L’AQUILA – “In qualità di dipendente regionale mi sento offeso da quanto dichiarato dall’assessore Mauro Febbo e intendo chiarire quanto accaduto ieri all’esterno della sala Celestino della Giunta regionale”.
Lo afferma in una nota Fabrizio Pieri, un dipendente della Giunta regionale, in merito alla polemica che ha visto contrapposti alcuni lavoratori, che si sono piazzati fuori la porta dove erano in riunione Febbo, l’assessore al Personale Federica Carpineta, e il membro dell’esecutivo regionale che aveva chiesto lumi circa le “70 persone che sono rimaste due ore senza fare nulla”.
“Quanto scritto dall’assessore lede la mia dignità di lavoratore, mortifica il ruolo di dipendente regionale equiparandolo al nullafacente, parassita e ruba stipendi e infine infanga l’immagine dell’ente Regione. Per i cittadini che leggono stipendi da 4-5 mila euro sembra veramente che i dipendenti regionali siano i ricconi del reame”.
“Nessuno invece sa, e forse neanche Febbo, che la maggior parte dei dipendenti percepisce un salario di circa 1.000 euro al mese e che alcune famiglie a malapena riescono a sbarcare il lunario. Alcuni dipendenti aspettano l’arrivo del salario accessorio per coprire le spese impreviste o addirittura per pagare i libri di scuola ai propri figli, ma forse queste sono cose il nostro assessore non può neanche immaginarle visto il suo stratosferico salario”.
“Per non parlare invece dei benefit che utilizza ordinariamente come la macchina di servizio e relativo autista per recarsi o andar via dal posto di lavoro ogni giorno. I dipendenti regionali che arrivano da sedi periferiche, per esempio Avezzano o Teramo, si recano al posto di lavoro all’Aquila, utilizzando giustamente l’automezzo privato. L’unica differenza è che il dipendente regionale percepisce un decimo rispetto all’assessore”.
“Aggiungo – prosegue Pieri – inoltre altri benefit come: i rimborsi chilometrici, gli iPad, gli iPhone, le schede telefoniche aperte e così via”.
“Credo che l’assessore debba portare rispetto a dei lavoratori che liberamente manifestano il proprio dissenso su atti amministrativi del tutto discutibili. Quando si sopprime un ente sarebbe opportuno trattare al meglio ogni punto e prendere in considerazione anche importanti aspetti quali personale, emolumenti e fondi accessori”.
“Dovrebbe inoltre portare rispetto ai dipendenti anche perché sono in primis cittadini ed elettori. Ci tengo a precisare inoltre che i colleghi, al di là delle Rsu, non si sono allontanati per più di dieci minuti dalla loro postazione senza nessuna minaccia e senza sequestrare nessuno – conclude Pieri – L’assessore non si assenta mai dal suo posto di lavoro?”.






