L’AQUILA – “Per quanto riguarda la tempistica di approvazione del bilancio di previsione della Regione va ormai tenuto conto del necessario coordinamento tra legge di stabilità regionale e nazionale”.
L’assessore regionale al bilancio Silvio Paolucci non ci sta a salire sul banco degli imputati, a seguito della deliberazione del 3 dicembre della sezione di controllo della Corte dei conti che è tornata a censurare severamente la Regione Abruzzo, rea di non aver inviato entro i termini stabiliti dalla legge la relazione sul bilancio di previsione 2015, fornendo spiegazioni sulle mancate rendicontazioni degli anni precedenti, e di non aver approvato nei termini il documento di programmazione economica finanziaria per il 2105.
Ritardo, quest’ultimo, che calendario alla mano, è stato replicato anche quest’anno, in vista del bilancio di previsione 2016.
Ma per Paolucci il nocciolo della questione è che per la Regione Abruzzo, come per altre Regioni, approvare un bilancio di previsione prima che il Governo a Roma abbia approvato il suo, ovvero la legge di stabilità, è operazione impossibile.
Le precisazioni di Paolucci arrivano a poche ore dalla riunione di giunta che stasera approverà la delibera di bilancio di previsione 2015. Paolucci rende poi noto che la documentazione per i rendiconti 2013 è stata depositata proprio oggi, precisando che “il termine del 9 dicembre era stato concordato con la stessa Corte”.
Fuori il tempo massimo, al di là delle scadenze formali resta l’approvazione del bilancio e del documento di programmazione economica e finanziaria. ma appunto i tempi tempi formali della Corte dei conti, sono diversi da quelli a cui deve attenersi la politica.
“Anche nel documento di prossima approvazione da parte del Parlamento – evidenzia ad esempio Paolucci – è presente una modifica normativa e di registrazione contabile concordata dall’Abruzzo nel tavolo delle Regioni e con il Governo, che ci consentirà di utilizzare le economie in giacenza, tra le quali 237 milioni per le Asl”.
Insomma, senza certezza di queste risorse, sarebbe impossibile far quadrare i conti,
Resta poi aperto il nodo delle mancate rendicontazioni.
La Corte dei conti il 3 dicembre ha ribadito come ancora in essere il comportamento omissivo della regione “nella redazione dei documenti consuntivi, non avendo inviato né la bozza di rendiconto del 2013 né quella del 2014”.
Con la conseguenza che “i bilanci preventivi sono stati approvati sulla base di avanzi presunti e mai assestati”.
Sono stati proprio questi comportamenti omissivi a portare alla clamorosa sentenza della Camera di Consiglio del 17 luglio, che per la stessa inadempienza, aveva inoltrato una segnalazione al presidente del Consiglio Matteo Renzi, “anche ai fini delle valutazioni di competenza ai sensi degli articoli 120 e 126 della Costituzione”.
L’articolo 126 che prevede “lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge”.
Ipotesi poi smentita dal presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri, precisando che non sussiste rischio di scioglimento, perchè le omissioni sono “responsabilità di “passate gestioni”.
Argomentazione rilanciata oggi da Paolucci.
“Sulle questioni relative al pregresso – spiega l’assessore – restano fermi gli impegni presi dall’attuale Governo regionale ma va di nuovo sottolineato che si sta ponendo rimedio ad anni di ritardi sul riallineamento dei documenti contabili.”
“Stiamo ponendo riparo – prosegue Paolucci – ad una situazione che perdurava da tempo mettendo in campo un nuovo modello gestionale in modo da rispondere anche alle questioni sollevate dalla Corte dei Conti. Gli strumenti contabili saranno riallineati nel 2017 ma va ricordata la tradizione di non accertare i residui che ha caratterizzato le ultime legislature”.






