L’AQUILA – Madri e lavoro, ecco il programma di rimborso spese, tramite l’elargizione di un assegno di maternità, deciso per dare un aiuto a quelle mamme che lavorano e che hanno a carico figli fino all’età di tre anni.
La Regione Abruzzo infatti ha deliberato, con un provvedimento operativo già dalle prossime settimane, di destinare un contributo di 2 mila euro alle mamme con figli da 0 a 3 anni affinchè possano essere agevolate nel far fronte alle spese che ciascuna famiglia con figli piccoli deve sostenere, ad esempio i servizi di cura ed i servizi socio-educativi dei figli, oppure la quota di iscrizione per l’asilo.
Il rilascio del contribuito, detto ‘assegno di maternità’, è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Lavoro e Politiche sociali, Paolo Gatti, potendo contare sui fondi messi a disposizione per l’ Abruzzo dallo Stato pari a 367 mila euro.
È competenza del Comune di residenza, invece, la verifica dei requisiti necessari al contributo, e l’assegno è considerato una prestazione assistenziale erogata all’INPS, sempre in presenza di determinati requisiti.
Tra l’altro il contributo, non comunabile con altri trattamenti previdenziali, spetta alle cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie (queste ultime in possesso della carta di soggiorno) e può essere richiesto dalla madre naturale ma anche dalla madre adottante e dal padre adottante, purché entrambi abbiano il requisito di residenza in Italia e cittadinanza italiana.
L’importo dell’assegno è pari a 1.916,22 euro.
Con questo contributo si cerca anche di evitare l’abbandono del lavoro da parte di quelle donne che vogliono lavorare ma che devono occuparsi direttamente di figli piccoli (la maternità infatti risulta ad oggi la causa principale della rinuncia al lavoro femminile).
Si è cercato anche di venire incontro alle madri con qualche agevolazione, come il divieto del lavoro notturno e lo svolgimento di lavori faticosi propri dei turni notturni; il divieto di licenziamento, che comincia dall’inizio del periodo di gravidanza e si conclude al compimento di un anno di età del bambino; il diritto al rientro, laddove le lavoratrici hanno diritto a conservare il proprio posto di lavoro svolgendo le stesse mansioni e rientrando nella stessa unità produttiva.
Alla tutela del posto di lavoro si aggiunge infine l’assegno di maternità, per agevolare le donne-madri nelle cospicue spese sostenute per ogni figlio piccolo.






