L’AQUILA – Sono giorni di calma apparente, in seno all’amministrazione regionale, dopo che la crisi di maggioranza è in qualche modo rientrata e il mini-rimpasto si è perfezionato, ma c’è il timer innescato ed è pronta a esplodere una nuova grana, quella di Sinistra ecologia libertà.

Il partito vendoliano è rimasto fuori dalla Giunta regionale suo malgrado, con Mario Mazzocca che ha perso il posto da assessore, facendo entrare il “ribelle” Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico, padre della crisi, e ne ha trovato uno non ancora formalizzato da sottosegretario, lasciato libero dal democrat Camillo D’Alessandro.

Una soluzione che Sel ha rifiutato prima che andasse in porto, con un’assemblea regionale i cui esiti negativi sono stati anticipati da AbruzzoWeb, ma anche dopo, quando il presidente, Luciano D’Alfonso, ha furbescamente indicato in conferenza stampa e nei comunicati Mazzocca sottosegretario come fosse cosa fatta, e invece quest’ultimo ancora non firma nulla.

E qui sta la miccia di una nuova crisi. Secondo quanto si è appreso, infatti, se alla fine il sottosegretario si piegherà a rimanere tale, accettando l’incarico in via formale e definitiva, alcuni circoli Sel abruzzesi sarebbero pronti a sciogliersi come forma di protesta.

Una patata decisamente bollente nelle mani del coordinatore regionale, Tommaso Di Febo, che da subito aveva detto no allo spostamento da un ruolo all’altro, almeno fin quando D’Alfonso non avesse convocato e concluso una doverosa verifica a un anno e mezzo delle Regionali del 25 maggio 2014.

Il motivo del rifiuto è di natura tecnica e politica. Da un lato, il sottosegretario non fa riferimento a capi dipartimento né a tecnostrutture, i suoi provvedimenti sono figli della Presidenza della Giunta, non può proporre, quindi, delibere di Giunta se non attraverso il canale presidenziale e non può neanche votarle.

Questo comporta un corollario politico, il sottosegretario è un vero e proprio braccio destro del presidente, come d’altronde lo è stato, e lo è anche ora senza poltrone, D’Alessandro, e inserire un uomo di Sel all’interno di questo quadretto vorrebbe dire mettere il bavaglio a una delle voci critiche del centrosinistra, visto che, arraffato l’assessorato, Gerosolimo e i suoi hanno subito sopito ogni discussione sui temi della cultura e altro sui cui hanno invece brillantemente argomentato nei giorni pre-rimpasto.

In questo clima incandescente tutto è nelle mani di Mazzocca che si è chiuso nel mutismo più assoluto ma che, da quanto appreso, ci terrebbe a rimanere in maggioranza e portare avanti le battaglie che ha cominciato da assessore, dalle trivelle alla protezione civile, seppur depotenziato a sottosegretario. “Per l’Abruzzo farei anche il suonatore di piattini”, ha detto ecumenico a questo giornale.

Una posizione, questa dei piattini, ben diversa quella che trapela dal partito: si vorrebbe un Mazzocca semplice capogruppo del monogruppo di Sel, in appoggio esterno al governo dalfonsiano che votasse sì solo ai provvedimenti confacenti alla linea.

Se accetterà la proposta, Mazzocca romperà con Sel e tornerà a essere a tutti gli effetti un democratico, del partito cui, pochi lo hanno ricordato, è appartenuto fino al 17 aprile 2014 quando, dopo essere stato escluso dalla lista dem pescarese per le regionali, l’ex sindaco di Caramanico Terme (Pescara) ha trovato posto e poltrona tra i vendoliani.

E il partito appare sempre più spaccato. Il deputato Gianni Melilla e il consigliere comunale ed ex regionale Daniela Santroni sarebbero d’accordo a rimanere con il centrosinistra, ma la base non la pensa così e nell’ultima direzione i filodalfonsiani sono andati sotto.

E ora gli esponenti di Sel sfidano Mazzocca: “Se non vuole sedere a tutti i costi su una poltrona per tenersi l’auto blu e gli altri privilegi, allora lo dimostri”.

In questo clima di veleni, Sel domani riunisce nuovamente la direzione regionale, alle 17 presso la sede della Cgil di Pescara.

Secondo quanto appreso, nella convocazione gli iscritti sono stati invitati a “ritirare l’accredito per il tesserino”, indicazione che sta a significare come all’orizzonte si profili un voto. Chissà che non sia quello decisivo.

SEL ATTACCA ABRUZZOWEB, LE ‘LEZIONI’ DI UN PARTITO SPACCATO CHE NON SA CHE FARE

Sinistra ecologia libertà abruzzese, formazione che fa attività politica anche di scarso rilievo, visto il consenso di appena il 2,3% rimediato alle ultime elezioni regionali, si scopre essere anche un partito esperto in comunicazione e tecnica giornalistica.

