CHIETI – Lo si vociferava da giorni, oggi la conferma: il capogruppo del Movimento 5 stelle in Consiglio, Sara Marcozzi, due volte candidata alla Presidenza della Regione Abruzzo, lascia ufficialmente il Movimento per aderire a Insieme per il futuro, nuova formazione politica nata con la clamorosa scissione del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
L’annuncio, ampiamente previsto, è arrivato oggi in una breve conferenza stampa, al termine di quello che per la Marcozzi è stato un “travaglio interiore e sofferente, è una scelta inevitabile, soprattutto dopo gli eventi degli ultimi giorni”.
“Lascio il MoVimento 5 Stelle che in Abruzzo ho contribuito a creare e a far crescere per aderire al progetto Insieme per il Futuro di Luigi Di Maio. Le ragioni sono molteplici e sono maturate e sedimentate in me nel corso degli ultimi mesi. Attendevamo tutti una riorganizzazione, maggiore partecipazione e democrazia interna e, invece, il MoVimento si è trasformato nel partito di Giuseppe Conte dove tutte le nomine sono calate dall’alto e non c’è spazio di confronto e discussione”, ha detto Marcozzi.
Insieme a Marcozzi, in conferenza stampa di addio al M5s erano oggi presenti il senatore Primo Di Nicola, e il deputato Gianluca Vacca, ex sottosegretario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nel Governo Conte primo, che assieme al deputato Daniele Del Grosso, componente della Commissione Cultura, sono gli onorevoli abruzzesi che hanno detto addio al partito di Giuseppe Conte.
Primo Di Nicola è stato designato come capogruppo al Senato, Daniele Del Grosso svolgerà il ruolo di delegato d’aula alla Camera, e a Gianluca Vacca è stato affidato il ruolo di tesoriere della nuova compagine politica.
Marcozzi, storicamente legata a Di Maio, ha spiegato anche che l’uscita di oltre 60 parlamentari, di ex ministri, viceministri e sottosegretari, avrebbe dovuto indurre alla riflessione e all’autocritica. “Invece, purtroppo, si è persa l’ennesima occasione per mostrare maturità politica”.
In consiglio regionale il gruppo M5s scende a quattro componenti, con Pietro Smargiassi, presidente della commissione Garanzia e statuto, il vice presidente vicario Domenico Pettinari, pezzo da novanta del movimento, che alle regionali del 2019 ha preso 9.563 risultando il più votato in assoluto, e ancora Barbara Stella, Francesco Taglieri e Giorgio Fedele.
Ad aver abbandonato in consiglio regionale M5s è invece da tempo Marco Cipolletti, ora al gruppo misto.
“È una scelta alla quale arrivo con travaglio interiore e sofferenza, ma è una scelta inevitabile, soprattutto dopo gli eventi degli ultimi giorni – ha spiegato ancora Marcozzi -. L’uscita del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha condotto da capo politico il Movimento alla vittoria delle elezioni politiche del 2018, l’uscita di oltre 60 parlamentari, di ex Ministri, Vice Ministri e Sottosegretari, avrebbero dovuto indurre alla riflessione e all’autocritica. Invece, purtroppo, si è persa l’ennesima occasione per mostrare maturità politica. C’è chi, addirittura, ha stappato bottiglie e festeggiato, dimostrando di aver perso completamente il contatto con la realtà”.
Ha poi incalzato: “Attendevamo una maggiore considerazione dei territori e degli amministratori locali ma abbiamo assistito a una sempre maggiore centralizzazione e “romanizzazione” della gestione del movimento, subendo scelte politiche dettate da convenienza elettorale piuttosto che dall’interesse degli italiani. Tutto ciò non è più tollerabile. Non sono più tollerabili le ambiguità perpetrate dalla dirigenza del M5S che critica Draghi ma al contempo sostiene il Governo. Non è tollerabile – è anzi assai pericolosa – la strumentalizzazione della politica estera per fini personali all’interno del Movimento e di propaganda all’esterno. La situazione in cui si trova il nostro Paese, alle prese con la recrudescenza della pandemia e l’inasprirsi del conflitto Russo-Ucraino, impone serietà e sincerità. Dobbiamo essere sinceri con i cittadini, le difficoltà di italiani e abruzzesi chiamano tutti a fare un passo in avanti, non dieci indietro”.
