CAGLIARI – “Il termine finale delle operazioni di scrutinio, fissato entro 12 ore dal loro inizio, deve considerarsi meramente indicativo”.
Lo comunica la Regione Sardegna con una nota che chiarisce la questione della cosiddetta “tagliola”.
Nel 2019, infatti, le operazioni si conclusero dopo le 19 e si dovette attendere quasi un mese per la proclamazione ufficiale del presidente e dei consiglieri. Le schede non ancora scrutinate furono sigillate e si dovette attendere un ulteriore passaggio in Corte d’Appello.
“Salvo che intervengano cause di forza maggiore, gli Uffici elettorali di sezione sono tenuti a completare tutte le operazioni di competenza”, spiega la Regione.
Intanto, come sta succedendo a Cagliari anche a Sassari, seconda città della Sardegna, Alessandra Todde è in netto vantaggio. Con 64 sezioni scrutinate su 140, la candidata del campo largo è al 53,02% mentre Paolo Truzzu è a 37,49%. Todde ha 12.168 voti e il candidato del centrodestra è a 8.604. Soru ha 2.036 voti (8.87%) e Chessa 141 voti (0,62%).
Mentre a Cagliari Alessandra Todde del centrosinistra resta ampiamente in vantaggio sul candidato governatore in Sardegna Paolo Truzzu, attuale sindaco del capoluogo isolano, nelle città di Olbia (storica roccaforte di Forza Italia) e di Oristano il risultato dello spoglio sembra trainare la rimonta dell’esponente di Fdi.
Se il dato regionale si ferma a 436 sezioni scrutinate su 1844 (il 23,6%) con Todde al 44,6% e Truzzu 46,5%, a Oristano (18 sezioni su 36) il primo cittadino di Cagliari è avanti con il 47.12% delle preferenze ottenute finora mentre la leader del campo largo a trazione Pd-M5s si ferma al 39.25%.
A Olbia il divario è minore: Truzzu è al 51.6%, mentre Todde è al 42.37% Todde, quando sono state scrutinate.
Ovviamente si tratta ancora di dati molto parziali che devono essere consolidati nel corso della serata, mentre il caricamento dei numeri sul portale regionale va molto a rilento.