Ha infatti suscitato un pandemonio, e l’invio di una nota piena di ‘utili’ lezioni di giornalismo, l’articolo di oggi di AbruzzoWeb che riporta la circostanza di alcuni circoli vendoliani pronti a sciogliersi se Mario Mazzocca accetterà la nomina a sottosegretario alla Presidenza della Giunta.

Un articolo fondato sulle informazioni apprese da fonti bene informate e interne a Sel. Fonti che non sono state svelate, anche dopo la pressante richiesta dei vertici del partito, per correttezza, ma soprattutto per l’obbligo imposto dalla legge sulla stampa, che vale perfino davanti ai giudici. Ma questo forse a Sel non interessa.

È evidente che la reazione scomposta, corredata anche di minacce di querela, peraltro non si capisce per quale reato, presentate con un atteggiamento di finta cordialità dal segretario regionale, Tommaso Di Febo, che ha parlato di “circoli che vogliono querelare”, dimostra come questo giornale abbia colpito nel segno e abbia toccato un nervo scoperto.

La violenza verbale della replica di Sel rivela l’assoluto imbarazzo del partito di fronte al suo defenestramento dalla Giunta regionale, con il contentino della nomina a sottosegretariato, un ruolo assolutamente non calzante per Mazzocca, il quale peraltro continua a interpellare i cronisti di questo giornale.

Non si capiscono questo sdegno e questa presa di distanza quando nella direzione regionale di domani, all’ordine del giorno c’è proprio questo delicato punto da votare:: la permanenza o meno nella squadra di governo, pur con un ruolo rivisto al ribasso.

Viene il sospetto che la reazione esagerata sia suggerita da professionisti della politica come il deputato Gianni Melilla e il consigliere comunale Daniela Santroni, oltranzisti della fedeltà a D’Alfonso ma che, comunque, a oggi sono l’anima perdente all’interno di un partito più che mai spaccato.

A decidere saranno gli iscritti e non AbruzzoWeb, che peraltro dà riscontro ai propri lettori e non agli elettori di Sel.

Certo è che la presenza di voci assolutamente discordi tra le fonti di questo giornale prova l’imbarazzo di molti territori, se non quello di Pescara, che si è dissociato attraverso la telefonata del coordinatore Daniele Licheri, che aveva promesso l’invio di un secondo comunicato, mai arrivato.

Quest’ultimo, così come Di Febo, dovrebbe ricordare che essere vertici politici di un partito non significa avere l’automatismo del controllo della base a meno di non voler occhieggiare al Pcus.

“L’articolo apparso oggi sul sito web di AbruzzoWeb in merito allo scioglimento dei circoli non è assolutamente vero, nessuno ha mai minacciato di sciogliere i circoli”, ha ribadito anche Roberto Ettorre  coordinatore comunale Sel Pescara.

A questo giornale, invece, continua a risultare il forte vento di protesta e non sono certo gli insulti o le minacce di Sel che possono cambiare la situazione.

Anziché che con AbruzzoWeb, Sel dovrebbe prendersela con il presidente D’Alfonso, che ha giustiziato questo partito per mettere dentro Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico dopo la sua fronda per accaparrarsi una poltrona. Un rimpasto che per molti analisti ha suggellato l’inciucio con il centrodestra in nome della tenuta della maggioranza.

LA NOTA DI SEL

In merito all’articolo uscito sul quotidiano on-line Abruzzoweb dal titolo “REGIONE: BOMBA SEL, SCIOGLIERA’ CIRCOLI SE MAZZOCCA ACCETTA SOTTOSEGRETARIO”, come SEL Abruzzo stigmatizziamo la ricostruzione dei fatti riportata nell’articolo, poiché totalmente falsa, priva di ogni fondamento e tendenziosa.

Il nostro partito domani terrà l’assemblea regionale per prendere le necessarie decisioni dopo la verifica programmatica.

Riteniamo che chi ha a cuore la corretta informazione dei cittadini, nell’esercizio della professione giornalistica, debba selezionare le proprie fonti in base alla loro autorevolezza e credibilità.

Citare fatti non corrispondenti al vero, così come riportare posizioni di persone e rappresentanti politici senza averli interpellati, non rendono un buon servizio alla comunità dei cittadini e superano ogni limite imposto dalla deontologia professionale per una chiara e corretta informazione giornalistica. Ricordiamo che la stampa ricopre un ruolo di primissimo rilievo in un sistema democratico, tanto da spingere i parlamenti a codificare norme penali punirne gli abusi.

Crediamo sia utile limitarsi a riportare i fatti senza inventare narrazioni distorsive basate su soffiate intercettate nei corridoi dei palazzi della politica. Invitiamo questa redazione ad interpellare i soggetti protagonisti delle vicende riportate per ruoli e responsabilità, nonché al rispetto degli iscritti e dei militanti di un partito come Sel, il cui dibattito interno merita di essere raccontato per quel che è senza dipingere posizioni e scenari che travalicano i limiti del grottesco.

Il Coordinamento Politico Regionale Sel Abruzzo