L’AQUILA – “Non è un bilancio falso, anzi, non è mai stato trasparente come oggi”.
Così il presidente della Regione, Gianni Chiodi, in risposta alle critiche delle opposizioni in Consiglio regionale nell’ambito della complessa operazione di approvazione di bilancio e finanziaria entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio.
Chiodi in risposta agli attacchi sottolinea che “il bilancio non sarà mai in equilibrio perché ci portiamo dietro un disavanzo gigantesco prodotto nel corso degli anni precedenti. Noi lo abbiamo ridotto – ricorda – ma dato che è enorme ci vorranno altri 20-30 anni per ripianarlo e la causa di questo è la gestione scellerata del passato. Ci sono ancora 450 milioni di disavanzo gestionale e nel corso degli anni sono stati distratti per altre finalità dal fondo nazionale sanitario 528 milioni che abbiamo dovuto ripagare”.
“Ci vuole grande faccia tosta a dire queste cose da parte dell’opposizione – contrattacca il governatore – ma non mi sorprende perché ormai la politica prescinde dai reali contenuti per ridursi a mera propaganda e disinformazione”.
Sulle problematiche del rendiconto, per Chiodi “qualunque regione in Italia che dovesse fare il rendiconto per ripianare il disavanzo accumulato negli anni finirebbe in default. Le nostre spese per stipendi e funzionamento della macchina sono 320 milioni – precisa – Se la anche Regione si fermasse per un anno non sarebbero sufficienti a ripianare il debito che è più alto”.
In conclusione, per Chiodi, sarà un “bilancio di estrema trasparenza e spero serva a richiamare al senso di responsabilità le forze di opposizione. Spero anche che nel futuro, chiunque dovesse governare, non si comporti come un saccheggiatore per fini legati al consenso ma come un buon padre di famiglia”.
Sul rischio di esercizio provvisorio, infine, Chiodi taglia corto: “Ci pagano per approvare il bilancio e saremo disponibili giorno e notte”, conclude.
SLITTAMENTI CONTINUI, IL PD CHIAMA STAMPA DI DOMENICA
Intanto, dopo gli slittamenti alle 17, alle 18 e alle 20 l’inizio della seduta è slittato alle 22. E l’opposizione del Partito democratico ha convocato la stampa domattina, domenica 29, “per relazionare su gravi irregolarità di Bilancio derivanti da notizie emerse nelle ultime ore”.
1.500 EMENDAMENTI PRESENTATI DALL’OPPOSIZIONE
Sono circa 1.500 gli emendamenti ostruzionistici al bilancio e alla finanziaria regionale presentati nella commissione competente dalle opposizioni di centrosinistra in Consiglio regionale che accusano la maggioranza di aver stilato “un bilancio falso”.
Mentre sta per iniziare l’esame dei due documenti da parte nelle commissioni consiliari riunite congiuntamente, l’azione delle minoranze fa capire chiaramente il livello della bagarre e che su bilancio e finanziaria è tutto in alto mare, tanto è vero che la seduta dalle 13 è stata spostata alle 17, alle 18 e quindi alle 20.
A quattro giorni dalla scadenza dei termini, si fa sempre più serio il rischio dell’esercizio provvisorio, il primo dell’amministrazione guidata dal presidente, Gianni Chiodi, proprio alla fine del mandato, visto che i due documenti non sono stati licenziati ancora dalla commissione e poi dovrà passare il vaglio del Consiglio.
A tale proposito, secondo il capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro, quando comincerà la seduta del Consiglio gli emendamenti potrebbero diventare il doppio per “denunciare il bilancio della bugia proposto dalla maggioranza di centrodestra, che fa venire al pettine i nodi di anni di finzioni”.
