancio. Ma del resto non hanno dirigenti ad hoc tanti altri importantissimi servizi, come quelli che si occupano di fondi Fas.