L’AQUILA – “Ancora una volta l’Assessore alla Caccia Mauro Febbo, messo all’angolo dalle pressioni dei cacciatori, ha inserito nel calendario venatorio diversi elementi peggiorativi a danno della fauna”.
Ad affermarlo, in una nota, Marialucia Santarellli, Delegata Resp. Abruzzo Associazione Animalisti Italiani Onlus e Marina Angela Anna Gallo
Delegata Resp. Abruzzo Associazione LAC.
“E’ stato infatti quasi integralmente fatto proprio dall’Assessore il documento presentato dalle associazioni venatorie che chiedevano l’estensione dei periodi di caccia, l’estensione del periodo di allenamento cani e l’eliminazione di alcune restrizioni su tempi e modi di caccia”.
“La Regione autorizza inoltre a cacciare ben dieci specie di uccelli (ghiandaia, colombaccio, cornacchia grigia, fischione, moriglione, marzaiola, gallinella d’acqua, porciglione e pavoncella) fino a febbraio e sarà ancora consentito il nomadismo venatorio in tutta le Regione, nonostante i dubbi di legittimità espressi dai giudici amministrativi del TAR. Sarà possibile sparare a diverse specie di animali considerate in declino (specie SPEC) dalla comunità scientifica”.
“I cari nemici degli animali Chiodi e Febbo hanno anche ignorato quanto imposto dalla recente ennesima sconfitta al TAR che non riguarda soltanto il calendario venatorio impugnato (quello dell’anno scorso) ma, a parere dei giudici, anche i calendari successivi: “….di modo che ne derivi un effetto in senso ampio conformativo sulla periodica attività dell’amministrazione in materia”.
La gente considera immorale sparare ad animali. L’80 % degli italiani ritiene che la caccia debba essere vietata o fortemente ridotta (IPSOS 2010) mentre, al contrario, la strafottenza venatoria della Regione Abruzzo non si arresta neppure dietro ai richiami dei giudici del TAR, della Corte Costituzionale, dell’ISPRA e dell’Unione Europea.
E’ inaccettabile che la maggior parte del mondo politico regionale continui questo esercizio di sudditanza verso il mondo venatorio oramai vecchio e destinato all’estinzione avendo la maggior parte dei cacciatori un’età compresa tra i 65 e i 78 anni (elaborazione Coldiretti su dati Istat e Federcaccia).
Le Associazioni LAC ed Animalisti Italiani Onlus valuteranno tutte le iniziative utili a ridimensionare le velleità venatorie della Regione a tutela degli animali e della volontà dell’80% dei cittadini abruzzesi.
L’Aquila, 10 agosto 2012





