L’AQUILA – Un governo regionale di responsabilità istituzionale, allargato dal Popolo della libertà anche all’Unione di centro e che strizzi l’occhio al Partito democratico.
A lanciare la proposta, un inedito nei complessi e mutevoli scenari della politica abruzzese, è il vice presidente del Consiglio regionale, e leader del Movimento per le autonomie, Giorgio De Matteis.
Una proposta che trova la reazione tiepidina del Partito democratico, che per bocca del segretario regionale, Silvio Paolucci, ammette di pensare più a creare un”’alternativa” a Chiodi & co. piuttosto che alle “larghe convergenze” auspicate dal leader Mpa.
DE MATTEIS: ”GOVERNO DI RESPONSABILITA’ ISTITUZIONALE”
“Come in Italia – spiega – anche in Abruzzo, per la gravità dei problemi sul tappeto, non ultimo il terremoto e la ricostruzione delle zone colpite dal sisma, e per attuare riforme non più rinviabili, serve un governo di responsabilità istituzionale che, partendo dalle forze politiche che hanno vinto le elezioni, coinvolga anche l’Udc, vicino alla maggioranza e, se ci saranno le condizioni, anche il Pd, che ha già dato segnali, sia pure timidi, in occasione del patto per l’Abruzzo”.
Per De Matteis, “le emergenze sono molto gravi, la crisi economica anche, quindi va fatto uno sforzo per coinvolgere le forze politiche che sono disposte a lavorare per risolvere, attraverso strategie concrete, problemi che non sono né di centro, né di destra, né di sinistra”.
“Governo di responsabilità istituzionale – spiega – non vuol dire che l’Udc o il Pd debbano far parte della Giunta, ma è auspicabile che su temi fondamentali per il futuro dell’Abruzzo si possano trovare larghe convergenze”.
De Matteis parla anche del rimpasto nella Giunta di Gianni Chiodi, che ancora tarda a trovare compimento, tanto che appare ancora un miraggio la sostituzione di Daniela Stati e Lanfranco Venturoni, costretti a dimettersi per via delle inchieste giudiziarie su Abruzzo Engineering e “rifiutopoli”.
“Prima – è il parere del vice presidente – occorre stabilire le cose che si vogliono fare, poi ci si deve confrontare tra le forze alleate, compreso Futuro e libertà per l’Italia, e, successivamente, con le forze responsabili in Consiglio regionale, a partire dall’Udc che è nel centrodestra in Province e Comuni. Solo in ultimo si possono fare scelte sui nomi dei nuovi assessori. In questo percorso si possono porre le basi per una collaborazione istituzionale”.
Non è solo una questione di “figurine” da togliere e mettere nella squadra di governo. “Il problema di fondo – continua infatti De Matteis – è la governabilità delle istituzioni; vale per il governo nazionale, non vedo perché non possa valere per l’Abruzzo, che ha problemi ancora più particolari. Faccio mie la raccomandazione del presidente della Repubblica. I problemi sono grossi e l’Abruzzo ha bisogno di essere governato”.
Nessuno sbandamento se a livello nazionale sarà costituito il Polo (o il partito) della nazione, con Fli, Udc, Alleanza per l’Italia ed Mpa, che vogliono stare all’opposizione.
“A Roma le cose sono differenti – taglia corto De Matteis – In Abruzzo siamo stati eletti nel centrodestra e saremo leali”.
TOTO-RIMPASTO
Quanto al rimpasto, gli scenari cambiano di giorno in giorno e a rendere tutto più intricato c’è la votazione sul bilancio che va conclusa assolutamente entro fine 2010 per evitare la iattura dell’esercizio provvisorio.
L’esordio non è stato dei migliori: l’altro vice presidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico (Pd), ha denunciato sulla rete sociale di Facebook l’assenza nella riunione della commissione Bilancio di tutti i consiglieri di maggioranza eccetto il presidente, Emilio Nasuti, che è un finiano.
Il toto-nomi sugli assessori vede comunque ormai certo di un posto nell’esecutivo l’aquilano Gianfranco Giuliante, che lascerebbe la carica di capogruppo del Pdl all’Emiciclo. Dovrebbe avere le deleghe a Urbanistica, Edilizia, Ambiente e Parchi.
Ancora bagarre per il posto di assessore alla Protezione civile, mentre Chiodi sembra aver ormai deciso di tenere per sé la delega alla Sanità.
PAOLUCCI (PD) BOCCIA LE LARGHE INTESE
L’AQUILA – “Il nostro compito oggi non è quello di entrare in giunte istituzionali, bensì quello di consentire all’Abruzzo di voltare pagina”.
Lo afferma il segretario regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci, replicando all’ipotesi lanciata dal vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che aveva però auspicato non certo l’ingresso dei democrat nell’esecutivo, i cui posti vanno fin troppo stretti al solo centrodestra, ma “larghe convergenze” sui “temi fondamentali per il futuro”, richiamando l’idea di un “governo di responsabilità istituzionale” anche per la Regione. Governo in senso lato, evidentemente.
Ma se qualche timido segnale di dialogo c’è stato, la distanza tra i due schieramenti è ancora lontana, come ricorda Paolucci, che più che a convergenze ammette di puntare a costruire un’alternativa al centrodestra.
“Su sanità e ricostruzione – risponde – siamo stati e continuiamo a essere su posizioni opposte, sull’economia si sta aprendo una fase di disponibilità per la quale stiamo dando il nostro contributo di idee e proposte istituzionalizzando la vertenza Abruzzo sia a Roma che in Consiglio regionale”.
Secondo il segretario del Pd, “l’Abruzzo ha bisogno di risposte vere ai bisogni delle imprese e delle famiglie” e “la giunta Chiodi è stata finora immobile. La nostra azione di pressing quotidiano e la storica firma di un documento unitario fra tutte le associazioni imprenditoriali, di categoria e i sindacati abruzzesi – prosegue – ha scosso Chiodi. Tuttavia, ancora oggi, la Giunta regionale è priva di due assessori e senza una proposta chiara per il rilancio immediato di questa regione”.
“Da forza responsabile – conclude – dimostriamo ogni giorno di avere soluzioni per economia, servizio idrico, trasporti, sanità, sociale, enti strumentali e pubblica amministrazione. Riforme in grado di condurre la nostra Regione verso quella svolta epocale di cui ha assoluto bisogno. Su questi temi ci candidiamo a essere alternativa di governo”.