“Il centrodestra ha la responsabilità di un falso in bilancio, gli stessi revisori dei conti dicono che non c’è certezza del pareggio senza i rendiconti che negli ultimi anni non sono stati approvati e condizionano il parere all’espletamento di questo iter – spiega ancora D’Alessandro – meglio l’esercizio finanziario che un bilancio finto. Il nostro obiettivo è far conoscere la verità agli abruzzesi, non sappiamo cosa vuole fare la maggioranza per quanto ci riguarda abbiamo proposto un pacchetto di riforme non fatte dal centrodestra”.
Il presidente della commissione bilancio, Emilio Nasuti, che ha contingentato alle 13 i tempi della discussione nelle commissioni competenti, annuncia che si deve capire quali sono gli emendamenti ricevibili.
“Se le opposizioni faranno ostruzionismo, la commissione chiuderà i lavori alle 13 e gli emendamenti non discussi saranno esaminati in Consiglio, se invece si vuole parlare per trovare una intesa e andare in aula per approvare rapidamente, rimuoverò il contingentamento. Altrimenti, si andrà avanti a oltranza”.
ANCORA CONFUSIONE, ASCOLTATI I SINDACATI
Ancora una fumata nera per l’esame nel merito di bilancio e finanziaria regionale 2014 da parte delle commissioni riunite in sessione congiunta.
Stamani, i commissari hanno audito di nuovo i sindacati che, come ha spiegato il presidente della commissione Bilancio, Emilio Nasuti, hanno chiesto di essere ascoltati ancora.
Sono intervenuti i segretari regionali della Cgil, Gianni Di Cesare, e della Cisl, Maurizio Spina.
I lavori delle commissioni nel merito dovrebbero cominciare nel pomeriggio, ma non sono escluse altre sorprese alla luce del clima di confusione e incertezza che si sta respirando.
A questo punto, si annuncia un vero e proprio braccio di ferro tra la maggioranza di centrodestra e le opposizioni che hanno presentato circa 1.500 emendamenti in commissione per denunciare la contrarietà sulle due bozze presentate dal centrodestra.
I primi puntano ad approvare con una maratona bilancio e finanziaria entro il 31 dicembre, i secondi puntano a costringere il centrodestra all’esercizio provvisorio, cioé amministrare nei primi mesi del 2014, spendendo un dodicesimo delle poste inserite nello scorso bilancio, nell’ultimo anno di mandato della gestione del presidente, Gianni Chiodi.
Intanto, cambiando ancora una volta decisione, Nasuti ha spiegato che i tempi non saranno contingentati “perché si andrà avanti a oltranza, giorno e notte”.
“Mi metto a disposizione di chi vuole discutere, in commissione o in Consiglio non fa differenza, i nodi vanno affrontati sperando di chiarire e trovare una intesa sul migliore bilancio possibile nell’ultimo momento di difficoltà prima che l’anno prossimo si possa tornare programmare lo sviluppo in virtù del successo della nostra azione di risanamento”, ha concluso.
MASCI: “CREDO NEL SENSO DI RESPONSABILITA’ DI TUTTI”
“Credo fortemente nel senso di responsabilità di tutti, anche dell’opposizione, non vedo un motivo per cui non si debba chiudere il bilancio entro il 31 dicembre”. Così l’assessore al bilancio della Regione Carlo Masci.
Per Masci “chiuderemo il bilancio 2014 senza ricorso a risorse straordinarie, questo cioè nell’anno più difficile. Significa che si va verso un risanamento strutturale. La situazione rimane pur sempre critica, ma nel momento peggiore della crisi almeno noi proviamo a rimetterci in riga”.
Lo scorso 16 dicembre, intanto, la Giunta ha licenziato un documento, reso pubblico dal consigliere regionale Acerbo, nel quale è scritto che “nonostante il percorso di risanamento”, “permangono le criticità finanziarie rilevate anche nel 2013 e non si è ancora raggiunto l’equilibrio del bilancio compromesso, in particolare dalle rilevanti obbligazioni incomprimibili determinate da leggi di spesa pluriennali, dall’indebitamento diretto della Regione, dalla spesa corrente e ricorrente ancora elevata, dal deficit del servizio sanitario degli anni pregressi e dai contenziosi”.
