L’AQUILA – “Quello di Chiodi è stato un intervento disarmante, scivoloso, gelatinoso, pieno di insinuazioni, come quella rivolta a ‘piccoli magistrati in cerca di notorietà’ e non già ai magistrati che troppo spesso fanno finta di non vedere e di non capire”.
Lo ha detto il capogruppo dell’Italia dei valori all’Emiciclo, Carlo Costantini (nella foto).
“Quelli – ha aggiunto – vanno bene a Chiodi, come a Berlusconi, ma non vanno bene ai cittadini, alla stragrande maggioranza degli abruzzesi, a quelli che ingenuamente lo hanno votato, illudendosi che rappresentasse il cambiamento”.
“Ci ha dato degli sciacalli – ha proseguito Costantini – dimenticandosi che proprio da un’attività di sciacallaggio su una inchiesta giudiziaria è scaturita la sua elezione. Ha accusato i trasformisti, dimenticandosi che Berlusconi li paga perché diventino tali. Ha accusato i partiti che allevano la propria classe dirigente, dimenticando che lui stesso e quasi tutto il gruppo teramano è addirittura figlio di ex amministratori”.
“Ha detto di interpretare i diritti dei più giovani – ha continuato ad attaccare Costantini – ma non ha detto che voleva piazzare due inceneritori sotto il loro naso. Ha detto che bisogna lasciar lavorare i magistrati, ma poi si è cimentato in un’assoluzione preventiva di tutti i coinvolti nell’inchiesta”.
“Chiodi – ha concluso Costantini – ha tradito il proprio patto con gli elettori, ha esposto nuovamente l’Abruzzo al fango dell’ennesima inchiesta giudiziaria. Ha perduto anche l’ultimo barlume di credibilità nei confronti dell’intera società abruzzese. Basta e avanza per invocare ancora una volta le sue dimissioni, per il bene dell’Abruzzo e degli abruzzesi”.




