L’AQUILA – Prove di dialogo e accordo vicino nella Giunta per il regolamento del Consiglio regionale sulla nuova versione “light” della cosiddetta “legge bavaglio” o “ammazza ostruzionismo”, a seconda dei punti di vista, che ha provocato una marea di polemiche nelle scorse settimane.
Opposizione di centrodestra e consiglieri di maggioranza, a eccezione dunque del Movimento 5 stelle, hanno infatti sottoscritto una proposta di modifica del sub-emendamento a firma del consigliere del Partito democratico Camillo D’Alessandro, che ha introdotto, tra le proteste, la facoltà per la Giunta regionale di dichiarare urgente una legge, cancellando di fatto tutti gli emendamenti, al fine di contingentare i tempi di approvazione.
Con le nuove modifiche concordate, la “tagliola” passerà ma non si potrà applicare a norme relative alla legge elettorale, Statuto regionale e funzionamento del Consiglio.
Inoltre, per i progetti di legge in materia sanitaria e politiche della salute, ciascun consigliere potrà discutere non più di 5 emendamenti.
Su tutto il resto, infine, la Giunta potrà applicare la “tagliola”, compresa la legge di bilancio, le cui approvazioni hanno abituato gli abruzzesi negli anni a maratone notturne, ostruzionismi memorabili e sveltine notturne tra i mercanteggiamenti.
E paradossalmente potranno essere sforbiciate dall’ostruzionismo con l’uso della via breve anche le norme sulla cultura, proprio quelle che avevano dato il La all’ultima invasione di emendamenti dal centrodestra, in quel caso per contrastare la volontà di rifinanziare l’Istituzione sinfonica, saltata anche grazie ai franchi tiratori di maggioranza che hanno aperto una crisi.
Restano contrarissimi i consiglieri grillini. “Sono modifiche minime – spiega ad AbruzzoWeb il vice presidente della Giunta per il regolamento, Riccardo Mercante – Il bavaglio resta, perché la Giunta potrà decidere su tante leggi importanti di cancellare il diritto dell’opposizione di presentare emendamenti migliorativi”.