A questo proposito Masci, che quel documento ha sottoscritto, spiega che “sono 6 anni che il bilancio abruzzese presenta criticità e che il ricorso alla leva fiscale aggiuntiva regionale nel 2014 sarà utilizzata in bilancio in attesa di vedere i conti durante l’anno, magari per chiedere la restituzione ai cittadini come fatto per il 2012. Ma con queste nostre manovre già nel 2015 saranno disponibili 30 milioni da mutui e nel 2016 si salirà a + 60 milioni”.
LE OPPOSIZIONI: ”QUESTO E’ UN BILANCIO FALSO”
“Bilancio sostanzialmente falso, perché basato su presupposti inesistenti”, secondo le opposizioni, quello che il Consiglio regionale si appresta a cercare di approvare.
La denuncia giunge dal consigliere regionale del Mov139 Carlo Costantini, ma anche dal capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro.
Costantini denuncia che “le inadempienze accertate dalla sezione regionale di controllo per l’Abruzzo della Corte dei Conti, quali il mancato invio dei rendiconti consuntivi, fermi all’anno 2010, e del bilancio di previsione 2013, approvato lo scorso anno, non hanno consentito alla stessa Corte di verificare il rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno, la sostenibilità dell’indebitamento e l’assenza di irregolarità capaci di pregiudicare gli equilibri economico-finanziari, compresi i rendiconti delle società controllate dalla Regione, così come hanno messo la Corte nell’impossibilità di procedere alla ‘parificazione’ del rendiconto regionale”.
D’Alessandro, invece, afferma che “sul totale di entrate di oltre 4 miliardi, più di un miliardo deriva dal presunto avanzo di amministrazione dell’anno precedente e proprio qui si consuma il falso, cioè il pareggio viene raggiunto con un miliardo di avanzo che giuridicamente non esiste, semplicemente perché non è stato approvato né il rendiconto del 2011, né il rendiconto del 2012, dai quali doveva derivare un avanzo”.
“A dirlo – aggiunge – non sono io, ma la Corte dei conti e i revisori che, tra l’altro, segnalano che il risanamento non è concluso”.
“La grande mistificazione di questi cinque anni – conclude – oggi trova la conclusione in un bilancio falso che rinvierà tra qualche mesi nuovi buchi e nuove tasse, questa è l’eredita di fine mandato di Chiodi”.
ACERBO: “FINANZIARIA NON CONCERTATA, VERGOGNA!”
Per il consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo è “vergognoso che finanziaria e bilancio non siano stati sottoposti alla concertazione come prevede lo Statuto”.
Per l’esponente di Prc questo è un “elemento emerso chiaramente nell’audizione di oggi dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil in commissione. È ancor più grave – ha proseguito – che la Giunta abbia consegnato ai consiglieri i documenti il 23 dicembre, non consentendo sostanzialmente quel dibattito e quegli approfondimenti necessari”.
“Come se non bastasse – ha sottolineato Acerbo – la maggioranza propone con un emendamento di intervenire sulla vicenda della Ria (retribuzione individuale di anzianità, ndr) con la proposta di un’interpretazione autentica che interviene sul contenzioso in corso. Ho chiesto che siano ascoltati i sindacati anche perché stamattina durante la loro audizione nessuno della maggioranza ha fatto cenno all’emendamento”.
A questo si aggiunge che “alcuni consiglieri di maggioranza hanno presentato un emendamento che cancella la norma che vieta il cumulo dell’indennità da incarichi regionali con vitalizio da ex-consigliere regionale. Può darsi che l’abbia suggerita il direttore dell’Arta Amicone – ha concluso – visto che da ieri circola nel palazzo dell’Emiciclo e che contro questa norma è ricorso ai tribunali”.






