L’AQUILA – Dopo la parentesi a Pescara per la sessione invernale con le due sedute di inizio 2020, il Consiglio regionale il prossimo 3 marzo tornerà a riunirsi nella sua sede canonica, all’Emiciclo dell’Aquila. E, almeno sulla carta, sarà una giornata particolarmente rilevante: si parlerà di coronavirus, con le previste comunicazioni del governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, all’inizio dei lavori. 

Finirà ufficialmente, poi, l’avventura del consigliere di centrosinistra Giovanni Legnini in consiglio, nominato commissario per la ricostruzione post terremoto del Centro Italia. 

Ma soprattutto ci saranno due casi spinosi per la maggioranza di centrodestra. Il primo è la nomina del componente della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, la seconda è una modifica di legge che parificherà il sottosegretario alla presidenza di Giunta, Umberto D’Annuntiis di Forza Italia, ad un assessore, con conseguente aumento di stipendio e sopratutto con la possobilità della “surroga”, ovvero l’ingresso in consiglio del primo dei non eletti che è il forzista ed ex sindaco di Atri, Gabriele Astolfi, come avviene appunto con gli assessori.

Nel primo caso andrà in scena la prova di forza di Fratelli d’Italia e, in particolare, del governatore che ha fatto un endorsment personale, che spinge sull’acceleratore per la designazione dell’ex consigliere ed assessore regionale di Fi, l’avvocato teramano Paolo Gatti a componente della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, un incarico con un compenso di un milione di euro lordo per cinque anni.

Designazione fatta tra le polemiche con un decreto dal presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Fi, e poi ritirata per portare la decisione all’attenzione dell’assemblea. Sulla vicenda Fdi e parte di Fi, contrario è il coordinatore regionale, il senatore Nazario Pagano, dovranno fare i conti con la Lega che ha minacciato la crisi all’atto della designazione nello scorso mese di novembre.

La vicenda è contrassegnata dalle tensioni in maggioranza culminate con il passo indietro del presidente Sospiri, che ha deciso di portare la questione al voto dell’aula nonostante un atto di designazione già firmato. Le frizioni con la Lega, in particolare, che ha messo sul piatto il mancato accordo sulle prossime amministrative (in primis su Fabrizio Di Stefano a Chieti) ha spinto Sospiri a cedere alle pressioni. La prova del voto sarà insidiosa per il centrodestra, visto che l’asse FdI-parte di Forza Italia dovrà scontrarsi contro i dieci consiglieri della Lega. 

Da capire anche come agiranno le opposizioni di centrosinistra e del M5S, che finora si è detta contraria non alla persona Gatti, ma alla procedura tanto da fare una battaglia vincente per far annullare la designazione che non sarebbe stata competenza di Sospiri ma del Consiglio. 

A minare il clima, secondo alcuni rumors, ci sarebbe la dura presa di posizione di Marsilio che avrebbe minacciato di mandare a casa tutti, se la maggioranza non avesse votato in maniera compatta. Altro rumors emerso, il fatto che sarebbe in dirittura d’arrivo proprio il passaggio dell’avvocato teramano, “mister diecimila voti”, proprio in Fratelli d’Italia. 

Nello stesso giorno arriva in aula a firma, ancora una volta, del presidente del Consiglio Sospiri, un progetto di legge di modifica alla legge regionale 30 del dicembre 2004 “Disposizioni in materia di ineleggibilità incompatibilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale”.

Semplicemente si aggiunge un articolo, il 3 bis, in cui si stabilisce che “la carica di assessore regionale è quella di sottosegretario alla presidenza della giunta sono incompatibili con la funzione di consigliere regionale”.

E dunque anche il sottosegretario potrà essere “surrogato”, come già avvenuto, a partire da questa legislatura, con gli assessori, da parte di un consigliere, il primo dei non eletti, che opererà in sua vece, e tornerà a casa se l’assessore – e d’ora in poi se passa il pdl, anche il sottosegretario – perderà la carica. 

Con un secondo provvedimento, coerentemente, si equipara il trattamento economico del sottosegretario alla presidenza della giunta quello dell’assessore regionale.

L’ipotesi di allargare la giunta, era già stata avanzata a inizio legislatura, e infatti il progetto di legge porta la data del 4 aprile 2019, un mese dopo le elezioni. Norma che poi è rimasta in stand by, viste le forti perplessità della Lega. Non è forse un caso che il testo arriva in aula senza essere passato al vaglio delle commissioni, e su iniziativa del presidente del Consiglio regionale.  

Di fatto a volere la norma è soprattutto Forza Italia, con la sponda di Fdi, per far entrare in consiglio Astolfi, e rafforzare il suo peso in giunta, dove D’Annuntiis ha la delega a Trasporti pubblici locali, Lavori pubblici, Infrastrutture e Difesa del suolo.

Sul fronte Legnini infine è prevista la ratifica delle sue dimissioni con gli adempimenti conseguenti, ovvero il ritorno di Pierpaolo Pietrucci, del Pd, non eletto per una manciata di voti, nonostante i 4.760 consensi.

Legnini è diventato commissario a tempo pieno all’emergenza sisma 2016 del Centro Italia, dopo aver perso le elezioni contro Marsilio. L’ex vice presidente del Csm di fatto ha già salutato nel corso dell’ultima seduta, a Pescara, auspicando una maggiore cura delle funzioni legislative. 

All’ordine del giorno anche la designazione del componente del Cda dell’Istituto zooprofilattico di Teramo.