PESCARA – La fondovalle Sangro come priorità infrastrutturale, l’individuazione delle aree candidabili ad acquisire i finanziamenti europei per lo sviluppo economico, il progetto per la banda ultralarga nelle aree rurali, gli aiuti per la marineria pescarese e le politiche di sviluppo portuali, la ricapitolarizzazione della Saga, la pista ciclopedonale della dorsale adriatica, il taglio dei costi della politica regionale, la ricostruzione post-terremoto, il rilancio della programmazione dei fondi europei, la riorganizzazione della macchina amministrativa della Regione e le strategie per uscire dal commissariamento della sanità.
Queste le principali iniziative della nuova Giunta regionale a 60 giorni dal suo insediamento.
Le ha elencate il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, prefigurando anche quelle da assumere nei prossimi 40 giorni, così da poter tracciare un nuovo bilancio dopo 100 giorni di lavoro.
Mancano 1.740 giorni alla fine della legislatura, il conto lo ha fatto sempre il presidente, e D’Alfonso sembra avere tutta l’intenzione di rendicontare step by step quello che fa.
Intanto ha consegnato ai giornalisti un dossier di 28 punti intitolato “Sessanta giorni di premure per l’Abruzzo” e ha anche rivendicato subito un merito: “Su una cosa mi dovete dare ragione: non abbiamo dedicato un minuto al litigio interno, mai una riunione inconcludente, per superare i problemi che noi abbiamo autoprodotto”.
Il presidente ha accennato anche alla riforma amministrativa, già al centro della polemica politica. A chi ha parlato di una “deriva autoritaria”, D’Alfonso ha ribattuto che si tratta di una “deriva organizzativa”, necessaria per realizzare le cose.
Tra le riunioni avute in questi due mesi di attività, D’Alfonso ha ricordato quella con Roberto Iodice, commissario ad acta preposto alla Gestione attività ex Agensud, con l’architetto Massimiliano Fuksas, per la ricostruizione delle aree terremotate, con Fabrizio Barca, sulle zone interne, e con Aldo Bonomi, quest’ultimo per la partecipazione dell’Abruzzo all’Expo 2015.
Per il futuro a breve scadenza c’è sicuramente l’infittirsi del dialogo con il governo centrale. D’Alfonso ha parlato di visita in Abruzzo all’inizio di settembre del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del sottosegretario Graziano Delrio.
D’Alfonso ha parlato comunque di una promessa di Renzi, grande assente dell’ultima campagna elettorale: “In occasione della mia partecipazione al Consiglio dei ministri durante la nomina a commissario per la sanità, Renzi mi ha detto, su mia precisa richiesta, che sarebbe venuto insieme a Delrio ai primi di settembre”.
Con gli esponenti del governo D’Alfonso ha intenzione di affrontare tre questioni: l’ulteriore accelerazione delle operazioni per la ricostruzione post-terremoto, la qualità dei nostri fiumi (“che deve diventare bersaglio di procedure speciali e straordinarie, perché dobbiamo ripulire i nostri fiumi per ripulire il nostro mare”) e infine fare in modo che l’Abruzzo e il Molise rientrino nel dossier dell’alta velocità ferroviaria.