“È assurdo continuare a raccontare la favola del “ritorno al M5S di un tempo”, abbiamo capito – soprattutto dopo diversi anni all’interno delle Istituzioni – che la denuncia fine a sé stessa non paga, è inutile e a volte anche dannosa – prosegue Marcozzi -. Il Paese e la nostra regione ci chiedono ben altro, ci chiedono soluzioni a problemi reali, non un selfie davanti a un cantiere, un ospedale o una fabbrica che sta per chiudere. Partendo dal gruppo di Insieme per il Futuro abbiamo la possibilità di costruire un nuovo progetto, partendo da una prima fase costituente che possa aggregare forze politiche. Dobbiamo andare oltre gli slogan, parlare di soluzioni concrete e affrontare la realtà a viso aperto, con gli strumenti che le complessità che il momento richiede. Arriviamo da oltre due anni di pandemia, con una guerra alle porte dell’Europa che sta avendo ripercussioni gravi su tutto il nostro tessuto economico e sociale. Concretezza, serietà, apertura e collaborazione con l’intera società civile devono essere i nostri punti di riferimento per ogni attività. Ci metteremo a lavoro da subito, partendo dal territorio e dall’ascolto degli amministratori, raccogliendo i problemi e proponendo soluzioni. Le prime reazioni e i primi dati sono molto incoraggianti, lavoreremo nel solo interesse dei cittadini” .
Dalla parte opposta, dentro M5s, a suonare la carica, nel giorno del suo compleanno, è invece Pettinari: “Nei prossimi giorni dobbiamo essere determinati con più forza e coraggio a condurre alcune sacrosante battaglie per la nostra gente . Lotta alla criminalità e tutela del diritto alla salute contro lo scempio di una sanità distrutta.. Dobbiamo andare al fronte. Dove si combatte senza esclusione di colpi . Dove si è chiamati al sacrificio. Dove l’unica parola d’ordine è lottare. Io non devo recuperare l’identità perché credo non averla mai persa ma se qualcuno si sente di dover recuperare qualcosa questo e’ il momento di arruolarsi all’esercito del bene per le sacrosante battaglie che si conducono a testa alta e con la schiena dritta . Senza fare sconti . O con noi o con loro . O dalla parte del bene o dalla parte del male . Non ci sono scappatoie o vie di mezzo . Organizzerò (continuerò) grandi battaglie. Organizzerò forti manifestazioni. Organizzerò la piazza. Promuoverò legalità e giustizia a tutti i costi . Per gli ultimi e indifesi . Per il nostro popolo dimenticato . Perché gli abruzzesi meritano di più “.
In base ai dati di un sondaggio Winpoll-Il Sole 24 Ore, il Movimento 5 Stelle scende al 6,9%, Insieme per il futuro è dato al 4,7%.
Per stimare l’effetto Di Maio – si legge sul quotidiano – agli intervistati è stato chiesto sia come avrebbero votato nel caso in cui non fosse presente il partito del ministro degli Esteri sia nel caso in cui ci fosse il suo partito, Insieme per il Futuro.
Nel primo scenario il Movimento è stimato al 9,9 %. Il dato è inferiore di 2,4 punti percentuali rispetto alla media dei sondaggi della settimana 12-18 Giugno (Termometro Politico).
Nel secondo scenario scende al 6,9%, mentre il partito di Di Maio è stimato al 4,7%.
Intanto di Di Maio ha preso il controllo dell’ufficio di presidenza, portando nel suo gruppo il questore Francesco D’Uva e tre segretari d’Aula: Luigi Iovino, Alessandro Amitrano e Tiziana Daga. Con Conte restano la vicepresidente Maria Edera Spadoni e Azzurra Cancelleri. E questo significa maggiori fondi e poltrone per staff e comunicazione.





