L’AQUILA – “Abbiamo fatto una scelta nella partita più difficile, sosteniamo in ogni parte d’Italia i candidati di Forza Italia e qui in Abruzzo un antico militante delle battaglie della destra, e speriamo di arrivare a una vittoria del presidente Gianni Chiodi”.

Così Francesco Storace, leader de La Destra, all’Aquila a sostenere il candidato alle Regionali Gianfranco Giuliante, anche lui sicuro di una rimonta e di una vittoria finale.

“Lasciamo la Regione senza debiti – spiega Giuliante – dall’anno prossimo, finito il mutuo delle cartolarizzazioni, avremo 60 milioni di euro l’anno da investire. Dall’altra parte ci sono invece personaggi come Grillo che intercettano la pancia dei cittadini con slogan acquei”.

Riprende la parola il segretario della Destra e lancia la mina: “Il complotto non l’ha inventato Silvio Berlusconi, l’ha svelato l’ex ministro del tesoro di Barack Obama, il quale ha racconta quello che sospettavamo, e cioè che nel 2011 il governo fu buttato giù da un disegno intenzionale con il ricatto dello spread e tutto quello che abbiamo subito, perché rivendicavamo un’autonomia e una sovranità del nostro Paese, economica e politica, nei confronti del’Europa”.

“Il protagonista principale della manovra fu Mario Monti, il suo silenzio di questi giorni la dice lunga”, accusa apertamente.

E poi il ruolo del presidente Giorgio Napolitano, argomento spinoso per Storace, sotto processo per vilipendio per aver definito nel 2007 ’indegno’ il capo dello Stato.

“Il ruolo del capo dello Stato non fu chiaro, mettiamola così, non vorrei accumulare processi su processi per dire quello che penso sull’ attivismo di Napolitano – prosegue ancora – Fu lui, però, a nominare senatore a vita Monti, e anziché prendere il cappello se qualcuno gli imputa un ruolo in questa vicende, dovrebbe rivolgersi agli organismi internazionali e pretendere la verità su quello che è accaduto nel 2011″.

Infine Storace si toglie qualche sassolino dalla scarpa con ex compagni di coalizione e di governo: “Renato Schifani ha usato Berlusconi per se stesso e poi l’ha mollato quando non gli serviva più. Quelli di Fratelli d’Italia sono stati con Berlusconi fino a quando distribuiva miniseri, poi se ne sono andati”.

“Non esiste un cerchio magico intorno a Berlusconi, in ogni partito ci sono persone che sono vicino al leader, Francesca Pascale è la sua fidanzata Giovanni Toti è il consigliere politico. Sarei stato più a disagio con Claudio Scajola e Nicola Cosentino in lista”, conclude Storace. Filippo Tronca